La riconsegna del tricolore, che gioia al Quirinale. Brignone: "L'onore da portabandiera mi ha dato la spinta per esserci"

La riconsegna del tricolore, che gioia al Quirinale. Brignone: 'L'onore da portabandiera mi ha dato la spinta per esserci'
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FISI / CONI

Milano Cortina 2026il ricevimento

La riconsegna del tricolore, che gioia al Quirinale. Brignone: "L'onore da portabandiera mi ha dato la spinta per esserci"

E' stata un'intensa giornata romana per gli azzurri medagliati alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. Arianna Fontana: "Il presidente Mattarella c'è sempre stato, mai dimenticheremo il pranzo con lui". Lollobrigida sorride sul termine "dilettanti" in merito alle parole di Gravina: "Io mi sono fatta una risata". In serata il party a Casina Valadier con Brignone scatenata nei balli con il numero 1 del CONI Buonfiglio.

Un momento di grande gioia e condivisione, la possibilità di riunire tutti i protagonisti azzurri di Milano Cortina 2026, una doppia edizione a cinque cerchi da record, sia a livello di Giochi Olimpici a febbraio che poi in occasione delle Paralimpiadi a marzo, per l’Italia che ha visto i suoi sei rappresentanti, ovvero i portabandiera scelti per la rassegna a cinque cerchi di casa, riconsegnare il tricolore al Palazzo del Quirinale.

Accolti dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, c’erano tutti i medagliati dei Giochi. E allora da Bertagnolli a Vittozzi, da Brignone a Fontana, da Mazzel a Lollobrigida, ma anche Goggia, Sighel, Ghiotto, quante stelle a Roma per una giornata speciale. E se alla “Lollo”, due volte medaglia d’oro sul ghiaccio milanese, le si chiede delle parole di Gravina sul tema dei “dilettanti” di tutti gli altri sport, eccetto il calcio, la fuoriclasse frascatese risponde candidamente. “Semplicemente mi sono fatta una risata”.

Davanti a Mattarella, hanno parlato gli alfieri che hanno sfilato tra Milano e Cortina (anche se in occasione delle Paralimpiadi, con la cerimonia d’apertura a Verona, purtroppo c’è stato il “caso” della mancata partecipazione dei portabandiera); il Capo dello Stato ha ricevuto il tricolore dalle mani di Arianna Fontana, Federica Brignone, Amos Mosaner, Federico Pellegrino, Chiara Mazzel e René De Silvestro. “Lo sport può essere un testimone di civiltà che non si arrende alle prepotenze, Olimpiadi e Paralimpiadi ne sono l’espressione più alta – ha detto il presidente Sergio Mattarella davanti agli atleti – Viviamo tempi difficili, offuscati da venti di odio.

Lo sport esalta il sacrificio nel rispetto delle regole condivise, nella competizione si migliora insieme. Questi Giochi hanno scritto una pagina indimenticabile. I medaglieri sono colmi e abbiamo anche trasmesso al mondo un’immagine di grande efficienza che rappresenta un altro motivo di orgoglio. I Giochi sono stati un successo di organizzazione e di ospitalità”.

“Grazie presidente Mattarella – le parole nel suo intervento di Arianna Fontana, d’oro con la staffetta mista in apertura e poi capace di battere lo storico record di medaglie per un azzurro ai Giochi, compresi quelli estivi – Non dimenticheremo mai il pranzo con lei al villaggio olimpico, durante il quale ci ha fatto diventare parte della sua famiglia, o la telefonata dopo le medaglie. E’ stato davvero incredibile”.

“Quattro anni fa, in questo salone, sognavo di poter tornare, nel 2026, come testimone dell’Olimpiade italiana. Il sogno si è realizzato – ha aggiunto Chicco Pellegrino, che ha chiuso la carriera con altre due medaglie ai Giochi – Grazie ai miei allenatori, ai miei compagni medagliati e non”.

Amos Mosaner, di nuovo sul podio nel doppio misto di curling (in tandem con Stefania Constantini): “Abbiamo portato a casa 30 medaglie, abbiamo lavorato tutti al meglio. Speriamo di aver fatto appassionare i giovani italiani allo sport, che sa sempre unire”. Chiara Mazzel ha vissuto una Paralimpiade eccezionale con 4 medaglie al collo: “È stato un onore partecipare alla Paralimpiade italiana, per risultati, tifo e visibilità. Spero che il nostro impegno abbia rappresentato per i ragazzi con disabilità la spinta ad avvicinarsi allo sport come è accaduto a me nel 2018, cambiandomi la vita”.

E Federica Brignone, che è stata il simbolo di Milano Cortina 2026 per tutto quello che c’è stato dietro al recupero eccezionale di colei che poi ha conquistato, a 35 anni, due medaglie d’oro leggendarie in super-g e gigante, ha parlato di “una mia presenza ai Giochi che non era scontata, ma dopo tutto sono riuscita a fare qualcosa che non mi sarei aspettata. L’onore di portare la bandiera mi ha dato una spinta enorme per una sfida impossibile, l’Olimpiade in casa è un privilegio ma anche una pressione”.

E in serata, è stata proprio Fede a guidare i balli nella festa organizzata dal CONI, con lo stesso presidente Luciano Buonfiglio in pista assieme agli atleti, nel magnifico contesto di Casina Valadier per chiudere la giornata.

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