La folle notte dello slittino azzurro è il riscatto di una pista "tanto criticata ma che rappresenta il nostro futuro"

La folle notte dello slittino azzurro a Cortina nasconde
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Slittinola festa azzurra

La folle notte dello slittino azzurro è il riscatto di una pista "tanto criticata ma che rappresenta il nostro futuro"

Nell'arco di un'ora, il doppio titolo olimpico conquistato dai doppi di Voetter-Oberhofer e Rieder-Kainzwaldner sulla "Eugenio Monti" di Cortina può segnare una svolta epocale per l'intero movimento, che già Armin Zoeggeler (sino ad oggi ultimo azzurro a vincere un oro ai Giochi, con il bis a Torino 2006 nel singolo) sta guidando magistralmente da anni e ora può contare su un budello di casa. Andrea e Marion, le campionesse in coro: "Un grazie enorme alle persone che hanno lavorato per questo impianto". Emanuel e Simon: "Negli allenamenti avevamo capito che...". E giovedì c'è la prova a squadre.

Una notte folle, la notte dei trionfi dello slittino italiano sotto le luci di Cortina, due ori straordinari per un bottino olimpico, a Milano Cortina 2026, che è già storia della disciplina.

Prima Andrea Voetter e Marion Oberhofer, poi Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner, per un doppio titolo… in tutti i sensi, vista la specialità di cui parliamo e che ha visto le coppie azzurre battere tutti i più grandi campioni in circolazione, oltre a leggende autentiche come Wendl-Arlt, che in campo maschile avevano conquistato le ultime tre edizioni dei Giochi.

La notte che può dare una svolta per tanti anni ancora, perché ora sarà chiarissimo a tutti che la tanto discussa pista dedicata al mito del bob, Eugenio Monti, rappresenta il futuro per un movimento che ha una storia eccezionale, che si era fermata per un certo periodo prima che Armin Zoeggeler prendesse in mano le redini della direzione tecnica di una nazionale che da varie stagioni è assoluta protagonista in Coppa del Mondo.

Proprio il due volte campione olimpico del singolo, tra Salt Lake City 2002 e Torino 2006, era stato l’ultimo italiano a vincere un oro ai Giochi nello slittino, ne sono arrivati due nell’arco di un’ora e, se le donne erano per la prima volta in una gara a cinque cerchi, il doppio maschile ha tante edizioni alle spalle e un binomio azzurro non esultava da Lillehammer 1994, quando si imposero Kurt Brugger e Wilfried Huber. Sempre in quei magici Giochi in Norvegia, portammo a casa pure l’ultimo oro in rosa prima di Voetter-Oberhofer, con Gerda Weissensteiner nel singolo.

E non è finita qui, perché giovedì sera ci sarà la gara a squadre, con l’Italia che può pensare di contrastare la corazzata tedesca. “Negli allenamenti avevamo capito di essere veloci, ma è un’altra cosa realizzare tutto in gara”, ha dichiarato Rieder, prima che il compagno Kainzwaldner spiegasse come “siamo stati sempre veloci nel tratto conclusivo della pista, è stata la vera chiave”.

Voetter-Oberhofer, che in quattro stagioni hanno messo assieme, con questo oro olimpico, anche due Coppe del Mondo e un titolo iridato, in stagione non avevano ancora vinto: “Mancano ancora le parole, non sappiamo se sia realtà o meno, ma è stupendo – hanno gridato in coro nell’intervista post gara a Rai Sport – Abbiamo fatto un piccolo errore alla curva 10-11 nella prima discesa, ma la seconda è stata quasi perfetta”.

E Marion sottolinea, proprio sul tema pista e l’importanza che ricopre per gli allenamenti avere un budello nel proprio paese, anziché dover emigrare: “Un grazie enorme a tutte le persone che hanno lavorato per questa pista, che è stata tanto criticata. Le abbiamo ripagate”.

“Due fenomeni, perché questo sport non perdona il minimo errore e loro erano in testa dopo la prima manche – le parole del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, presente a bordo pista e che ha commentato così il primo trionfo delle ragazze – Hanno saputo tenere, dobbiamo ringraziare l’Italia per avere una pista che garantisce un grande futuro a tutto il movimento dello slittino”.

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