Per Sofia Goggia una preparazione totalmente diversa da quella pre olimpica, l'obiettivo ritrovare la "sua" discesa

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Per Sofia Goggia una preparazione totalmente diversa da quella pre olimpica, l'obiettivo ritrovare la "sua" discesa

Come ha svelato nel corso delle finali, la fuoriclasse bergamasca ha deciso di staccare completamente in questa post season, prima di rimettersi sotto con il lavoro atletico e verso un'estate dove ci saranno ancora le tre discipline nel suo menu, anche se il grande sogno della coppa generale resta complicatissimo, a maggior ragione con la crescita di Aicher. Il grande obiettivo del Mondiale di Crans-Montana (dove ha vinto 4 volte in discesa) per conquistare quel titolo iridato che ancora le manca.

Sofia Goggia è stata una delle tre regine azzurre di questa nuova stagione ricca di soddisfazioni per la nazionale femminile, assieme a Federica Brignone due volte d’oro ai Giochi e Laura Pirovano che si è sbloccata in Coppa del Mondo andando a prendersi la sfera di cristallo in discesa.

Quella di super-g è finita nella bacheca di casa Goggia, che dopo aver completato l’opera alle finali di Kvitfjell, vincendo la sua terza gara nell’inverno migliore della carriera se parliamo di questa specialità, ha confessato come avesse davvero bisogno di staccare completamente.

Se un anno fa Sofia si allenava ancora duramente e poi ancora con tante giornate nella prima parte dell’estate, questa volta la post season è fatta di recupero e riposo, ma anche cambiamenti tecnici che verranno annunciati nelle prossime settimane, visto che è di fatto certo l’addio a coach Luca Agazzi.

Il primo obiettivo è ritrovare la sua continuità e qualità in discesa, dove nel 2025/26 non si è mai imposta, salendo sul podio solo a Sankt Moritz e Soldeu, con il bronzo olimpico (un altro 3° posto) nel mezzo. Lontano il podio di specialità, lei quattro volte regina di quella Coppa del Mondo finita nelle mani della compagna di squadra; ha inciso, anche se vale per molte delle avversarie affrontate in stagione, anche il “lavorone” fondamentale di novembre praticamente perso in toto, viste le pessime condizioni di innevamento trovate a Copper Mountain.

Se pensiamo che a Crans-Montana la campionessa di Astino ha trionfato quattro volte, sempre nella disciplina regina, ecco che la discesa iridata nel Canton Vallese è uno dei grandissimi obiettivi (assieme al super-g, of course) del prossimo inverno agonistico, anche perché in un campionato del mondo Goggia non ha mai portato a casa la medaglia d’oro: amarissime le rassegne del 2025 e 2023, persa per infortunio quella più attesa, Cortina 2021, si torna poi all’argento nel super-g di Are 2019, ad un soffio da Shiffrin, e al bronzo nel gigante di Sankt Moritz 2017.

A 34 anni, Sofia cercherà l’ennesima impresa che è una delle due collane mancanti nel suo palmares, assieme alla Coppa del Mondo generale: 4^ quest’anno alle spalle di Shiffrin, Aicher e Rast, ecco che forse la vera occasione, visti i punteggi finali con Mikaela che ha appena scollinato quota 1400, era proprio quella appena passata.

E’ mancata, appunto, la discesa ma anche un po’ più di continuità in gigante, specialità “madre” che la bergamasca vuole mantenere anche perché di supporto alla velocità. Ricordandoci che, ad una manciata di porte dalla conclusione della sfida olimpica dominata da Brignone, Goggia era in piena corsa per la medaglia d’argento.

Con la crescita debordante di Emma Aicher, il probabile ritorno a pieno regime della stessa Federica Brignone, quello possibile di Lara Gut-Behrami (anche se per la ticinese ci sono molte più incognite dopo il gravissimo infortunio dello scorso novembre), e chiaramente una Shiffrin che ci sarà ancora e proverà a risalire la china almeno in super-g, oltre chiaramente alle vittorie da ritrovare in gigante, per Sofia sarà dura giocarsela per il grande sogno di cristallo.

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