"Nella mia carriera ora c'è solo curiosità, in gigante livello altissimo ma sento di averlo per vincere": Shiffrin a 360°

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"Nella mia carriera ora c'è solo curiosità, in gigante livello altissimo ma sento di averlo per vincere": Shiffrin a 360°

A 31 anni e dopo aver conquistato la sesta Coppa del Mondo, per non parlare dei tre titoli olimpici e degli otto a livello iridato, la campionissima statunitense si è raccontata a cuore aperto su tanti temi tramite il suo podcast "What's the Point". Abbiamo fatto un riassuntone...

Mikaela Shiffrin, oggettivamente, potrebbe anche non avere più stimoli nell’arco di una carriera, già lunghissima (la prima vittoria risale a fine 2012), nella quale ha vinto tutto e più volte, dalla fresca sesta sfera di cristallo assoluta per eguagliare Annemarie Moser-Proell, al tris olimpico con lo slalom vincente a Cortina pochi mesi fa, le otto medaglie d’oro ai campionati del mondo, anche se c’è Crans-Montana 2027 all’orizzonte, e la bellezza di 110 successi in Coppa del Mondo, semplicemente inarrivabile per chiunque.

Si tratta ora di passione, divertimento e… curiosità. Questo concetto l’ha sottolineato la stessa fuoriclasse di Edwards nell’ultima puntata di “What’s the Point”, il fortunato podcast che Mikaela ha promosso parecchio nell’ultimo anno. “Perché continui? La mia risposta sincera” il tema della puntata che vede la superstar americana, reduce un paio di settimane fa da parecchie giornate di impegni istituzionali, in particolare a New York, aprirsi a 360°. “Ora voglio solo scoprire cosa mi riserva il futuro e vedere se il lavoro che svolgo in questa fase della mia carriera può avere un impatto positivo sul futuro.

Quando mi ritirerò? Me lo chiedono spesso, è normale, vedremo cosa mi riserverà ancora questo percorso”.

Nove slalom su dieci vinti nell’ultima annata di CdM (con il 2° posto di Kranjska Gora quale unica eccezione), ma Shiffrin più di ogni altra cosa va orgogliosa di come ha vissuto, mentalmente, la 2^ manche della gara olimpica che l’ha riportata sul trono ai Giochi dopo 8 anni (12 se consideriamo la sua specialità preferita, visto che vinse lo slalom solo a Sochi 2014). “È sempre stata una questione di sensazioni e di come riesci a fare le tue curve.

Avevo tanto vantaggio, ma ho dato il massimo ed è stata la miglior prova di slalom che abbia mai fatto su quella pista”.

C’è tanta soddisfazione, però, anche e soprattutto nella durissima risalita vissuta in gigante, dopo quanto accaduto con l’incidente di Killington di fine novembre 2024: rotolata sino al 30° posto della WCSL (pensiamo solo alle due gare di Sestriere di un anno e mezzo fa, sportivamente drammatiche e arrivate appena prima di cogliere la vittoria n° 100 nel massimo circuito nel suo feudo, lo slalom), rischiando anche di dover ripartire lontanissima nelle liste di partenza per il 2025/26 che poi l’ha portata a riconquistare la coppa generale, già nella scorsa stagione la classe ’95 nativa del Colorado ha ritrovato continuità e un podio, a Spindleruv Mlyn, ma anche la velocità per vincere se pensiamo che ad Are ha commesso un gravissimo errore nel finale di 1^ manche quando aveva fatto il vuoto sulle rivali.

Certo, non su tutte le piste si è vista la miglior Shiffrin tra le porte larghe, ma sin da Soelden ci saranno altre certezze per lei scattando nel primo sotto gruppo di merito: “E’ davvero un passo fondamentale per me e per la squadra, ritrovarmi in gigante è stato un ulteriore stimolo per continuare. Il livello, a mio avviso, ora è davvero altissimo ed è aumentato parecchio rispetto agli ultimi anni, ad esempio quando ho vinto il titolo mondiale (a Mèribel nel 2023, ndr).

Vedendo questo, non mi sono scoraggiata ma anzi, ho trovato la sfida entusiasmante; non so se riuscirò a tornare a vincere con regolarità ma ci sono stati momenti, nel corso della passata stagione, in cui ho sentito che quel livello era alla mia portata. Altre volte meno e questo mi porta a voler scoprire sempre cose nuove”.

Ancora più complicato ritrovarsi lassù in super-g, e in questo caso è un po’ tutto cambiato dalla caduta in discesa a Cortina a gennaio 2024: “Quando mi sono ripresentata al cancelletto nella velocità (riferendosi al 2025/26), è stato snervante, impegnativo ma in parte anche eccitante, mi sono spinta al di fuori della mia comfort zone e ho sempre pensato “voglio rifarlo” ogni volta che ho tagliato il traguardo, anche lontana dalle migliori. Ma per rendere bene in super-g, devo lavorare ancora su molte aree, il mio cervello deve elaborare la velocità, le porte, il terreno, la neve e tutte le sollecitazioni che si presentano ad un altro ritmo”.

Gli impegni al di fuori dello sci, come le varie apparizioni di luglio, compresa la finale della Coppa del Mondo di calcio? Mikaela si definisce un’introversa per natura e “sono certo molto più a mio agio con un casco in testa e dietro la mia maschera rispetto che a fare chiacchiere su un tappeto rosso, che per me è un po’ come entrare in una mensa scolastica senza sapere dove sedersi. Non mi viene affatto naturale”.

Da parte sua, però, c’è anche tanta voglia di fare conoscere lo sci al di fuori di certi confini e tanti progetti (come il suo stesso podcast) vanno in quella direzione, ma pure di parlare apertamente di temi come il lutto, il disturbo da stress post-traumatico, la salute mentale (situazioni che ha dovuto accettare negli ultimi anni per quanto le è accaduto in particolare per la morte di papà Jeff, nel febbraio 2020), ma anche le possibilità per i giovani di accedere allo sport, la ricerca sulle malattie e il cambiamento climatico.

Sottolineando poi come l’annata di un atleta di alto livello non si riduca certo ai 5 mesi di gare; nella post season sotto con i test materiali, tra giugno e luglio la stessa detentrice della CdM ha lavorato duro sull’allenamento fisico (“generalmente lo faccio due volte al giorno, per un totale di 4-6 ore a seconda dei programmi”), incastrando tutto con gli impegni tra media e sponsor. Tanto che il suo team tiene conto anche della vicinanza ad una palestra ben attrezzata nella scelta degli alloggi quando Mikaela si sposta.

Da fine agosto il Sudamerica (Shiffrin dovrebbe ancora dividersi tra Argentina e Cile), il ritorno in Europa ai primi di ottobre per finalizzare la preparazione verso l’opening di Soelden. “In sostanza, trascorro nella mia casa in Colorado 4-5 settimane in tutto l’anno. Con Aleks (il fidanzato Kilde, ndr) cerchiamo di gestire un po’ tutto e apprezziamo quel poco tempo che possiamo trascorrere insieme. Di sicuro, so con chi voglio trascorrere la mia vita”.

La sintesi finale? “Adoro semplicemente sciare e sento che c’è ancora molto altro da scoprire per me”.

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