Verso la chiusura dei Giochi, Roda e il bilancio FISI da 6 ori: "Deromedis me l'aveva promesso, Brignone penso continuerà"

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Milano Cortina 2026l'intervista

Verso la chiusura dei Giochi, Roda e il bilancio FISI da 6 ori: "Deromedis me l'aveva promesso, Brignone penso continuerà"

Dopo lo "zero" di Pechino 2022 in termini di titoli, a Milano Cortina 2026 il trend è stato totalmente differente per la Federazione che conta la maggior parte delle discipline invernali sotto la sua egida (dall'area FISG sono arrivati altri 4 ori). Il saluto di Wierer e Pellegrino, l'eroica Tabanelli, Vittozzi che fa la storia come gli slittinisti e tanti altri protagonisti, cominciando dalla doppietta leggendaria di Federica Brignone, simbolo dei Giochi di casa: Flavio Roda dice la sua.

Si va verso la chiusura di Giochi Olimpici da record per l’Italia, attualmente a quota 10 titoli e 30 medaglie d’oro complessive, con la FISI che, dopo non aver vinto alcun oro a Pechino 2022 (i trionfi di Fontana e Constantini-Mosaner riguardavano la FISG, ovvero la Federazione Italiana Sport del Ghiaccio), può sorridere eccome visto che a Milano Cortina 2026 ci sono stati sei successi, a partire dalla leggendaria doppietta tra super-g e gigante di una Federica Brignone oltre ogni limite.

Storico, in quanto il primo nella storia del biathlon azzurro a cinque cerchi, l’Inseguimento d’oro di Lisa Vittozzi, così come l’uno-due dello skicross con Deromedis e Tomasoni oggi in trionfo a Livigno, e le due gemme della nazionale di slittino, sperando ancora nel bob a quattro domenica, almeno in ottica medaglia di bronzo (prime due posizioni quasi blindate da Lochner e Friedrich).

Il numero 1 federale Flavio Roda era presente oggi pomeriggio ad Anterselva per l’ultima gara della carriera di Dorothea Wierer e l’occasione, incontrando i media, ha permesso di stilare un primo bilancio azzurro di questi Giochi di casa. “Sono abbastanza soddisfatto di come è andato l’insieme delle Olimpiadi, non solo per i risultati ma per quello che è stato l’approccio degli atleti, indipendentemente da chi ha portato l’oro, l’argento o il bronzo – spiega il dirigente bolognese – Abbiamo visto una determinazione da parte di tutti e questa è la cosa più importante.

Spesso abbiamo sofferto i grandi eventi, invece siamo riusciti ad arrivare a Milano Cortina concentrati ed alla fine i risultati sono arrivati. La soddisfazione è stata vedere atleti di settori diversi capaci di combattere in ogni condizione; ogni settore ha la propria particolarità e non si possono fare differenze di importanza, sono sport diversi e tutti hanno il loro valore. E proprio per questo dico bravi e grazie a tutti quanti.

Ci sono tante storie in questa Olimpiade: Federica Brignone era impensabile riuscisse a fare quello che ha fatto. Ma anche Flora Tabanelli, con il crociato rotto ha saputo esserci e prendere addirittura una medaglia. Il futuro di Fede? Ora deve finire la stagione, poi con questi risultati penso che ci sarà anche nel prossimo inverno, ma spetterà a lei scegliere. Noi speriamo che resti il più possibile”.

Lo skicross è entrato dritto nella storia: “Deromedis era già determinato da ieri, l’ho visto a Livigno (Roda era presente venerdì per la gara femminile, ndr) e voleva questo oro, a dispetto delle voci negative. Mi ha promesso che avrebbe fatto la differenza e così ha fatto, grandi applausi anche a Federico Tomasoni”. Dorothea Wierer ha chiuso una carriera incredibile. “E’ stato emozionante salutarla, ha fatto innamorare del biathlon in Italia e non è stata solo una grande atleta: brava pure per il 5° posto di oggi, credo sia un successo anche questo.

Mancherà qualcosa di importante. Il biathlon merita spazio sui media, anche quelli nazionali: ha dato tanti risultati e atleti, così come il vivaio che è importante”.

Il presidente FISI ha un pensiero anche per Federico Pellegrino, impossibilitato per via di una sindrome influenzale a prendere parte alla 50 km conclusiva: “Anche lui è uno di quegli atleti che ci mancheranno tanto; ha tenuto in piedi il fondo italiano per anni. Ci ha tenuto in vita con i suoi risultati, riuscendo anche a far crescere un gruppo di giovani davvero bravi”. Domani all’Arena di Verona calerà il sipario su Milano Cortina 2026, con Lisa Vittozzi portabandiera accanto al pattinatore Davide Ghiotto: “Credo che Lisa abbia meritato il ruolo di portabandiera: ha dimostrato grandi capacità e arriva anche lei da un’impresa, dopo un anno lontana dalle gare.

Tante volte qualcuno la dimentica, ma è merito dovuto”.

Questo invece il pensiero di Flavio Roda a riguardo delle dimissioni del tecnico degli slalomgigantisti, Mauro Pini. “Non so se fosse possibile o impossibile trattenere Mauro Pini: ne parleremo prossimamente a Milano, c’è un contratto. Al momento ci siamo confrontati e mi ha esternato che non si sente di prendere parte alle ultime tappe e mi sembra di rispettare questa scelta.

Poi ne parleremo e valuteremo. Quello che più dispiace è che i cambi tecnici non fanno bene a nessuno: la continuità aiuta sempre a crescere, al netto del valore dei tecnici”.

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