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100 anni di Pace nelle Dolomiti

Panorami sulle dolomiti in estate

Quattro anni fa, nel 2014, le commemorazioni per i 100 anni dall'inizio della Prima Guerra Mondiale avevano catalizzato le attenzioni dei media su tutto l'Arco Alpino, oggi, nel 2018, ricorre il centenario della fine della Grande Guerra 1915-1918 e le Dolomiti festeggiano questo lieto evento.

Patrimonio Mondiale UNESCO, le Dolomiti conservano però ancora le ferite di quell'epoca nella quale uomini, un tempo amici e uniti dalla passione per le quelle meravigliose montagne, per l'esplorazione, per l'arrampicata, hanno dovuto vivere e convivere con le insidie della montagna durante le quattro stagioni degli anni 1915-1918 e con le atrocità della guerra. Nomi noti della nobiltà e della borghesia austroungarica, tedesca, italiana e inglese, che alla fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento avevano scritto il proprio nome negli annali delle grandi "prime” alpinistiche sulle Dolomiti, tutto a un tratto si ritrovarono nei luoghi da loro amati a fronteggiarsi da nemici, combattendo e morendo, spesso per guadagnare pochi centimetri di territorio che già nell'assalto seguente andavano nuovamente persi. Oggi tutto ciò per fortuna è un brutto ricordo, mantenuto vivo però dai tanti reperti storici, artefatti e costruzioni nei punti strategici delle montagne, spesso restaurati e resi accessibili al pubblico, quale monito alle generazioni contemporanee affinché ci pensino bene prima di commettere gli stessi errori dei propri avi.

Molti di questi luoghi militarmente strategici, sono in posti fantastici e perciò molto panoramici, da dove si possono vedere innumerevoli cime dolomitiche e il fondovalle con i suoi paesi. Grazie ai 100 impianti di risalita aperti di Dolomiti SuperSummer la memoria storica e il contatto diretto con la montagna sono accessibili a tutti e in molte delle 12 valli dolomitiche, specialmente quelle che sono state terreno di fronte bellico, le occasioni per andare alla scoperta di trincee, camminamenti, gallerie, baraccamenti, vie ferrate e musei sono numerose. Con le tessere Dolomiti SuperSummer a punti, trasferibili e vantaggiose per chi ama passeggiare e fare escursioni in quota con il supporto degli impianti di risalita, oppure a tempo, ottimali soprattutto per i biker che percorrono grandi distanze da valle a valle, è possibile andare alla scoperta contemporaneamente dei tempi passati e delle montagne più belle del mondo all'insegna della vacanza attiva e istruttiva alla portata di tutti. Qui di seguito sono riportati alcuni esempi di siti bellici dolomitici raggiungibili facilmente con l'ausilio degli impianti di risalita di Dolomiti SuperSummer, in combinazione con una passeggiata o con un'escursione più impegnativa.

Cortina d'Ampezzo
La zona del Passo Falzarego era linea di fronte durante la Prima Guerra Mondiale, e in diversi luoghi si sono svolti fatti militarmente degni di nota, come la "guerra delle mine" al Lagazuoi, la costruzione di sistemi di trincee e camminamenti presso le Cinque Torri e il Col Gallina e la costruzione di gallerie imponenti al Castelletto, al Lagazuoi e al Sass de Stria. La funivia del Lagazuoi conduce a 2.778 metri, da dove si possono raggiungere facilmente le recuperate postazioni di mitragliatrice e trincee sulla sommità. Chi ha dimestichezza con la montagna può scendere o salire lungo la galleria omonima con l’illuminazione artificiale, che dalla cima porta poco sopra il Passo Falzarego. Presso le Cinque Torri, raggiungibili con la seggiovia omonima con partenza da Bai de Dones, è visitabile un vero e proprio sistema di camminamenti, trincee e baraccamenti, perfettamente restaurato pochi anni fa, dove ci si può immedesimare nei soldati che vi operavano, ma fortunatamente oggi possiamo goderci le bellezze delle Dolomiti in pace. Presso il Passo Valparola si trova il Museo della Grande Guerra "Tre Sassi", un antico bunker austroungarico adibito a esposizione di innumerevoli reperti bellici, nonché un vero e proprio villaggio militare restaurato esemplarmente, dove periodicamente ci sono figuranti storici che rievocano episodi e storie di un secolo fa.

Plan de Corones
Era lontano dal fronte di guerra ma le valli circostanti erano di importanza strategica per i rifornimenti dalle retrovie. La ferrovia della Val Pusteria e la Val Badia erano vie di comunicazione importantissime per la logistica militare. Raggiungendo la cima del Plan De Corones a quota 2.275 con le cabinovie da Riscone, Valdaora e Passo Furcia si può vedere la Val Pusteria nella sua interezza dall'alto fin dalla sua origine nel Tirolo Orientale in Austria, e si può seguirla con lo sguardo fino a Rio Pusteria, dove sfocia nella Valle Isarco. A sud si possono scorgere in lontananza le Tofane e la Marmolada con la cresta del Padon, a est le Dolomiti di Sesto, vette sul fronte, teatro di aspre battaglie. Alcuni cenni storici di stampo bellico-alpinistico si trovano anche al MMM Messner Mountain Museum Corones presso le stazioni a monte di Plan de Corones.

Alta Badia
Da alcuni paesi della Val Badia, ovvero San Cassiano e Corvara, durante la Prima Guerra Mondiale partivano funivie per il trasporto di materiale e viveri che collegavano i punti logistici del fronte sulle pendici delle Tofane, del Lagazuoi e del Pralongià. Specialmente l'altipiano del Pralongià, raggiungibile con diversi impianti di risalita da San Cassiano (Piz Sorega), La Villa (Piz La Ila) e Corvara (Col Alt, Braia Fraida, Pralongià) offre una visuale ravvicinata sulla linea del fronte di allora, con la Valle di Fanes, il Lagazuoi, il Settsass, il tristemente famoso Col di Lana, la Marmolada e il Padon.

Val Gardena-Alpe di Siusi
Sono state entrambe risparmiate dalla Grande Guerra, anche se soprattutto la Val Gardena è stata una delle linee di approvvigionamento per il fronte più importante. Ecco perché nel 1916 il comando militare austriaco fece costruire la ferrovia della Val Gardena, da Chiusa a Plan presso Selva, impiegando migliaia di prigionieri di guerra russi e serbi. Tramite essa si trasportavano viveri, soldati, armi e munizioni che poi venivano smistati sui vari settori di prima linea in quota. Anche questa zona è ben visibile dall’alto, per esempio salendo con la funicolare di Resciesa oppure con la cabinovia e la funivia verso Seceda partendo da Ortisei, oppure con la cabinovia verso Col Raiser da Santa Cristina. L’Alpe di Siusi si raggiunge invece con la cabinovia omonima con partenza da Ortisei oppure da Siusi.

Val di Fassa-Carezza
Specialmente nella parte alta la Val di Fassa era parte integrante delle cosiddette retrovie, da cui la linea del fronte veniva fornita di tutto il necessario per la sopravvivenza dei soldati e per le operazioni belliche. In particolare la regione attorno alla Valle San Nicolò fu coinvolta in prima linea e sono visibili diverse postazioni e fortificazioni, mentre al Passo di Costalunga (Carezza) era posto il comando distrettuale austriaco. Per godere una vista completa sulla zona tra la Val di Fassa e la Marmolada il punto ideale è il Sass Pordoi, raggiungibile comodamente con l'omonima funivia che parte dal Passo Pordoi e che porta a 2.950 metri.

Arabba-Marmolada
La valle di Livinallongo, in ladino Fodom, è probabilmente una delle valli più colpite dalla Prima Guerra Mondiale. La linea del fronte vi passava proprio in mezzo e fu teatro di battaglie, distruzione e morte per soldati e civili. Il Col di Lana, soprannominato Col di Sangue, domina la valle e divenne uno dei punti più contesi sul fronte delle Dolomiti e il tributo di vite umane fu molto alto da ambo le parti nemiche. Arabba si trova all'estremità più in quota della valle, da qui si sale al Passo Pordoi. La cresta del Padon, che divide Livinallongo dalla Val Pettorina-Fedaia, durante la Grande Guerra era linea di fronte con numerose trincee, caverne e camminamenti anche in posizioni molto esposte, contese e occupate sia dalle truppe italiane, sia da quelle austriache. Oggi la Via Ferrata delle Trincee percorre tutta la lunghezza della cresta, dal Rifugio Gorza al Rifugio Padon, portando i visitatori, "ferratisti” esperti, da un sito storico all'altro, costantemente al cospetto della Marmolada, la Regina delle Dolomiti. La zona storica è raggiungibile comodamente da Arabba con la funivia Portavescovo e da Malga Ciapela con la seggiovia Padon 2.

La Marmolada è invece uno dei siti bellici più noti e importanti delle Dolomiti, con la famosa "Città di Ghiaccio", il grande accampamento austriaco scavato e costruito completamente nelle viscere del ghiacciaio a diversi metri di profondità. Oggi è possibile visitare il più grande museo della guerra sulle Dolomiti, allestito a quota 3.000 nella stazione di Punta Serauta della funivia della Marmolada e completamente rinnovato nel 2015 per il centenario dell’inizio della Grande Guerra. La funivia della Marmolada, attiva anche in estate, porta i visitatori alla sommità di quella che viene definita la "Regina delle Dolomiti". Sul tetto della stazione a monte di Punta Rocca si trova quella che probabilmente è la più spettacolare terrazza panoramica delle Dolomiti, e con i suoi 3.265 metri è sicuramente la più alta.

Tre Cime Dolomiti
Le Dolomiti di Sesto sono tra le più spettacolari, ma anche tra le più martoriate dalla Grande Guerra. Su quasi ogni guglia c'era un posto di osservazione, una postazione di mitragliera, una fotoelettrica tattica o un avamposto per tenere occupata la cima. In questa zona si sono svolte azioni epiche della narrazione bellica, come le imprese di Sepp Innerkofler, famosa guida alpina e albergatore di Sesto-Moso, divenuto noto al comando della sua pattuglia per azioni alpinistiche contro gli Alpini italiani e poi caduto in battaglia sul Monte Paterno. I luoghi da visitare sono tanti ma quello più comodo, perché servito dalla cabinovia di Croda Rossa, è la Malga Anderter. Il sito chiamato "Bellum Aquilarum", ricostruito in modo esemplare dall’omonima associazione di volontariato locale, permette di visitare baraccamenti, trincee, camminamenti e caverne ai piedi della Croda Rossa di Sesto e di Cima Undici. Dal Monte Elmo, raggiungibile sia con la funivia Monte Elmo da Sesto, che con la cabinovia da Versciaco, si può ammirare invece l'unicità della "Meridiana di Sesto", cime dolomitiche chiamate come le ore centrali della giornata perché il sole a quell’ora vi si trova in perpendicolare.

Val di Fiemme-Obereggen
La Val di Fiemme è stata teatro bellico durante la Grande Guerra nella zona del Gruppo del Lagorai, che la separa dalla Valle del Vanoi e dalla Valsugana. Salendo sul versante opposto della valle con la cabinovia Predazzo-Gardoné e con la seggiovia di Passo Feudo, dall'alto si può vedere tutta la catena montuosa del Lagorai, con il Monte Cauriol che fu cima grondante sangue specialmente nel 1916. La zona del Latemar era invece da reputarsi tra le retrovie, con singoli punti di osservazioni in quota.

San Martino Di Castrozza
Il fronte meridionale passava anche per le Dolomiti del Primiero, come per esempio Malga e Cima Tognola. Le postazioni italiane ancora ben conservate ai 2.383 metri di Cima Tognola sono facilmente raggiungibili su mulattiere militari e sentierini dopo aver guadagnato quota grazie alla cabinovia Tognola con partenza a San Martino di Castrozza. L'escursione è accompagnata dalla strupenda vista sulle Pale di San Martino a est e sul Lagorai a nordovest.

Valle Isarco
Sia la zona di Gitschberg-Jochtal, che la Plose non sono state teatro di guerra durante il primo conflitto mondiale, ma l'ambito geografico che le unisce è sempre stato di grande importanza strategica sin dalle guerre napoleoniche poiché qui si uniscono la Valle Isarco e la Val Pusteria. Ai tempi della Grande Guerra e tutt'ora, Bressanone e soprattutto Fortezza sono importanti nodi ferroviari. Da qui si smistavano truppe, generi alimentari e materiale bellico verso le varie porzioni di fronte nelle valli dolomitiche non molto distanti. Dalla Plose, raggiungibile con la cabinovia omonima da Sant'Andrea, si possono ammirare dall'alto tutta la conca brissinese e le Dolomiti settentrionali, mentre dal Gitschberg (raggiungibile con la cabinovia Nesselbahn-Bergbahn) e da Jochtal (raggiungibile con l'omonima cabinovia) si gode di una vista mozzafiato sulla Val Pusteria, la Valle Isarco e le Dolomiti.

San Pellegrino
Il passo divide Falcade dalla Val di Fassa e durante la Grande Guerra aveva una grande importanza strategica in quanto avrebbe permesso lo sfondamento italiano verso nord, pertanto le truppe austriache misero in sicurezza i crinali costeggianti la Valle di San Pellegrino. In corrispondenza del valico ci sono alcune postazioni italiane sul Col Margherita, sul Juribrutto e sul Fronte delle Bocche, siti raggiungibili con la funivia del Col Margherita, mentre i siti bellici del Colifon, del Passo delle Selle e delle Creste di Costabella, compreso il sentiero attrezzato "Bepi Zac" si raggiungono più velocemente e comodamente con la seggiovia Costabella dal Passo San Pellegrino.

Civetta
Sulle pendici settentrionali del monte Civetta si sale verso il rifugio Sonino al Coldai, non lontano dal bellissimo Lago di Coldai. Una strada militare della Prima Guerra Mondiale porta ala cima di Monte Coldai (2.250 m), vero e proprio balcone sulla parete nord del Civetta. Qui al giorno d’oggi regna la pace e una croce ricorda coloro che sulle Dolomiti hanno perso la vita a causa della Grande Guerra. Da Alleghe si può salire al Col dei Baldi con la cabinovia Piani di Pezzé e Col dei Baldi. Dolomiti SuperSummer offre 100 impianti di risalita aperti nelle 12 valli di Dolomiti Superski e utilizzabili con le tessere locali limitatamente alla valle di appartenenza, oppure con le tessere Dolomiti SuperSummer, che hanno validità su tutti gli impianti aperti che aderiscono al programma.

Per dettagli e maggiori informazioni, nonché l'elenco degli impianti aperti durante i mesi estivi, si invita a visitare il sito internet www.dolomitisupersummer.com.

Crediti delle foto:  www.bandion.it e wisthaler.com

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