Beyond the Medals: Perchè Lindsey!?

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Milano Cortina 2026IL COMMENTO

Beyond the Medals: Perchè Lindsey!?

Beyond the Medals è la rubrica quotidiana curata dal direttore Dario Puppo per analizzare tutti i temi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Non solo gare e medaglie, ma retroscena, approfondimenti e racconti di ciò che accade fuori dal campo di gara. Nella seconda giornata di gare pioggia di medaglie per l’Italia, ma tutta l’attenzione è rimasta puntata sul terribile incidente di Lindsey Vonn nella discesa.

Dopo l’annuncio dell’ennesimo infortunio, con quella conferenza stampa quanto meno strana, ero molto perplesso sulla sua volontà di gareggiare in discesa. In prova aveva perfino stupito. In ogni caso, la gara, anche per un fenomeno come lei, è tutt’altra faccenda.

Mi sarebbe piaciuto vederla uscire dal cancelletto, fare 3 o 4 curve e fermarsi. Alzare la mano. E salutare il suo mondo. Sarebbe stata un’immagine fortissima. Tornare alla vittoria in Coppa aveva già sbalordito chiunque.

Il suo rapporto con le Olimpiadi è sempre stato difficile. Anche a Torino 2006 venne portata via in elicottero dopo un brutto atterraggio dopo un salto. Allora si chiamava ancora Kildow. Pensava di essersi rotta la schiena. Due giorni dopo arrivò ottava in discesa. A Vancouver 2010 vinse l’oro nonostante una grossa contusione alla tibia destra. Riusciva a malapena a camminare. Dopo il grave infortunio al ginocchio destro, ai Mondiali di Schladming 2013, decise di rinunciare ai Giochi di Sochi, a seguito dell’ennesima operazione. A PyeongChang 2018, nonostante una frattura al braccio destro, dolori alla schiena e ginocchia martoriate, si assicurò il bronzo nella giornata del trionfo di Goggia.

Vonn ha vissuto sempre al limite e oltre. Troppo. Il confronto con altri fuoriclasse dello sci, mi porta a pensare che si possono seguire altre strade. Hermann Maier, famoso per quel volo a Nagano 1998, ha rischiato di perdere la gamba dopo un incidente stradale in moto. Ha dovuto saltare Salt Lake City 2002. E con un chiodo in titanio, è rientrato nel 2003. Sapeva che non poteva cadere e non ha più commesso errori. Ha vinto alla sua seconda gara il Superg di Kitzbühel. E si è qualificato per i Mondiali di St. Moritz, dove si è messo al collo l’argento. Nel 2004 mise in bacheca la quarta Coppa del Mondo. Me lo ricordo bene, perché le ho commentate quelle gare.

Un altro che non si tirava mai indietro era Bode Miller, pure lui ha rischiato di saltare i Giochi nello Utah, dopo il brutto infortunio ai Mondiali di Sankt Anton. Senza risparmiarsi nulla in pista è stato un gatto nell’evitare altri lunghi stop fino al 2015, ai Mondiali in casa a Beaver Creek.

Herminator e Bode non davano l’idea di venir giù scommettendo su sé stessi e sulla propria incolumità.

Prima di infilare il braccio nella porta, Vonn aveva già commesso un errore, perso equilibrio nel punto più difficile della Olympia delle Tofane. Dove ha sbagliato praticamente solo lei. Forza Lindsey!

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