Calendari di Coppa del Mondo intasati? Skaardal difende la FIS, le proposte di Fritz Strobl e Kilian Albrecht

Calendari di Coppa del Mondo intasati? Skaardal difende la FIS, le proposte di Fritz Strobl e Kilian Albrecht
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Calendari di Coppa del Mondo intasati? Skaardal difende la FIS, le proposte di Fritz Strobl e Kilian Albrecht

Un confronto televisivo tra ex sciatori per provare a cambiare qualcosa nel sistema del circo bianco.

E' quello che ha proposto ServusTV, nel corso del consueto appuntamento settimanale di “Sport und Talk” all'Hangar-7 dell'aeroporto di Salisburgo.

Di fronte Atle Skaardal, che proprio da questa stagione ha lasciato il ruolo di chief race director del circuito femminile al tarvisiano Peter Gerdol, rimanendo in FIS da consulente tecnico, Fritz Strobl e Kilian Albrecht.

Il tema al centro della discussione, guarda caso, la composizione dei calendari di Coppa del Mondo, sia in termini di numero di gare (quest'anno extra-large, con 44 appuntamenti per gli uomini e 41 per le donne), che per i format e la disparità tra discipline.

Non ha senso annullare le gare, visto che nessun atleta le farà tutte. I migliori ne disputano tra le 22 e le 25 a stagione – le parole di Skaardal in difesa delle scelte di casa FIS, aspramente criticate dall'attuale manager di Mikaela Shiffrin, l'ex slalomista austriaco Kilian Albrecht (che nella seconda parte della carriera gareggiò per la Bulgaria, ndr). “Sarebbe una follia poter partecipare a tutte le discipline, la stessa Mikaela dovrà sacrificare qualcosa a causa della stanchezza visto che il calendario è troppo fitto. E al tempo stesso, uno specialista ha troppe poche gare a disposizione”.

Secondo il campione olimpico di discesa a Salt Lake City 2002, Fritz Strobl, il circo bianco “è una macchina gigantesca e portare tutti nella stessa direzione è difficile, anche perchè gli atleti vogliono correre e serve un equilibrio. Il mio pensiero è quello di eliminare le combinate e redistribuire le altre gare, basti pensare che la stessa Austria fatica a schierare quattro atleti in questa specialità in un grande evento...”.

Skaardal, però, sottolinea che “un terzo delle gare si svolgono nell'Europa centrale, ovvero tra Austria, Svizzera e Italia; dal momento che si tratta di una Coppa del Mondo, abbiamo la necessità di andare anche negli Stati Uniti e in Asia, è importante per tutti visto il mercato che ne deriva. Mi chiedete degli infortuni così frequenti? Io penso che se un atleta non si sente pronto o in forma, deve alzare una mano e rinunciare, specialmente in discesa dove si corrono i maggiori pericoli”.

Non sembra essere proprio questa una soluzione praticabile...

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