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La “prima” cinese in pista lunga è di Zhang Hong. Olanda, ancora medaglie

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Speed SkatingSpeed Skating - Sochi 2014

La “prima” cinese in pista lunga è di Zhang Hong. Olanda, ancora medaglie

Eccezionale Zhang Hong. Definibile come l’eccellenza orientale dentro un mare di orange. Non ci sono molti altri aggettivi per descrivere la vittoria della cinese nei 1000 metri donne. La 25enne sprinter regala in un colpo solo prima medaglia d’oro nello speed skating alla Cina e contemporaneamente centra la sua prima medaglia a cinque cerchi, ad appena due giorni dall’esordio assoluto ai Giochi Olimpici. In quell’occasione, però, mancò il podio dei 500 per soli 10 centesimi. La cinese precede ormai quelle che sono diventate due habitué delle cerimonie all’Adler Arena di Sochi: le olandesi Ireen Wüst (già oro nei 3000) e Margot Boer (bronzo proprio nei 500).

Un trionfo vero e proprio quello della Zhang che farà ricordare la giornata odierna alla Cina intera. Nel giro di poche ore il pattinaggio in pista lunga ha “replicato” al titolo della Li Jianrou nello short track. Uno dei tanti motivi per la soddisfazione (poco contenuta per le abitudini cinesi) esternata dalla neocampionessa dopo i 1000 metri vittoriosi. Zhang Hong è stata abile nello sfruttare l’ottima forma e una gara velocissima. Autrice di una partenza competitiva e degna delle sprinter pure (45’’03 ai 600 metri), la vincitrice ha controllato con brillantezza il ritorno. Ha chiuso in 1’14’’02, tempo d’oro, vicino al suo primato stagionale (realizzato seppur a Salt Lake City, in condizioni di ghiaccio molto più veloci). Questo testimonia la grande condizione della cinese: senza gare di livello fino a inizio 2014, ha affinato la preparazione al Mondiale Sprint di gennaio, dove ha vinto l’argento. Insomma, questa volta ha pagato l’avvicinamento olimpico con gare.

Non sorprende la valanga olandese dietro la vincitrice (quattro oranje nelle prime sei classificate). Stupisce forse di più che il primo nome della pattuglia arancione sia quello di Ireen Wüst. È lei la protagonista d’argento. La 27enne, scheggia del Brabante, manda un chiaro avviso a chi volesse sfidarla anche nei 1500 (in programma domenica 16), distanza ancora più congeniale alle sue caratteristiche. Ireen è in uno stato di forma invidiabile. Per concludere i 1000 in 1’14’’69, si prevedono fuochi d’artificio nei prossimi giorni.

Soddisfatta anche Margot Boer, bronzo in 1’14’’90. Anche lei per la seconda volta sul podio olimpico. Delusa, stavolta, Olga Fatkulina, medaglia di legno (1’15’’08). La russa è la più aggressiva per cercare l’assalto all’oro, ma la sua partenza troppo rapida la costringe a cedere anche Wüst e Boer dopo metà gara. A seguire, si piazzano le altre due olandesi Lotte van Beek (quinta) e Marrit Leenstra (sesta).

Ancora una volta le sconfitte vere arrivano dalla squadra statunitense, ancora all’asciutto di podi sia tra uomini sia tra le donne. Anche nei 1000, l’artiglieria americana godeva dei favori del pronostico. Brittany Bowe e Heather Richardson (prima e seconda in classifica di specialità in Coppa) sono incapaci di competere con le migliori. La Bowe, primatista mondiale sulla distanza, chiude solo ottava a 1’’45 dalla Zhang. È preceduta dalla Richardson (a +1’’21 dall’oro): troppo poco per un’atleta capace di dominare in Coppa del Mondo, vincendo tre gare su quattro. Bene la 28enne e campionessa di Vancouver 2010 Christine Nesbitt. La canadese ha abdicato, ma non senza mostrare gli artigli, chiudendo al nono posto.

 

 

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