I lavori sul Cervino per lo "Speed Opening"? La procura di Aosta indaga quattro persone

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Sci Alpinoil caso

I lavori sul Cervino per lo "Speed Opening"? La procura di Aosta indaga quattro persone

Secondo quanto riportato dall'ANSA, la magistratura ha raccolto gli elementi per concludere l'inchiesta legata, in particolare, ad una via di collegamento tra il ghiacciaio del Plateau Rosà e la pista della Gran Becca, non prevista nei progetti di costruzione approvati. L'organizzazione conferma: "In corso procedimenti ad Aosta, ma è stato fatto tutto nei termini della legalità".

Il Matterhorn Cervino Speed Opening è nato, sin dalle cancellazioni pre gare di Coppa del Mondo della stagione 2022/23, sotto una cattiva stella. Lo scorso autunno, sono saltate di nuovo tutte e quattro le discese previste sulla “Gran Becca” mandando in fumo il sogno di realizzare il primo appuntamento transfrontaliero, tra Svizzera e Italia, nella storia del circo bianco.

Lo scorso marzo, è arrivata da parte della FIS e poi dal comitato organizzatore guidato da Franz Julen, la comunicazione che il progetto è stato sospeso non rientrando nei calendari della prossima CdM 2024/25, completamente da rivisitare per provare ad avere un futuro.

Si aggiungono però i guai giudiziari legati a questo imponente e complicato evento: ricorderete come già qualche giorno prima delle gare previste nel novembre 2023, la Commissione Cantonale Vallesana delle Costruzioni bloccò i lavori fuori dall'area sciistica, per tutelare il ghiacciaio del Teodulo come richiesto anche dalle associazioni ambientaliste.

Nei giorni scorsi, l'agenzia ANSA ha riportato che la Procura di Aosta avrebbe concluso l'inchiesta sui lavori della pista di Zermatt-Cervinia, con il pm Giovanni Roteglia a contestare la realizzazione, senza autorizzazione, di uno scavo trasversale alla lingua del ghiacciaio, lungo 330 metri e largo 8, non previsto nei progetti di costruzione approvati. Indagate quattro persone, ovvero Federico Maquignaz, presidente e amministratore delegato della Cervino Spa, società che gestisce le piste italiane, il suo predecessore, Herbert Tovagliari, l'operatore della pala meccanica che ha scavato e Franz Julen, numero 1 del comitato organizzatore dello “Speed Opening” e amministratore delegato di Zermatt Bergbahnen AG.

I colleghi del “Blick” hanno raccolto la dichiarazione dell'avvocato Corrado Bellora, che segue il procedimento per i primi tre imputati. “Respingiamo tutte le accuse e riteniamo che si sia agito nel pieno rispetto della legge”. Franz Julen non ha voluto commentare personalmente il procedimento ma David Taugwalder, direttore media del Matterhorn Cervino Speed Opening, ha spiegato che “è vero che ad Aosta sono in corso dei procedimenti, ma che la legalità delle opere è confermata e al momento non forniremo ulteriori informazioni in merito”.

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