Fluoro proibito? Le case di sci hanno intenzione di chiedere 10 milioni di danni alla FIS

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Fluoro proibito? Le case di sci hanno intenzione di chiedere 10 milioni di danni alla FIS

La decisione della federazione internazionale, che vieterà prodotti fluorurati dalla stagione 2020/21, potrebbe portare ad una discussione all'Unione europea.

E' stato definito il caso del fluoro e già da mesi fa discutere tutto il mondo dello sci di fondo e non solo.

Questione di prodotti nocivi per la salute, secondo la FIS che ha deciso di vietarli a partire dalla prossima annata, ma anche di interessi che si intrecciano con annesse polemiche. Come scrive Stefano Arcobelli su “La Gazzetta dello Sport”, parecchie case produttrici di sci hanno l'intenzione di continuare nell'azione legale contro la federazione internazionale, che porta ad una richiesta di risarcimento danni per dieci milioni di euro.

Molte aziende, infatti, hanno prodotto già migliaia di sci resi inutilizzabili a causa di un divieto che porta a varie discussioni, anche per le modalità con cui la FIS si è mossa e che potrebbero portarla a doversi difendere sino alla corte di giustizia dell'Unione europea. Si contesta ai vertici di non aver consultato le case produttrici e di aver vietato l'utilizzo di prodotti fluorurati senza avere la certezza di poter effettuare controlli per eventuali irregolarità, per poi decidere di istituire una commissione per fare in modo che vengano rispettate le regole.

In più, dal meeting dello scorso febbraio durante i campionati del mondo di biathlon ad Anterselva, la scelta dell'Ibu era stata quella di rinviare una decisione in tal senso, col rischio di vedere case (e quindi atleti) in grado di trarre vantaggi dalla situazione. E la richiesta che proviene da più parti è che la FIS proroghi questo cambiamento per lo sci di fondo almeno al termine del quadriennio che porterà ai Giochi Olimpici di Pechino 2022.

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