"Ho sfidato e vinto il dolore, ora penso a curarmi. Due giorni prima del super-g...": Federica Brignone ospite ai Laureus

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"Ho sfidato e vinto il dolore, ora penso a curarmi. Due giorni prima del super-g...": Federica Brignone ospite ai Laureus

La fuoriclasse azzurra è stata invitata a Madrid per la cerimonia più attesa dello sport mondiale, con Carlos Alcaraz e Aryna Sabalenka premiati atleti del 2025. Jannik Sinner, che era candidato per il riconoscimento più ambito, ha poi parlato a stretto contatto con Fede nella cena di gala organizzata a margine dell'evento, condotto dalla superstar del freestyle, Eileen Gu, assieme a Novak Djokovic.

C’era anche Federica Brignone, tra le grandi ospiti della notte dei Laureus World Sports Awards, nella cornice di Madrid per l’appuntamento più atteso in termini di premi agli sportivi del globo.

La bi campionessa olimpica ha vissuto qualche ora nella capitale spagnola, dove Carlos Alcaraz ha vinto il premio di uomo dell’anno per il 2025, titolo al quale era candidato tra gli altri anche il n° 1 al mondo, Jannik Sinner, e un’altra tennista, Aryna Sabalenka, ha conquistato il riconoscimento più ambito tra le donne, nell’evento condotto per la prima volta da due fuoriclasse delle rispettive discipline, Eileen Gu che ha dominato la scena nel panorama del freeski anche ai Giochi di Milano Cortina 2026, e il 24 volte vincitore Slam, Novak Djokovic.

Proprio i due atleti simbolo dello sport italiano, Sinner e Brignone, hanno poi avuto l’opportunità di trascorrere un po’ di tempo assieme, fianco a fianco nella cena di gala organizzata nella serata madrilena. Fede, qualche ora prima, si era raccontata a Sky Sport su questa fase della post season ma tornando anche a quei giorni olimpici. “Ho sfidato e vinto il dolore, ora penso a me stessa e curarmi – le parole della fuoriclasse di La Salle all’inviata Valentina Fass – E’ stato difficile, arrivando ai Giochi dopo 10 mesi così, se penso che ho portato a casa due ori alle Olimpiadi di casa e da portabandiera, è stato incredibile…

Ero lì per provare a fare quello, ovvero il massimo, ma ero già felice di esserci e fare ciò che mi piace. Quando ho messo gli sci da gara ad inizio gennaio e sono andata in raduno con le compagne, mi sono detta “posso farcela”. C’erano però ancora tante insicurezze, ogni giorno era diverso. Il martedì prima del super-g (non riuscendo ad allenarsi in Val di Fassa a 48 ore dalla sua seconda gara olimpica dopo la discesa, ndr) non riuscivo a stare in piedi, ma ero serena perché, già tornando al cancelletto a Kronplatz, ero riuscita nella mia sfida.

Visto quanto era complicato solo tornare a sciare con quelle tempistiche, avevo già fatto qualcosa di speciale. Volevo godermi il momento”.

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