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Fabio Poncemi
Fabio Poncemi
Redazione Sport

foto di Getty Images

Foss-Solevaag si confessa verso la stagione del rilancio: "I miei modelli? Bode Miller e Rafa Nadal"

Foss-Solevaag si confessa verso la stagione del rilancio: 'I miei modelli? Bode Miller e Rafa Nadal'

Alle spalle di Henrik Kristoffersen, è l'unico altro norvegese nella top 30 della WCSL di slalom e a 28 anni vede nuovi orizzonti.

Sebastian Foss-Solevaag è reduce da un'annata che l'ha visto tornare un po' più vicino al top dello slalom mondiale, con il 6° posto di Zagabria, il 12° nella gara iridata di Are e, quale miglior risultato, la quinta piazza nel city event di Stoccolma.

Certo, per uno che ha ottenuto due podi in Coppa del Mondo (l'ultimo il 20 marzo 2016 con il 3° posto nello slalom delle finali di Sankt Moritz, in precedenza era salito sempre sul terzo gradino del podio a Zagabria 2015) e ai Giochi di PyeongChang si è preso il bronzo nel team event, gettando alle ortiche una possibile medaglia nel “suo” slalom concludendo al 10° posto, non sono risultati clamorosi ma indicano una possibile risalita del 28enne di Alesund.

Ai taccuini dell'ufficio stampa di casa FIS, Foss-Solevaag si è confessato in una lunga intervista che riassumiamo partendo da un concetto: “Devo divertirmi per rendere al massimo, perchè mi permette di allenarmi meglio e spingere sempre più ogni giorno”.

Tornato vicino alla top 15 nelle liste di partenza in slalom, con l'attuale 20° posto che diventa 19° con il ritiro di Felix Neureuther, lo specialista norvegese ammette che potrebbero non esserci solo le gare tra i rapid gates, nel suo prossimo futuro... “Mi piacerebbe gareggiare maggiormente durante la stagione, oltre ai city event e alle combinate che già ho fatto in alcune occasioni. Alleno un sacco il gigante nella pre season, ma causa la mia situazione a livello di classifiche è difficile pensare di competere in Coppa del Mondo; il calendario tra l'altro è molto compresso e ho bisogno di stabilire delle priorità, ma ottenere punti FIS migliori in gigante è un progetto a lungo termine”.

Far parte di una squadra “particolare” come la nazionale norvegese, che in slalom propone anche Nestvold-Haugen e Nordbotten a ridosso della top 30, porta più vantaggi o svantaggi? Ecco la risposta: “Per me è come una famiglia, perchè trascorro più tempo con i miei compagni di squadra e gli allenatori rispetto ai miei cari. Il vantaggio è allenarsi molto assieme, soprattutto in primavera e in estate, e condividere la stessa filosofia spingendosi l'uno con l'altro. Unico svantaggio reale, quello di avere un gruppo piccolo nel corso dell'inverno, visto che i programmi sono molto differenti con i ragazzi che praticano altre discipline”.

Nella prima stagione senza capitan Svindal (“ovviamente mancherà a noi e a tutti i tifosi, ma ci ha lasciato un esempio di comportamento da seguire e con lui fa lo stesso un grande esempio come Jansrud”), per Foss-Solevaag gli stimoli non mancheranno, spinto anche da un paio di modelli che l'hanno sempre ispirato.

Da giovane ero quasi ossessionato da Bode Miller – confessa il norvegese – Era il mio eroe, anche perchè all'epoca non avevamo troppi sciatori di alto livello nel nostro paese, con molti infortuni per Aamodt e Kjus; ho cominciato a seguire assiduamente lo sci seguendo l'americano e ho pensato realmente di voler diventare un atleta di Coppa del Mondo. In generale, però, io sono un grande fan di Rafael Nadal: lo seguo sin dal 2005 quando ha vinto il suo primo Roland Garros, è un atleta incredibile e mi piace il suo stile, perchè non si arrende mai e torna sempre più forte dopo un infortunio. E' lui il mio modello di riferimento”.

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