Il grande gesto di Klaebo: "Non si può decidere una gara in un ufficio. Ho chiesto di ritirare l'appello"

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Il grande gesto di Klaebo: "Non si può decidere una gara in un ufficio. Ho chiesto di ritirare l'appello"

Il campione del mondo della 50 km, squalificato dopo il contatto con Bolshunov, ha annunciato di aver chiesto ufficialmente alla federazione norvegese di non procedere con il ricorso per ottenere l'oro conquistato in pista. "Ora è giusto guardare avanti, ma sono convinto di non aver fatto nulla di male".

Un gesto da grandissimo campione, per chiudere definitivamente un caso che avrebbe rischiato di durare anche settimane.

Johannes Hoesflot Klaebo, a mezzo social, ha comunicato di aver chiesto alla propria federazione di ritirare l'appello che avrebbe potuto portare anche alla riconsegna di quella medaglia d'oro che il fuoriclasse norvegese ha conquistato in pista, domenica scorsa nella 50 km che ha chiuso i campionati del mondo di Oberstdorf.

Ho chiesto alla federazione di ritirare l'appello – le parole di Klaebo - Sono stati giorni difficili, ho vissuto emotivamente sulle montagne russe. Questo caso è diventato molto più grande della competizione stessa, è sbagliato decidere il risultato di una gara in ufficio; non sarebbe la stessa cosa ottenere di nuovo la medaglia d'oro dopo giorni dalla miglior gara della mia carriera. Ho perso quella sensazione domenica, ma crederò sempre di non aver fatto nulla di male e di non aver creato impedimento a nessuno.

Ora voglio concentrarmi sulle gare di Coppa del Mondo del prossimo week-end e mi congratulo con Emil (Iversen, che ha acquisito l'oro davanti a Bolshunov e Krueger dopo la squalifica di Klaebo) per il titolo, penso meriti una vera celebrazione. E al tempo stesso, mi congratulo con Bolshunov per l'argento: è un grande atleta e avremo altre competizioni toste in futuro. Guardiamo avanti”.

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