Sofia e i suoi recuperi raccontati a "Che tempo che fa": "Quei giorni a St. Moritz tra epica e follia"

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Sci Alpinol'intervista

Sofia e i suoi recuperi raccontati a "Che tempo che fa": "Quei giorni a St. Moritz tra epica e follia"

Goggia e l'ospitata nel programma di Fabio Fazio. "A 30 anni vorrei essere una sciatrice migliore, anche perchè entro nell'ultimo quadriennio della mia carriera".

Quattro anni dopo è tornata nel salotto di “Che tempo che fa”.

Quattro come le Coppe del Mondo di discesa conquistate, l'ultima sollevata al cielo di Soldeu dieci giorni prima. Domenica sera, Sofia Goggia è stata ospite della trasmissione di Rai 3, condotta da Fabio Fazio, raccontando dei suoi recuperi e delle sue imprese, ma anche dei suoi lati particolari e umani. “Come quando comincio a cantare in pista, ma solo nella mia testa, i pezzi di Adriano Celentano e di Ornella Vanoni. In realtà non so proprio cantare, solo il nostro inno quando vinco”.

E ancora: “A 30 anni vorrei essere una sciatrice migliore, più completa e con più padronanza della tecnica – analizza Sofia confermando di voler andare avanti per altre quattro stagioni, ovvero sino ai Mondiali di Crans-Montana 2027 – anche perchè entro nel mio ultimo quadriennio. Studio tantissimo dopo le prove, mi piace proprio riguardare ogni dettaglio, compresi quelle delle mie rivali, e prima di andare a letto ripasso tantissimo la pista, quasi per chiedere al mio cervello di farlo anche di notte”.

Il racconto di quelle 24 ore a St. Moritz, con la frattura alla mano nella prima discesa del 17 dicembre, conclusa al 2° posto alle spalle di Elena Curtoni, e la vittoria del giorno successivo. “Epica e un po' di follia. Ho sfiorato la quarta porta con la mano e ho subito sentito che qualcosa non andava, avevo malissimo scendendo. L'unica opzione per gareggiare il sabato era quella di farsi operare: siamo andati in auto a Chiavenna per prendere l'elicottero, ma c'era brutto tempo e siamo atterrati a Bresso, arrivando a Milano alle 15 per l'intervento, fatto a tempo record da uno staff pazzesco. E poi c'è stato l'aiuto dello staff di Giorgio Armani per tornare a St. Moritz, dove alle 22 ho mangiato un piatto di riso e salmone prima di fare le prove con il guanto per adattarmi in vista della gara.

A mezzanotte e mezza a letto, alle 6.15 la sveglia. Ed è andata così...”.

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