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Dal Cimone a Livigno, la stagione di Razzoli non finisce mai: tutto per il sogno olimpico

Dal Cimone a Livigno, la stagione di Razzoli non finisce mai: tutto per il sogno olimpico
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Dal Cimone a Livigno, la stagione di Razzoli non finisce mai: tutto per il sogno olimpico

Prima in pista sulle nevi del suo Appennino con i giovani Franzoni, Della Vite e Saccardi, poi di nuovo in Valtellina per altri test con i materiali. Il "Razzo" vuole la sua terza Olimpiade a Pechino per chiudere alla grande.

Dal Cimone a Livigno, per una stagione conclusa praticamente solo ai primi di maggio.

Giuliano Razzoli ha proseguito per parecchie settimane la sua primavera, sfruttando al massimo le condizioni di neve eccezionali trovate da più parti. Anche sul suo Appennino, visto che poco dopo metà aprile, il campione olimpico ha sciato sulla pista a lui dedicata, allenandosi in compagnia di un terzetto di giovani come quello composto da Giovanni Franzoni, Filippo Della Vite e Tommaso Saccardi, emiliano come lui.

A fine aprile, poi, ecco il ritorno a Livigno per un altro blocco di lavoro dedicato ai test materiali nel “Piccolo Tibet”, grazie alla disponibilità di Giorgio Scuri e della Sitas. Gli stimoli non mancano davvero al “Razzo”, con un grande obiettivo in testa che è quello di chiudere alla grande, a 37 anni compiuti, con la terza partecipazione olimpica.

Lo slalomista di Villa Minozzo vuole il pass per Pechino 2022, dopo l'esclusione rimediata prima di PyeongChang 2018, in uno dei periodi più difficili della sua lunga carriera; nella stagione appena conclusa, Giuliano ha concluso a punti solo in tre occasioni, col 7° posto di Chamonix unica top ten e valso il pass per i Mondiali di Cortina, dove le prime porte della manche d'apertura gli sono state fatali.

E' altrettanto vero che il Covid contratto a metà dicembre, a pochi giorni dai primi slalom di coppa, sulla Gran Risa e sulla 3-Tre e ai quali Razzoli non ha potuto prendere parte, ha condizionato anche le prime classiche di gennaio per uno specialista che, seppur solo a tratti (pensiamo alla 1^ manche dello slalom n° 1 di Flachau) e su certi pendii, ha dimostrato di avere ancora la possibilità di giocarsi qualcosa di importante. Gli stimoli e la voglia, quelli, non sono mai mancati.

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