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Mondiali Allround: Ireen Wüst in trionfo, è una cinquina storica. Verweij la spunta su Blokhuijsen

Mondiali Allround: Ireen Wüst in trionfo, è una cinquina storica. Verweij la spunta su Blokhuijsen
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Getty Images

Speed Skating - Mondiali Allround 2014

Mondiali Allround: Ireen Wüst in trionfo, è una cinquina storica. Verweij la spunta su Blokhuijsen

Nel caso ci fosse qualche indeciso da convincere, è arrivato un nuovo argomento "dorato" di persuasione. Ireen Wüst si fionda nel firmamento dello speed skating e coglie un’incredibile cinquina di titoli mondiali allround. Il “cinque” è proprio il suo numero fortunato nel 2014, poiché corrisponde alla quantità di medaglie conquistate ai Giochi Olimpici di Sochi. Dall’altra parte, invece, l’Olanda si coccola finalmente un Koen Verweij con un sorriso d’oro: è lui, l’eterno piazzato fino a ieri, il nuovo campione dopo i Campionati di Heerenveen. Il 23enne di Alkmaar entra nell’albo d’oro succedendo a Sven Kramer e vendicandosi della sconfitta agli Europei 2014 ai danni di Jan Blokhuijsenargento iridato per pochi centesimi di distacco. Si chiude così la stagione internazionale della pista lunga. Un giusto premio per due dei grandi protagonisti nell’anno delle Olimpiadi. E dell’Olanda. I due azzurri impegnati ai Mondiali chiudono la loro avventura anzitempo, dopo i 1500m. Andrea Giovannini (esordiente tra i big) finisce 17esimo, mentre Luca Stefani finisce ventesimo in classifica generale.

Con il suo quinto titolo in carriera (il quarto consecutivo) Ireen Wüst raggiunge una leggenda del pattinaggio su ghiaccio come Karin Enke e mette nel mirino un mito assoluto come Gunda Niemann (otto volte mondiale). In una parola? Stratosferica. Il fenomeno 27enne di Goirle inizia in grande stile i festeggiamenti per il suo prossimo compleanno (il 1° aprile) raccogliendo l’abbraccio del pubblico sul mitico anello della Thialf Arena. Un abbraccio a conclusione di una stagione fantastica, la sua migliore in carriera come ha dichiarato lei stessa. Poi la sua dedica va allo storico sponsor personale (una nota compagnia assicurativa olandese) dal quale divorzierà dopo anni di successi.
L’argento iridato finisce alla soddisfatta Olga Graf, che “insinua” un po’ di Russia in un mare arancione e raccoglie la sua prima medaglia a un Mondiale, a 30 anni. Bronzo, invece, all’emergente (e chissà, futura erede della Wüst), Yvonne Nauta.

Dunque, dopo aver vinto le prime due prove di ieri (500 e 3000 metri) Ireen Wüst si aggiudica senza problemi i 1500 d’apertura grazie al tempo di 1’54’13. L’olandese “fatica” di più rispetto alle passate gare per avere ragione delle avversarie. Merito di Olga Graf, che nel terzo “round” si piazza seconda in 1’55’’67, sfiorando il suo primato personale. Argento conquistato dopo una gara in progressione perduta per un secondo e mezzo (solo) dalla fuoriclasse oranje. Terza era finita l’altra temibile russa Yuliya Skokova in 1’55’’99.

La cinque volte iridata non si erge a “pigliatutto” per poco, sfiorando il successo anche nei 5000. La Wüst svetta anche nella distanza più lunga. Fino a metà dei 12 giri e mezzo rimane costantemente intorno ai 31-32 secondi per tornata. Poi, dopo i 3000m perde smalto la sua (fantastica, in ogni caso) azione e alza i tempi sul giro. Non riuscirà a infilare un poker che avrebbe avuto dell’incredibile e inedito. Chiuderà dietro la connazionale Nauta in 6’59’’07. Proprio i 5000 vedono infatti la risalita prevedibile della specialista oranje Yvonne Nauta. La campionessa Allround olandese nel 2014, classe 1991, ottiene il suo primato personale (6’57’’59) che la fa risalire nettamente dalla ottava alla terza posizione per una grande medaglia bronzo. Senza dubbio il suo miglior risultato nella giovane carriera dopo il recente secondo posto agli Europei (dove fu battuta sempre dalla Wüst).

Sesta ai Campionati d’Europa, Olga Graf vendica la delusione di gennaio e resiste. L’esperta russa difende con maestria la sua seconda posizione. La pattinatrice seguita dal tecnico italiano Maurizio Marchetto (c.t. della Russia da tre anni) chiude una stagione alla grande con l’argento Allround (sigillato anche grazie al terzo posto nei 5000, in 7’00’’01). Si deve accontentare della quarta piazza finale Yuliya Skokova, in piena corsa per le medaglie dopo le tre prove iniziali (finisce sesta nei 5000 e perde inevitabilmente il suo vantaggio).

Festeggia e quasi non ci crede Koen Verweij. L’olandese è campione del mondo e stavolta evita la beffa da Blokhuijsen (argento). E in campo maschile si ripete ciò che si è verificato tra le donne: la Russia piazza un suo atleta sul podio finale. Merito di Denis Yuskov, ottimo bronzo.

La giornata era iniziata coi 1500 metri. Una gara entusiasmante per equilibrio e ripercussioni in previsione della vittoria finale. La spunta proprio Yuskov in 1’46’’12 davanti al leader della generale Koen Verweij (1’46’’47). Secondo ex aequo il belga Bart Swings. Mentre Jan Blokhuijsen era riuscito nell’intento di difendersi bene, trovando il sesto crono in 1’47’’15, molto vicino al suo migliore stagionale ottenuto a Sochi 2014.

Gli italiani si fermano dopo questa gara. Entrambi gli alfieri azzurri non riescono a trovare una prestazione atta a consentire loro una risalita difficile verso i primi otto (per qualificarsi ai 10000 metri conclusivi). Andrea Giovannini, 17esimo in generale dopo le prime due prove, conclude in 1’51’’10. Leggermente meglio fa Luca Stefani (1’50’’96). I loro tempi li piazzano rispettivamente in posizione numero 20 e 19. Non basterà a farli risalire nella graduatoria complessiva. Anzi, Giovannini scala dal 15esimo al 17esimo posto finale. Luca Stefani invece rimane stabile e 20esimo.

Come prevedibile, si decide tutto nei 10mila, con Verweij davanti a Blokhuijsen per meno di mezzo punto. Davanti a una divertita e già vincente Wüst, Koen controlla il compagno di team Jan: girano entrambi tra i 31 e i 32 secondi al giro. Sa di non dover fare altro e lo fa benissimo per oltre 6000m. Poi ai -6 dalla fine Blokhuijsen prova l’accelerazione che lo porta al sorpasso. Verweij fatica (lui che fondista puro non è) e perde inesorabilmente terreno dal rivale. Il campione europeo in carica vince la battaglia dei 10mila in 13’13’’93, ma Verweij si prende il titolo iridato resistendo negli ultimi, drammatici e scomposti giri. Chiude col terzo tempo parziale (13’19’’12), ma esulta perché finalmente, dopo la beffa di Hamar agli Europei, batte il compagno. Stavolta li separano 24 centesimi. A gennaio furono appena 5.

Di grande rilevanza, dietro i duellanti oranje, la prestazione di Denis Yuskov che si assicura il bronzo nell’ultima prova. Il 24enne moscovita trova il suo personale nei 10mila (13’17’’84 che gli vale il secondo tempo) e raggiunge un bronzo tenendo a distanza di sicurezza i due norvegesi e Bart Swings, che attendeva i 10mila per risalire la china. Yuskov si prende così il suo primo podio Allround in carriera, dopo due medaglie ai Mondiali su distanza singola (tra cui l’oro dei 1500 nel 2013).

 

CLASSIFICHE FINALI (prime posizioni e italiani):

 

DONNE

1. Ireen WÜST (Ola)                                158.615 punti
2. Olga GRAF (Rus)                                  161.315
3. Yvonne NAUTA (Ola)                            162.488
4. Yuliya SKOKOVA (Rus)                         162.946
5. Diane VALKENBURG (Ola)                    163.275
6. Irene SCHOUTEN (Ola)                        163.896
7. Katarzyna BACHLEDA-CURUS (Pol)      164.248
8. Natalia CZERWONKA (Pol)                    165.234

 

UOMINI

1. Koen VERWEIJ (Ola)                           149.365 punti
2. Jan BLOKHUIJSEN (Ola)                       149.600
3. Denis YUSKOV (Rus)                            150.030
4. Sverre Lunde PEDERSEN (Nor)           151.217
5. Bart SWINGS (Bel)                               151.519
6. Håvard Bøkko (Nor)                             151.611
7. Renz ROTTEVEEL (Ola)                         151.631
8. Konrad NIEDZWIERSKI (Pol)                 153.820

…..

17. Andrea GIOVANNINI                         113.563
20. Luca STEFANI                                     114.448

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