Pietro Sighel, il fenomeno dello short track si racconta a Poligono 360: "La coppa generale? La possibilità c'è..."

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Short Trackl'intervista

Pietro Sighel, il fenomeno dello short track si racconta a Poligono 360: "La coppa generale? La possibilità c'è..."

Il 23enne trentino, a podio in entrambe le tappe d'apertura della Coppa del Mondo 2022/23, ha analizzato presente e futuro nella prima puntata della trasmissione di approfondimento in onda su Eurosport.

In assenza di Arianna Fontana, è lui il punto di riferimento assoluto dello short track azzurro, già capace di conquistare due medaglie olimpiche a Pechino 2022 e di fare sognare ad occhi aperti in chiave Milano Cortina 2026.

Pietro Sighel si è raccontato a “Poligono 360”, la trasmissione settimanale di approfondimento curata dai colleghi del gruppo Discovery+, da quest'anno in onda anche in tv su Eurosport 2 (ogni lunedì dalle ore 20.00) per una seconda stagione che vede Gianmario Bonzi alla conduzione e la coppia formata da Massimiliano Ambesi e Dario Puppo per farci entrare in tutti i segreti delle discipline invernali.

L'ospite della prima puntata, appunto, il classe '99 reduce dal doppio podio in Coppa del Mondo sui 500 mt, prima a Montréal e poi nella seconda tappa di Salt Lake City, in quest'ultimo caso abbattendo pure lo storico muro dei 40” per un primato nazionale che conferma tutte le qualità di un campioncino che continua a crescere. Ora in raduno a Bormio con la nazionale per preparare il nuovo appuntamento del massimo circuito, previsto dal 9 dicembre ad Almaty, Sighel ha spiegato come “ora ci sarà un nuovo periodo di carico, sperando di arrivare in forma ancora migliore in Kazakhstan. Nelle tappe nordamericane forse ero attorno al 90% e, se mi chiedete del tempo sotto i 40”, rispondo che è una soddisfazione immensa, ma che preferisco sempre i podi e le medaglie perchè è ciò che rimane nel tempo, mentre i record sono fatti per essere battuti”.

Con la Coppa del Mondo generale in palio da quest'anno, il leader azzurro non si nasconde: “E' vero, la possibilità c'è e la gamba anche, nelle prossime tappe l'obiettivo è quello di centrare la finale A pure sulle lunghe distanze”.

Papà Roberto è stato un mito della pista lunga, la disciplina dalla quale ha cominciato anche Pietro: “Vengo da lì anche perchè in Trentino, di fatto, eri obbligato prima che proprio papà riuscisse, lavorando con il comitato, a portare un cambiamento di questo trend e permettere ai ragazzi di praticare da subito lo short track. Praticamente ha cominciato il gruppo di mia sorella (Arianna, nazionale anche lei), poi per me la scelta comunque è stata chiara visto che c'era possibilità di fare strada più velocemente rispetto alla pista lunga, dove ci vogliono anni per emergere”.

Per fortuna dell'Italia, Sighel jr ha scelto il mondo dello short track.

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