Sabato 17 Agosto, 12:55
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Fabio Poncemi
Fabio Poncemi
Redazione Sport

foto di @WOOlooMOOloo-2017

Il coraggio del belga Armand Marchant: sul podio dopo 950 giorni infernali e 7 operazioni

Il coraggio del belga Armand Marchant: sul podio dopo 950 giorni infernali e 7 operazioni

Raccontiamo una rinascita incredibile, quella dello slalomgigantista di origine vallone.

Armand Marchant è letteralmente un uomo nuovo e, seppur la carta d'identità indichi 14 dicembre 1997 e la sua carriera nel mondo dello sci di alto livello sia ancora tutta da vivere, il ragazzo che ha scritto la storia del Belgio in questo sport ne ha da raccontare, eccome...

Dopo quasi 950 giorni di battaglia, dolore e sacrificio, il 21enne di Thimister-Clermont, piccolo paese alle porte di Liegi, ha avuto il coraggio di tornare e salire subito sul podio, nello slalom valido per i campionati neozelandesi andato in scena poche ore fa a Coronet Peak (dopo aver ottenuto un 19° posto il giorno precedente in gigante, nella prima gara dopo la rinascita). Alle spalle del connazionale Van den Broecke e del canadese Fournier c'è già lui, lo sfortunatissimo talento che balzò agli onori delle cronache l'11 dicembre 2016.

Non tutti lo ricorderanno, ma quel giorno il buon Armand ottenne un clamoroso 18° posto in uno degli slalom più difficili della Coppa del Mondo, quello sulla Face de Bellevarde in Val d'Isere: al via col pettorale n° 65, fu semplicemente strepitoso in entrambe le manches, ottenendo il miglior risultato nella storia del Belgio nel massimo circuito, il primo in assoluto a punti in slalom.

Ventisette giorni più tardi, quando l'allora 19enne vallone andava a caccia dei suoi primi punti anche in un gigante come quello di Adelboden, ecco il dramma: è il 7 gennaio 2017, Marchant approccia il muro finale della Chuenisbargli (su una pista ormai semi distrutta) e, arretrando sul baratro conclusivo, vede cedere la sua gamba sinistra. La scivolata e l'impatto (a bassa velocità) contro le reti non fanno paura a prima vista, ma la diagnosi è terribile con la frattura del piatto tibiale che, in realtà, si rivelerà molto più seria del previsto.

I medici mi hanno detto di non aver mai visto un arto in quelle condizioni”, disse Armand qualche tempo più tardi, sognando ancora di rientrare un anno più tardi per i Giochi Olimpici di PyeongChang. “Altrimenti avrò l'occasione a Pechino 2022”, sorrise dimostrando già una determinazione feroce. Non ce la farà per la Corea, anzi comincerà un lunghissimo calvario con sette operazioni complessive alla gamba sinistra e il ritorno sugli sci rinviato sino al 13 dicembre 2018.

Due stagioni e mezza perse, ma la voglia di tornare è talmente grande che il belga pian piano sente di poter vivere ancora quelle sensazioni da atleta vero, ed ecco che dopo la preparazione estiva decide quindi di volare in Nuova Zelanda, per le prime gare stagionali nell'emisfero australe che lo porteranno, come detto, subito sul podio nello slalom (la sua specialità preferita) di Coronet Peak.

Dopo quel 18° posto in Val d'Isere, Marchant raccontò la sua storia a Flavio Vanetti, collega del Corriere della Sera: “Vengo da una famiglia di commercianti di bestiame, ho scoperto lo sci solo a 12 anni grazie alle vacanze sulle Alpi con i miei genitori”. E proprio in Alta Savoia, per la precisione a La-Roche-sur-Foron, si è stabilito in inverno per cominciare la sua vera carriera da futuro campione dello sci, lui nato e cresciuto in un paese di ciclisti e calciatori.

Pochi giorni prima di tornare in gara in Nuova Zelanda, il giovane belga aveva ringraziato tutte le persone che hanno creduto nel suo ritorno, a partire dalla “famiglia, gli amici, il chirurgo Peter Verdonk, il mio allenatore e quasi secondo padre, Raphael Burtin, il mio fisio Thibaut Schnitzler, il mio ex allenatore Thomas Frey e il mio fan club. Farò diventare realtà il mio sogno”.

E ce l'ha fatta Armand, grazie anche all'aiuto dei sostenitori che hanno finanziato il suo progetto tramite una piattaforma di crowdfunding (sistema che utilizzano vari atleti), ancora attiva per una decina di giorni.

Ora le quattro gare in programma a Mount Hotham, dal 19 al 22 agosto sulle nevi australiane, per salire ancora di livello e accorciare la strada di quel ritorno in Coppa del Mondo che, dopo quasi tre anni da quel giorno ad Adelboden, chiuderebbe il cerchio di una storia incredibile.

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