A pochi giorni dalla conclusione dei Giochi di Milano Cortina 2026 è tempo di giudizi, per quanto riguarda i protagonisti delle sfide sugli sci stretti. In ambito maschile risalta agli occhi il percorso netto del fuoriclasse norge a Lago di Tesero. Valutazione altissima anche per il veterano azzurro Chicco Pellegrino, che chiude la sua carriera olimpica con altre due medaglie a referto. Tra le donne le svedesi si confermano prime della classe, con Frida Karlsson su tutte, ma non mancano, in entrambi i settori, anche i bocciati.
Terminati i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 è tempo di valutazioni per coloro che sono stati protagonisti delle sfide a cinque cerchi dal 7 al 22 febbraio. In questo caso andiamo ad analizzare le prestazioni degli atleti che hanno preso parte alle prove del programma dello sci di fondo: non si tratterà di voti che rispecchiano il risultato fine a sè stesso, ma avranno una chiave di lettura più ampia, tenendo conto di quelle che erano le aspettative alla vigilia e del percorso fatto per arrivare a questo grande evento.
SETTORE FEMMINILE
Frida Karlsson 10: possiamo affermare che la ventiseienne svedese si sia definitivamente consacrata sulle nevi di Lago di Tesero. Due ori senza appello, nello skiathlon e nella 10 km TL, dove si è dimostrata nettamente superiore rispetto alle avversarie. Poi è arrivato anche l'argento in staffetta, dove non ha potuto nulla contro il ritardo accumulato dalla compagna di squadra Ebba Andersson, e infine il forfait, a causa di un malanno, nella 50 km conclusiva.
Un'Olimpiade straordinaria, che premia ancora una volta, come accaduto sia a Trondheim 2025 che a Planica 2023, la sua scelta di prepararsi per un grande evento saltando la maggior parte delle tappe di CdM (in questo caso anche con una vacanza al mare nel bel mezzo dell'inverno).
Ebba Andersson 9: fino alla mattinata di domenica 22 sarebbe stata un'edizione dei Giochi dal retrogusto amaro, ma l'impresa compiuta nella prima leggendaria 50 km femminile olimpica cambia totalmente il giudizio nei suoi confronti. Per lei la rassegna sulle nevi fiemmesi era iniziata in maniera molto positiva, con i due argenti nello skiathlon e nelle 10 km TL, poi una doppia caduta nella staffetta aveva compromesso l'oro per la Svezia, con la sfortuna che sembrava averla di nuovo colpita dopo il finale thrilling della 50 km iridata di Trondheim 2025. L'ultima cartuccia, invece, le regala il primo trionfo individuale ai Giochi, in una gara caratterizzata da distacchi abissali, che le restituisce ciò che la sfortuna le aveva tolto in diverse occasioni.
Linn Svahn 9: alla prima Olimpiade della carriera firma subito uno splendido oro nella sprint, beffando la campionessa in carica Jonna Sundling. Arriva anche l'argento nella 4x7,5 km, dove disputa la prima frazione, mentre deve rinunciare alla team sprint per un virus influenzale. Il bilancio è assolutamente positivo, considerando anche i numerosi problemi fisici che l'hanno colpita nelle ultime due stagioni.
Jonna Sundling 8,5: un oro e due argenti sono un gran risultato, ma siamo sicuri che la classe '94 di Umea avrebbe volentieri conquistato il quinto trionfo consecutivo in un grande evento nella sprint (dove era in striscia da Oberstdorf 2021), ma si è dovuta arrendere alla connazionale Svahn. In staffetta ipoteca l'argento con una buona ultima frazione, mentre nella team sprint domina insieme a Maja Dahqlvist, conquistando il secondo oro olimpico della carriera.
Heidi Weng 8,5: la classe '91 norvegese torna sul podio ai Giochi dopo dodici anni, e lo fa per ben tre volte. Gran bronzo nello skiathlon, così come nella 50 km è l'unica a tenere testa ad Andersson. In staffetta porta le compagne al successo festeggiando sul traguardo il primo hurrà olimpico della carriera, da ultima frazionista: manca sì l'oro individuale, ma resta un'Olimpiade di altissimo livello per Heidi.
Nadja Kaelin 8,5: questa ragazza del Canton dei Grigioni, classe 2001, è stata senza dubbio la rivelazione dei Giochi nello sci di fondo. Non era mai andata oltre un 7° posto in CdM, ma sulle nevi fiemmesi parte fortissimo chiudendo ai piedi della top 3 nello skiathlon; poi nella team sprint, insieme a Nadine Faehndrich, porta la Svizzera sul podio olimpico femminile per la prima volta nella storia. L'impresa, però, arriva nella 50 km, dove di fronte ad atlete con diversi anni in più di esperienza, disputa un finale di altissimo livello, cogliendo la medaglia di bronzo. Il futuro è tutto dalla sua parte, ma siamo sicuri che questi risultati non rimarranno un caso isolato nella sua carriera.
Maja Dahlqvist 8: si conferma sul podio nella sprint come a Pechino 2022 e affianca Sundling nel dominio della team sprint. Un'Olimpiade assolutamente positiva, dove nella sua specialità dimostra ancora una volta di essere molto regolare e di essere sempre al top nei momenti cruciali della stagione.
Kristin Fosnaes, Astrid Slind e Karoline Simpson-Larsen 8: le tre ragazze d'oro della staffetta norvegese, più Weng, conquistano un bellissimo oro alla loro prima rassegna olimpica (con Slind che ha esordito a quasi trentotto anni). Nelle gare individuali non arrivano medaglie, con Fosnaes quarta nella 50 km, ma quel successo riscatta sicuramente la 4x7,5 km iridata del 2025, dove nell'ultima frazione subirono una clamorosa rimonta svedese.
Nadine Faehndrich 7,5: dopo aver steccato completamente la sprint, la classe '95 elvetica mette in pista tutta la sua classe e la sua esperienza nell'ultima tornata della team sprint, dove regala alla sua nazione un meraviglioso argento. Il metallo olimpico la giusta ricompensa per un'atleta che ha sicuramente ottenuto i suoi successi, ma in diverse occasioni è stata frenata sul più bello dalla sfortuna (come la coppa di specialità nel 2023).
Laura Gimmler e Coletta Rydzek 7: le due sprinter tedesche salvano la Germania dallo "zero" nello sci di fondo, con una volata tiratissima della sorella d'arte, contro la norvegese Julie Drivenes. I risultati nella gara individuale, e anche nella 4x7,5 km per Gimmler, non erano stati esaltanti, ma questa medaglia non può fare altro che rendere più sufficiente il loro bilancio a cinque cerchi.
Johanna Matintalo, Kerttu Niskanen, Vilma Ryytty e Jasmi Joensuu 7: le quattro ragazze finniche conquistano l'unica medaglia per il team nordico a Lago di Tesero, nella 4x7,5 km. Giusto premio alla carriera per la veterna Niskanen, che lotta anche nella 50 km; meritato podio olimpico anche per Joensuu, deludente nella sprint, ma che disputa un'ultima frazione di altissimo livello, cancellando le delusioni "finali" di Trondheim 2025.
Jessie Diggins 6,5: la detentrice delle ultime due sfere assolute (con la terza consecutiva oramai vicina) saluta la sua ultima Olimpiade con solo un bronzo, nella 10 km TL. La classe '91 del Minnesota coglie due buoni piazzamenti nello skiathlon e nella 50 km TC, ma nulla può contro lo strapotere svedese. Probabilmente la scelta di non saltare nemmeno un appuntamento di CdM, a differenza delle scandinave, non l'ha fatta arrivare in Val di Fiemme al top della condizione, oltre a dei materiali non troppo performanti. Il bilancio è comunque sufficiente, seppur le mancherà sempre l'oro olimpico individuale, che a inizio stagione era uno degli obiettivi principali.
Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Martina Di Centa e Federica Cassol 6,5: la staffetta azzurra, che sogna la medaglia per 3/4 di gara, può uscire ottimista dai Giochi di casa. La classe 2004 veneta in prima frazione dimostra di aver nelle gambe prestazioni da zone alte di classifica, che è riuscita a mettere in pista anche nella team sprint.
Ganz, fiemmese di nascita, si è fermata alle porte della finale nella sprint, così come Cassol, che si trovava all'esordio olimpico assoluto. Inoltre, è stata molto positiva l'ultima Olimpiade della figlia d'arte friulana, discreta nello skiathlon e nella 10 km TL, ma straordinaria nella terza frazione della 4x7,5 km, dove ha perso poco più di '20" da una certa Frida Karlsson, disputando, probabilmente, la miglior gara della carriera.
Teresa Stadlober 5,5: tre top 10 in tre gare individuali ma nessuna medaglia. L'austriaca non riesce a replicare il risultato di Pechino 2022, per andandoci vicina nella 50 km, dove è stata per buona parte della gara bronzo virtuale. Da un'atleta esperta come lei, su un tracciato che ha sempre gradito, era lecito aspettarsi almeno un podio.
Moa Ilar 5: la classe '97 svedese, seconda nella generale di CdM, disputa un'edizione olimpica totalmente anonima, con due piazzamenti al di fuori della top 10. Viene esclusa anche dal quartetto per la staffetta, chiudendo in maniera negativa la sua seconda esperienza a cinque cerchi, dove alla vigilia veniva considerata come una delle principali favorite nelle prove distance.
Kristine Skistad 5: il tracciato fiemmese non rientrava di certo tra i suoi preferiti, ma per la classe '99 norvegese la mancata medaglia (5° posto) nella sprint è un risultato abbastanza inaspettato, essendo stata nel quadriennio olimpico una delle poche atlete in grado contrastare Sundling. Non viene schierata nella team sprint, terminando con zero medaglie la campagna olimpica italiana.
SETTORE MASCHILE
Johannes Klaebo 10 e lode: non esiste alcun voto che possa descrivere, nella sua totalità, l'impresa del campionissimo norvegese. Una rassegna olimpica dominata sotto tutti i punti di vista, con sei ori in sei gare, un risultato mai riuscito a nessuno nella storia dei Giochi invernali.
La cosa impressionante è stata la facilità con cui J.H.K. si è sbarazzato dei suoi avversari, per esempio con la clamorosa accelerazione sulla salita "Zorzi" nella sprint TC. Il classe '96 di Trondheim si è sempre trovato benissimo a Lago di Tesero, ma questa serie di successi, che lo ha portato a quota undici trionfi olimpici in carriera, dimostra ancora una volta come questo atleta stia riscrivendo, gara dopo gara, la storia dello sci di fondo. Se l'impresa di Trondheim 2025 sembrava irreplicabile, con le incognite altitudine e condizioni della neve, ora che l'en plein Milano Cortina 2026 è diventato realtà, quale sarà il prossimo obiettivo di questa leggenda dello sport?
Mathis Desloges 9: il giovane talento transalpino torna a casa dalla sua prima rassegna olimpica con tre argenti. Splendido nello skiathlon e nella 10 km TL, dove è l'unico che riesce a tenere il passo di Klaebo, e in staffetta blinda il 2° posto per il team transalpino. Fatica poi nella team sprint e nella 50 km TC, ma il suo talento è indiscutibile, e a skating è oramai uno dei pochi avversari temibili per il campione norge. I Giochi nel 2030 saranno in Francia, sulle sue nevi, e l'obiettivo sarà il metallo più pregiato.
Martin Nyenget 9: il classe '92 norge fa il suo esordio olimpico a Lago di Tesero, e conquista subito un bronzo nello skiathlon. Poi è gran portagonista nella staffetta, dove effettua il primo allungo decisivo per l'oro vichingo. Infine chiude con un bellissimo argento nella 50 km, dove si deve arrendere a Klaebo solo nel finale, per una campagna olimpica che si conclude con ben tre medaglie.
Ben Ogden 9: lo sprinter statunitense sfodera la miglior gara della carriera nella sprint TC, dove lotta con Klaebo sino alla salita finale, conquistando un argento che agli Stati Uniti, in campo maschile ai Giochi, mancava dal 1976. Il classe 2000 del Vermont dimostra di trovarsi perfettamente a suo agio sulle nevi fiemmesi anche nella frazione della 4x7,5 km e nella team sprint dove replica, insieme a Gus Schumacher, il risultato della gara individuale. Un talento un po' pazzo, ma che in pista mette tanto spettacolo e intensità, doti essenziali per ottenere questi grandissimi risultati in un evento olimpico.
Einar Hedegart 9: con appena sei apparizioni in CdM, condite da due vittorie, esce da Milano Cortina 2026 con ben tre medaglie, di cui due ori nelle prove a squadre. Sarebbero potuti anche essere tre, se nella 10 km TL non fosse crollato nell'ultimo km, accontentandosi così del bronzo. Le doti, soprattutto in pattinato, di questo ex biathleta, classe 2001, sono davvero impressionanti. E nei prossimi inverni potrà davvero insidiare Klaebo nei format di gara contro il tempo...
Federico Pellegrino 8,5: il voto alla carriera dell'alfiere di Nus dovrebbe essere 10 e lode, ma la sua ultima recita olimpica è stato un susseguirsi di emozioni. L'obiettivo dichiarato di Chicco era una medaglia in una delle due prove a squadre: ne sono arrivate ben due.
Il bronzo nella 4x7,5 km maschile, con più di 20" recuperati al finnico Niko Anttola, è stata una delle imprese più belle della carriera del valdostano, che ha fatto letteralmente impazzire il pubblico di Lago di Tesero. L'arrivo a braccia alzate sul rettilineo finale è un'immagine che rimarrà nella storia dello sci di fondo italiano, per un ragazzo che ha tenuto sulle sue spalle il movimento azzurro in questa disciplina per più di un decennio. A coronare l'Olimpiade di casa è arrivata anche la medaglia, sempre di bronzo, nella team sprint TL, dove è stato ancora protagonista nella frazione conclusiva.
Anche nella sprint la prestazione è stata positiva, out a un passo dalla finale, quando in questo format, in alternato, non aveva mai superato i quarti dal 2021 in poi. Doveva chiudere la sua carriera internazionale con la 50 km, ma un virus influenzale lo ha fermato sul più bello; così, saluterà il mondo dello sci di fondo terminando la stagione di CdM, prima di abbracciare per un'ultima volta la sua gente con gli Assoluti di Saint-Barthélemy. Grazie per tutto Chicco, se lo sci di fondo in Italia non è totalmente naufragato, negli ultimi dieci anni, e si iniziano a intravedere nuovi ragazzi al vertice, il merito va soprattutto ai tuoi risultati: la tua classe e la tua intelligenza in pista mancheranno, ma l'aver portato due medaglie all'Italia (Chicco chiude la sua carriera olimpica con quattro metalli) e ai tuoi compagni più giovani rimarrà un ricordo indelebile.
Emil Iversen 8,5: l'iridato della pazza 50 km di Oberstdorf 2021, dopo due stagioni ai margini della squadra norvegese, aveva deciso di darsi un'ultima possibilità per provare a prendere parte ai Giochi. Obiettivo raggiunto: dopo il ritorno sul podio a distanza di più di quattro anni dall'ultima volta, il classe '91 norge ha fatto parte del quartetto vincitore della staffetta e nella 50 km ha ottenuto un bellissimo bronzo. Una lezione di perseveranza, la sua che a fine carriera non ha mai mollato, coronando un ultimo sogno olimpico.
Elia Barp 8,5: il classe 2002 bellunese esce dalla sua prima Olimpiade con due bronzi, un risultato fantastico per l'atleta delle Fiamme Gialle. Nella seconda frazione della 4x7,5 km è stato bravissimo a non mollare dopo un mlmento di difficoltà, così come nella team sprint ha saputo dosarsi perfettamente, lanciando Pellsgrino in ottima posizione per la tornata finale. Insieme a Martino Carollo rappresenta il futuro dello sci di fondo azzurro e la sua tenacia è sicuramente una dote importantissima. Inoltre, i due metalli nei Giochi di casa non potranno fare altro che spronarlo a migliorarsi sempre di più.
Oskar Vike 8: disputa solo la sprint TC dove coglie la medaglia di bronzo. Il classe 2004 norge è il più giovane medagliato ai Giochi nello sci di fondo, compreso anche il settore femminile, e ha saputo confermare quanto di buono già fatto in stagione, strappando un ambitissimo pass nella selezione vichinga. Secondo i norvegesi sarà il degno erede di Klaebo nelle sprint, un'investitura che ha il suo bel peso, ma l'inizio di carriera lascia ben sperare.
Theo Schely, Hugo Lapalus e Victor Lovera 8: valutazione alta per i tre compagni di Desloges nella 4x7,5 km maschile. I tre francesi, che escono dalla Val di Fiemme con un bellissimo argento, hanno disputato buone prove a livello individuale, con Schely 4° nella 50 km e Lovera in top 10, mentre Lapalus ha chiuso ai piedi del podio lo skiathlon. Dopo lo "zero" iridato di Trondheim 2025 un bel riscatto per gli sci di fondo transalpino.
Davide Graz e Martino Carollo 8: il sappadino e il cuneese danno il loro contributo nel bronzo della staffetta, con Graz che è bravissimo al lancio, mentre Carollo dopo un buon inizio di terza frazione va in crisi e rischia di compromettere la medaglia agli azzurri. La prima Olimpiade del classe 2003 resta comunque più che positiva, con un gran 7° posto nella 10 km TL e la dimostrazione di avere un "motore" non indifferente. Bene anche il venticinquenne friulano, che ha chiuso lo skiathlon inaugurale all'8° posto: due pedine in casa Italia che saranno molto centrali nel percorso post-Pellegrino.
Gus Schumacher 7: in difficoltà nelle prove individuali, dopo un ottimo avvicinamento ai Giochi, tira fuori una grande prestazione nella team sprint TL, dove con Ogden conquista l'argento. È l'ultimo ad arrendersi a Klaebo e riesce a non farsi sorpassare dal nostro Pellegrino: una medaglia che vale un'intera stagione, che ad ora è assolutamente positiva in termini di risultati.
Savelii Korostelev 7: l'unico russo presente ai Giochi, come atleta neutrale, nello sci di fondo sfiora la medaglia nello skiathlon, dove ottiene un ottimo 5° posto al termine di un finale tiratissimo, e nella 50 km è l'ultimo a staccarsi dal terzetto norge di testa, chiudendo nuovamente in top five. Questi risultati sono ancora più straordinari se consideriamo l'età (classe 2003), la prolungata assenza dalle competizioni internazionali e il risicato staff di cui può disporre (a Davos gli sci erano stati preparati dagli skiman italiani): il talento c'è e la mentalità sembra già quella di un campione. Da monitorare con attenzione nel futuro prossimo.
Simone Mocellini e Simone Daprà 6,5: i due trentini disputano una buonissima Olimpiade, con il "Moce" che fa sognare nella sprint, fermandosi alle porte della finale, dopo aver raggiunto incredibilmente la qualificazione con un bastone rotto. Il classe '97 di Panchià, invece, onora alla grande i Giochi di casa, con dei buonissimi risultati nella sprint (semifinale), nella 10 km TL e nella 50 km TC, dove coglie due top 20.
Iivo Niskanen 5,5: alla vigilia non c'erano gare dove il campione finnico poteva apparire tra i papabili per la medaglia. Parte bene nella sezione in classico dello skiathlon, per poi naufragare a skating, mentre disputa una frazione di altissimo livello nella staffetta, tenendo testa a Nyenget. Nella 50 km TC, che teoricamente era la sua gara, fatica da subito e abbandona intorno al 15° km: un'Olimpiade (probabilmente l'ultima) da dimenticare.
Harald Amundsen 5: il vincitore della sfera assoluta del 2024 è sempre stato un maestro di regolarità, ma a Lago di Tesero non riesce mai a trovare il feeling con il tracciato. Cade nello skiathlon dove finisce 6°, chiude 4° nella 10 km TL, non viene inserito nel quartetto della staffetta e si ritira insieme a Niskanen nella 50 km: la sua prima esperienza olimpica è totalmente da archiviare, per un atleta che partiva con l'ambizione di portare a casa più medaglie. La condizione non è mai sembrata quella dei giorni migliori, ma avrà sicuramente occasioni di rifarsi in futuro.
Mika Vermeulen 4,5: arriva a Lago di Tesero con uno stato di forma molto deficitario, e dopo due anonimi piazzamenti nello skiathlon e nella 10 km TL alza bandiera bianca. Era partito fortissimo con un 2° posto a Ruka, ma evidentemente ciò era frutto di una condizione arrivata troppo presto e, dunque, di una preparazione completamente sbagliata.
Edvin Anger 4: la delusione più assoluta nello sci di fondo ai Giochi, tra settore maschile e femminile. In una spedizione olimpica gravemente insufficiente per la Svezia maschile, il classe 2002 di Hedemora delude su tutti i fronti, dopo una stagione comunque positiva con tre podi a referto.
Nello skiathlon perde subito contatto dopo una caduta, nella sprint out ai quarti, 42° nella 10 km TL, ultimo frazionista nella 4x7,5 km non può rimediare ai disastri di Johan Haeggstroem, Calle Halfvarsson e William Poromaa, con la Svezia mestamente all'ultimo posto. Ha l'occasione di riscattarsi nella team sprint, dove si trova in zona podio sino all'ultima salita, dove cede di schianto, finendo 10°. È apparso, sul tracciato fiemmese, come un pesce fuor d'acqua, oltre ad aver palesato una condizione non all'altezza di un grande evento come le Olimpiadi.
Avrà sicuramente altre occasioni, ma dovrà essere bravo a cancellare velocemente questa pagina negativa della sua carriera, magari gestendo meglio le proprie energie nel corso della stagione.
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| San Colombano Valdidentro | 11/12 | 40-100 cm |
| Campo Felice | 11/13 | 10-80 cm |
| Roccaraso | 20/23 | 40-70 cm |
| Passo San Pellegrino | 15/15 | 40-85 cm |
| Comelico superiore | 30/30 | 15-85 cm |
| Champoluc | 10/10 | 60-95 cm |
| Obereggen | 20/20 | 10-100 cm |
| Solda | 11/11 | 50-100 cm |
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