"L'infortunio di Paris è stato uno shock per me"

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"L'infortunio di Paris è stato uno shock per me"

Nella nuova puntata di "Ghiaccio Verde", il tema centrale è lo stop obbligato dell'asso dello sci azzurro. I pensieri di Paolo De Chiesa, nella video intervista con Dario Puppo.

E' chiaramente il gravissimo infortunio occorso a Dominik Paris, il tema centrale di una nuova puntata di “Ghiaccio Verde” con Dario Puppo ad intervistare Paolo De Chiesa, a poche ore dalle gare di Kitzbuehel e Bansko.

Proprio l'asso azzurro era l'uomo più atteso sulla Streif: “Una botta tremenda per il nostro sci, è chiaro che parliamo di un mestiere pericoloso, ma si è trattato di una caduta banale come spesso accade - le parole di De Chiesa sul dramma legato a “Domme” - La Coppa del Mondo? Sarebbe stato difficile, ma era alla portata di Paris con quel rendimento. E' chiaro che ora calerà l'interesse, ma più che la generale, io credo che ci perda lo sci in senso assoluto perchè Dominik era ormai un mito. La gente non vedeva l'ora che aprisse il cancelletto a Kitz: vi dico la verità, non dovessi farlo per lavoro, questa volta non guarderei neanche la gara...”.

Uno shock simile come impatto per il pubblico al crac al ginocchio di Deborah Compagnoni ad Albertville 1992? “In quel caso ci arrivò in diretta, con quell'urlo straziante che ci fece soffrire tutti in maniera brutale – ricorda Paolo – Quando mi è arrivata la notizia di Paris, ho telefonato ad Alberto Ghidoni per farmi raccontare cosa fosse successo: è stata una pugnalata, un vero shock per me”.

Il suo futuro? “E' ancora giovane, l'infortunio non ha coinvolto la cartilagine per fortuna, ma è chiaro che il crociato è diverso da un atleta all'altro e le incognite ci saranno per forza. Basta che manchi un minimo tassello di sicurezza per competere per la vittoria, ma ora è troppo presto per capire quanto tempo gli servirà per tornare ad essere... Paris”.

Nella video intervista che vi proponiamo, De Chiesa ci parla anche dei trionfi del settore femminile, con un week-end a Sestriere che “rimane indimenticabile, sento ancora la neve in faccia sollevata da Brignone quando è arrivata al traguardo. E' stata una gioia incredibile”. Ascoltate l'analisi di Paolo sulla seconda manche di Federica...

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