Basilicata, polemiche per l'ammodernamento del comprensorio Sellata-Pierfaone: nuova seggiovia e pista da sci sintetica più lunga d'Italia

Basilicata, polemiche per la realizzazione della pista da sci sintetica più lunga d’Italia nel comprensorio Sellata-Pierfaone
Info foto

pg fb Sellata

AppenniniPROGETTI

Basilicata, polemiche per l'ammodernamento del comprensorio Sellata-Pierfaone: nuova seggiovia e pista da sci sintetica più lunga d'Italia

Dubbi e polemiche per il progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone che, tra i vari interventi, prevede la realizzazione di una nuova seggiovia e di una pista da sci sintetica destinata a diventare la più lunga d’Italia. Ma ciò comporta l'abbattimento di quasi 1000 alberi.

Sono iniziati i lavori per il progetto di ammodernamento del comprensorio Sellata-Pierfaone. La nuova seggiovia partirà da 1350 metri e arriverà a 1500 metri dove si collegherà alla seggiovia già esistente che porta a 1737 metri d’altezza, punto più alto dell’area sciistica. Prevista anche la realizzazione di una pista da sci sintetica, la più lunga d’Italia, che permetterà di sciare sempre, in ogni condizione, 365 giorni all’anno. Il tracciato dovrebbe avere una lunghezza di 480 metri, una larghezza di 20 metri, una pendenza media del 17,15% e una superficie complessiva di 7400m². La pista sintetica consentirebbe anche agli atleti di potersi allenare in qualsiasi periodo dell’anno.
Il piano comprende pure una nuova struttura a piè pista con terrazza e solarium, parcheggi riqualificati, percorsi pedonali e nuovi servizi come aree noleggio, punti ristoro e spazi commerciali. Il progetto prevede un investimento di 8 milioni di euro di cui 6 milioni sono finanziati dalla Regione Basilicata.

Il segretario generale della Cgil Potenza, Vincenzo Esposito, ed il segretario generale della Flai Cgil Basilicata, Vincenzo Pellegrino, hanno espresso dubbi sulla costruzione di una stazione sportiva ed in particolare della pista da sci sintetica più lunga d'Italia nel territorio di Abriola e chiedono di fare chiarezza sulla presentazione del progetto, sulla previsione di efficacia economica e sulle ricadute per il territorio, sui potenziali rischi ambientali e sulle specifiche attività previste nello svolgimento dei lavori, sull'esistenza o meno di un piano di compensazione ambientale.  La realizzazione del progetto, in particolare la nuova seggiovia, comporta infatti all’abbattimento di 951 alberi nella Faggeta di Monte Pierfaone del Comune di Abriola.

La Cgil chiede, dunque, una discussione aperta che possa coinvolgere le comunità per una programmazione a misura delle esigenze e delle enormi risorse del territorio non sufficientemente valorizzate ai fini di coesione sociale, lavoro e sviluppo.

Anche Legambiente Basilicata in una nota ricorda che “l’intero comprensorio ricade all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ed è anche una Zona Speciale di Conservazione (ZSC) della Rete Natura 2000, denominata “Faggeta di Monte Pierfaone” (codice IT9210115), che si estende per 756 ettari nei comuni di Abriola e Sasso di Castalda. Un sito di importanza comunitaria, istituito per proteggere habitat e specie di interesse europeo”.

Il comunicato di Legambiente Basilicata prosegue dicendo: “Quello che però colpisce, più dell’entità dell’investimento, è la velocità con cui si sta procedendo. Perché se guardiamo le date, ci accorgiamo che tutto è successo in tempi record. Il 19 maggio 2026 il Comune di Abriola chiede alla Regione l’avvio della procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale, la VINCA. Il 22 giugno arriva già il parere favorevole in fase di “screening”, che stabilisce che l’opera è compatibile con il sito Natura 2000 senza bisogno di analisi più approfondite. Il 2 luglio scade il termine per la presentazione delle offerte per i lavori del secondo lotto. Il 7 luglio il progetto viene presentato in pompa magna con sopralluogo del Presidente della Regione. E già ad agosto i cantieri sono aperti.

In meno di tre mesi si è passati dall’avvio del procedimento all’avvio dei lavori. Una tempistica quanto meno inusuale per la pubblica amministrazione, che di solito richiede tempi ben più lunghi per istruttorie, verifiche, pubblicazioni ed eventuali osservazioni. La fretta, in questo caso, diventa un problema perché riduce gli spazi per il controllo pubblico e la partecipazione dei cittadini, soprattutto per un’opera che insiste su un territorio di straordinario valore naturalistico”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Consensi sui social