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Dopo l'hockey su ghiaccio il meldonium spaventa il calcio russo

Dopo l'hockey su ghiaccio il meldonium spaventa il calcio russo
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Dopo l'hockey su ghiaccio il meldonium spaventa il calcio russo

La sostituzione last minute in blocco dell'under 18, fatta per minimizzare il rischio di positività ai Mondiali di Grand Forks, ricorda il caso dei 6 titolari tolti alla vigilia del 2 a 2 contro l'Azerbaijan nelle qualificazioni dell'Europeo under 21 di calcio.

È stato lo stesso Vitaly Mutko, ministro dello sport russo, ad ammettere la scelta di mandare negli Stati Uniti, per la rassegna iridata junior di hockey su ghiaccio, giocatori più giovani di un anno rispetto ai titolari, con l'obiettivo di evitare il rischio di allungare l'elenco di atleti sospesi per positività al meldonium. Pare che gli esclusi usassero regolarmente il farmaco lettone da 2 anni e alcuni avrebbero iniziato quando ne avevano 14.
Lo stesso potrebbe essere accaduto con Alexander Kleshenko (Kuban), Kamil Mullin (Rubin), Artyom Timofeev (Spartak Mosca), Alexey Gasilin (Schalke) e soprattutto Aleksei Miranchuk (Lokomotiv Mosca) e Alexander Selikhov (Amkar Perm) indiscussi leader del gruppo dell'under 21, rimpiazzati alla vigilia del match casalingo di qualificazione per gli Europei 2017, finito 2-2 contro l'Azerbaijan lo scorso 24 marzo.

Per la nazionale maggiore femminile invece si parlerebbe di possibili casi di meldonium, secondo quando riportato tra gli altri da 360tv.ru, smentiti da Mutko e dalla federcalcio russa.
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