Klaebo "Sei" leggenda! L'impresa del fuoriclasse norge a Lago di Tesero entra nella storia dei Giochi: riviviamola

Lago di Tesero regala un bis d'oro a un imperioso Klaebo, tripletta Svezia, tra le donne, con Svahn in trionfo. Amaro azzurro
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Klaebo "Sei" leggenda! L'impresa del fuoriclasse norge a Lago di Tesero entra nella storia dei Giochi: riviviamola

L'MVP dei Giochi di Milano Cortina 2026 è stato, senza dubbio, il fondista norvegese capace di vincere la medaglia d'oro in tutte e sei le gare alle quali ha partecipato. Il classe '96 scandinavo è riuscito a replicare sulle nevi della Val di Fiemme quanto aveva già fatto ai Mondiali di Trondheim 2025, per un bis leggendario. Questi successi lo portano di diritto nell'Olimpo delle discipline invernali e dello sport in generale, dando vita però a due profondi interrogativi: il suo futuro da atleta (l'ipotesi ciclismo è tornata d'attualità proprio oggi...) e il livello degli avversari in pista, con i russi assenti.

Andando ad analizzare il medagliere individuale dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, risulta facile capire chi sia stato il vero re della rassegna a cinque cerchi italiana. Questa speciale classifica vede in testa, con ben sei ori, Johannes Hoesflot Klaebo, dominatore dello sci di fondo da oramai quasi un decennio, che ha compiuto un'impresa mai riuscita a nessuno nella storia delle Olimpiadi invernali.

Il fondista di Trondheim, solo con le sue medaglie, si sarebbe piazzato al 9° posto nel medagliere per nazioni, con tanti ori come la Svizzera, e addirittura uno in più di Canada e Austria. Singolarmente, gli atleti che hanno vinto più gare dopo Klaebo si sono fermati a quota tre (tra cui Franjo von Allmen o il combinatista Jens Luraas Oftebro, entrambi hanno vinto tutte le gare alle quali hanno preso parte): questi numeri servono solo a rendere ancora più clamoroso ciò che J.H.K. è riuscito a fare nelle due settimane in Val di Fiemme.

Alla vigilia, pensare a un risultato del genere, però, non era un'idea del tutto utopica: Klaebo ha dominato sin qui la stagione di CdM, conquistando anche il Tour de Ski, e già ai Mondiali di Trondheim dello scorso inverno era riuscito a mettersi al collo sei medaglie d'oro in sei prove disputate. Chiaramente le condizioni di gara norvegesi erano perfette per lui, motivo per il quale si poteva pensare che sulle nevi trentine avrebbe potuto avere qualche problema in più, magari a casua dell'altitudine, nonostante si sia sempre trovato molto bene sul tracciato di Lago di Tesero.

Questi sei ori, record sia per lo sci di fondo che per tutte le discipline appartenenti ai Giochi invernali, non fanno altro che alimentare il palmarès di questo fuoriclasse: undici ori olimpici, quindici iridati, cinque sfere di cristallo assolute (presto saranno probabilmente sei) e ben centosette successi nel massimo circuito sono numeri da capogiro, che lo rendono automaticamente una delle leggende all time a livello sportivo.

Nelle storia a cinque cerchi invernale nessun atleta aveva mai raggiunto questo numero di trionfi in una singola edizione: Eric Heiden si era fermato a 5/5 nel pattinaggio di velocità a Lake Placid 1980, i biathleti Ole Einar Bjorndalen e Johannes Boe, entrambi norvegesi, il primo con quattro ori a Salt Lake City 2022, il secondo con lo stesso risultato a Pechino 2022, detenevano questo primato a livello di discipline nordiche. Per quanto riguarda lo sci di fondo, nessuno era mai riuscito ad andare oltre le tre medaglie d'oro durante la stessa rassegna: Klaebo è riuscito a raddoppiare questo primato.

Un dominio assoluto sugli sci stretti, dove la sua supremazia sembra inavvicinabile: all'orizzonte non si vede nessun rivale in grado impensierirlo minimamente, se non in alcune particolari situazioni di gara. Il francese Mathis Desloges, nuovo talento della scuola transalpina, ci ha provato ma si è dovuto arrendere alla forza di questo campione, che ha dimostrato di poter ammazzare la gara quando vuole, proprio come accaduto nella sprint con uno scatto alla Tadej Pogacar sulla salita "Zorzi".

Inevitabile, raccontando il suo monopolio, non fare un accenno all'assenza, oramai prolungata da quattro anni, degli atleti russi. A Pechino 2022 Alexander Bolshunov era uscito con tre medaglie d'oro, Klaebo con due, affermandosi come l'unico avversario in grado di battere con costanza il fuoriclasse di Trondheim. Poi, purtroppo, in seguito ai fatti che tutti conosciamo, questa rivalità è stata interrotta, ma cosa sarebbe potuto accadere in questo quadriennio con entrambi gli atleti in gara è una domanda che molti si sono posti.

Sicuramente l'assenza dello squadrone russo, e di Bolshunov in particolare, ha spianato la strada a Klaebo e ai norge, ma questo non deve assolutamente mettere in dubbio lo straordinario risultato ottenuto dal campionissimo scandinavo. Sulle nevi fiemmesi alcune gare sarebbero state molto più combattute e, forse, non staremmo raccontando questa impresa epica dei sei ori.

L'auspicio è che un giorno si possa rivivere questa rivalità, con i russi nuovamente in gara (è tornato solo Savelii Korostelev, come atleta neutrale, ottenendo due ottimi quinti posti ai Giochi), ma resta da capire ancora per quanto tempo vedremo Klaebo in gara, perchè i record che ha consegnato a questa disciplina difficilmente potranno mai essere raggiunti.

Bisognerà capire quanto Klaebo vorrà ancora vincere, perchè ad ora non si vede nessun potenziale avversario in grado di batterlo in pista (il nostro Chicco Pellegrino è stato uno dei pochi a regolarlo più volte nelle sprint), e che stimoli lo portino a decidere di proseguire la carriera. Prevedere un ritiro a fine stagione, attualmente, è abbastanza inverosimile, come prevedere che arriverà ai Giochi del 2030 è alquanto utopico. Inoltre, ancora in questi giorni, dopo i rumors della scorsa estate, sono arrivate le dichiarazioni al portale "Velo" di Thor Hushovd, general manager della squadra ciclista Uno-X Mobility, che vorrebbe convincere Klaebo a cimentarsi in qualche test con il team, viste le sue straordinarie doti fisiche, che sarebbero perfette per il ciclismo.

Klaebo è un grande appassionato di questo sport e a luglio, solitamente, è facile trovarlo all'arrivo di qualche tappa del Tour de France. Una suggestione molto particolare, e forse un po' troppo immaginaria, ma non sarebbe il primo atleta a passare dagli sport nordici al ciclismo, con gli esempi di Primoz Roglic, Florian Lipowitz e Joergen Nordhagen. Un futuro tutto da scrivere, di certo nella storia dello sport e dei Giochi, resterà questa memorabile impresa, realizzata sulle nevi della Val di Fiemme.

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