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Luca De Matteis
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foto di Getty Images

Maurizio Marchetto torna a guidare la Nazionale italiana su pista lunga

Maurizio Marchetto torna a guidare la Nazionale italiana di pista lunga

Un rientro importante per il ghiaccio azzurro. Dopo cinque anni Maurizio Marchetto tornerà a guidare, in qualità di allenatore responsabile, il settore azzurro di pattinaggio di velocità su pista lunga. La decisione è stata annunciata a margine del Consiglio Federale della FISG (Federazione Italiana Sport Ghiaccio) tenutasi ieri, 30 maggio. Il suo incarico guarderà fino ai Giochi Olimpici del 2018. Per Marchetto, reduce dall’esperienza tecnica in Russia iniziata nel 2011, si tratta del secondo ritorno in Nazionale.

È infatti stato lui l’artefice da bordo pista dei maggiori successi italiani nella disciplina, arrivati a cavallo tra gli anni ’90 e culminati con le prime – e finora uniche –medaglie olimpiche nell’edizione 2006 dei Giochi, grazie soprattutto all’exploit di Enrico Fabris (Marchetto è alla sua sinistra, nella foto di copertina risalente al successo nell’Inseguimento a squadre a Torino 2006).

Il tecnico 59enne, veneto di nascita ma brianzolo d’adozione, è stato per tre volte atleta azzurro ai Giochi Olimpici invernali – tra Innsbruck 1976 e Sarajevo 1984 – e successivamente mentore delle due più vincenti star italiane in pista lunga. Da Roberto Sighel a Enrico Fabris, rispettivamente il primo italiano a divenire campione mondiale allround a Calgary nel 1992 e campione olimpico nei 1500 metri a Torino 2006. Sotto la sua gestione arrivò l’incredibile e storico oro per l’Italia nel Team Pursuit – composto dallo stesso Fabris, da Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi e Stefano Donagrandi - sempre durante le fortunate Olimpiadi torinesi. Marchetto ha guidato il team italiano in due riprese. Dapprima tra 1984 e 1992 e in seguito dal 1994 al 2010, quest’ultimo un anno olimpico deludente per la velocità azzurra, attesa a ripetere le difficili imprese dei Giochi precedenti.

Poi dal 2011 ha dato il via all’incarico come tecnico alla guida – con l’altro head coach Kosta Poltavets - della Russia per preparare le atlete locali all’appuntamento a cinque cerchi di casa, a Sochi. Prima di questo quadriennio – conclusosi ufficialmente ad aprile 2015 – il tecnico lombardo aveva in precedenza seguito Ivan Skobrev (già sotto la sua guida nel 2010 assieme al francese Alexis Contin). Successivamente aveva riportato la Russia femminile sul podio iridato allround contribuendo alla risalita dopo un periodo di difficoltà. In particolare, di spicco furono i risultati di Olga Graf, argento ai Mondiali “completi” del 2014, e di Ekaterina Shikhova, bronzo nell’anno precedente che aveva riportato una russa sul podio dopo 30 anni di attesa. Mentre ai Mondiali su Distanze Singole nel 2013 erano arrivati i titoli con Olga Fatkulina e Denis Yuskov. Ai Giochi Olimpici di Sochi 2014 però lo speed skating della Russia non aveva brillato – rimanendo a digiuno di ori -, deludendo i vertici federali nonostante le due medaglie di bronzo conquistate nell’Olimpiade dominata da una straripante squadra olandese: all’Adler Arena, infatti, Olga Graf fu bronzo nei 3000 metri femminili, così come l’Inseguimento a squadre femminile, mentre Olga Fatkulina vinse l’argento nei 500 metri.

Nello scorso mese di aprile, Marchetto non è stato confermato alla guida del settore – nel quale si occupava degli specialisti sulle medie e lunghe distanze – della Nazionale russa. Un gruppo di pattinatori  ne aveva chiesto la conferma in vista del ciclo olimpico verso Pyeongchang 2018. Tra di loro si erano esposti in favore della sua riconferma atleti come Aleksandr Rumyantsev, Olga Graf, Yuliya Skokova, Danil Sinitsyn, Natalia Voronina, Margharita Ryzhov, Anna Chernova e Danilo Semeriko. Appello non ascoltato dalla Federazione.

Così si aperta l’opportunità per una nuova sfida in azzurro per Marchetto. Potrebbe profilarsi l’inserimento nel futuro staff di due reduci dalla vittoria nell’Inseguimento a squadre del 2006: Enrico Fabris, già collaboratore della Nazionale nell’ultima stagione, e Matteo Anesi, oggi vice allenatore di Kenan Gouadec, c.t. dello short track. Così, dopo i due anni della gestione tecnica di Giorgio Baroni e Stefano Donagrandi – preceduta dalla parentesi dell’olandese Gianni Romme – il plurivittorioso allenatore italiano sarà chiamato a guidare i talenti lanciati dal duo tecnico nelle ultime due stagioni. Tra i principali, Andrea Giovannini – sbocciato nell’ultima stagione con la sua prima storica vittoria in World Cup nella Mass Start e il secondo posto nella classifica finale di specialità – di Fabio Francolini – atleta giunto dalle "rotelle" fino al bronzo nella gara in linea ai Mondiali su Singole Distanze di Heerenveen 2015 –, Mirko Giacomo Nenzi – specialista azzurro migliore nelle distanze veloci, ma atteso alla definitiva consacrazione che tarda ad arrivare – e di Francesca Lollobrigida, lanciata proprio dal rodigino, nel 2008, in Nazionale e attualmente migliore espressione in rosa sul ghiaccio delle piste lunghe. Un anno fa, dopo la conquista della coppa di specialità nella Mass Start, la romana non è riuscita a ripetersi nella stagione chiusasi a marzo 2015.

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