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Alps Hockey League: il Valpe chiede chiarezza e il mantenimento dei diritti sportivi

Alps Hockey League: il Valpe chiede chiarezza e il mantenimento dei diritti sportivi
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Alps Hockey League: il Valpe chiede chiarezza e il mantenimento dei diritti sportivi

Nella giornata di ieri, alla vigilia della conferenza stampa di presentazione della Alps Hockey League, l'Hockey Club Valpellice ha inviato al presidente della Federazione, Gios, una lettera aperta nella quale esprime le sue perplessità sulla strada intrapresa e pone sul tavolo le sue richieste alla Federazione.

Nel comunicato diffuso anche sul sito web della società si legge:

 

Egregio Presidente,
in relazione alle ultime risposte ai nostri quesiti, posti al Responsabile Settore Hockey Tommaso Teofoli, con la presente siamo a comunicarle il nostro disappunto e le nostre perplessità circa il nuovo progetto AHL.

Ci sentiamo fortemente penalizzati dalle decisioni prese dalla Federazione riguardo alla prossima stagione sportiva.
Innanzi tutto non riteniamo corretto che la Federazione rinunci a organizzare il Campionato Italiano di Serie A, con relativa assegnazione del titolo di Campione d’Italia, costringendo così le società della massima serie a dover giocare obbligatoriamente un torneo transfrontaliero per poter concorrere all'assegnazione dello scudetto.
Due stagioni orsono, la stessa Federazione aveva infatti imposto alle squadre dell’allora A2, che avevano chiesto di partecipare al Campionato INL austriaco, di giocare contemporaneamente con le squadre italiane che avevano deciso liberamente di non prendere parte a tale torneo. Queste ultime però avevano avuto la possibilità di giocare per il titolo italiano di serie A2, contrariamente a quanto invece succederebbe a noi se non potessimo partecipare alla AHL.
La nostra società vorrebbe infatti avere la possibilità di confrontarsi con le altre squadre della massima serie del Campionato di serie A, ma questa possibilità diventa subordinata alla partecipazione alla AHL, così come riferito dal signor Teofoli.

Apprendiamo inoltre che se una squadra della massima serie dovesse rinunciare alla partecipazione al Campionato AHL, potrà solo iscriversi al Campionato di serie B ma, in questo caso, perderebbe i diritti sportivi per tornare in Serie A, se non dovesse vincere il Campionato cadetto.
Questa condizione, anche se dettata dal regolamento, è stata però in passato elusa in diverse occasioni ed anche oggi la Federazione ha infatti proposto l’introduzione di alcune Wild Card, per aumentare il numero delle squadre di serie A che volessero partecipare al torneo transfrontaliero, senza dover vincere il campionato di serie B.
Riterremmo quindi corretto avere questa possibilità, poiché la nostra eventuale retrocessione in serie B non sarebbe dettata dalla nostra volontà (così com'è invece avvenuto in passato per altre società come il Pontebba, l’Alleghe o il Milano), ma da cause a noi non imputabili.

Crediamo che un cambiamento così importante, che comporta enormi difficoltà logistiche per le società del nord-ovest, per essere considerato sostenibile, dovrebbe avere come fine ultimo un innalzamento del livello agonistico, apparentemente non ottenibile con squadre di una seconda lega. Dovrebbe coinvolgere un numero libero di giocatori comunitari, unito ad alcuni stranieri, condizione sine qua non per la crescita dei giovani locali da tutti auspicata.

Riteniamo inoltre che una proposta di tale portata avrebbe dovuto essere programmata e definita con largo anticipo, dando ai club la possibilità di promuovere il Torneo con gli sponsor, i media e il pubblico. Ci troviamo invece al 28 maggio senza conoscere i dettagli del format, il regolamento per la composizione dei roster, i costi di iscrizione e le squadre che parteciperanno.

In questo stato di forte incertezza, comprovata dalle ultime risposte ricevute, la nostra società si sente fortemente discriminata e penalizzata, sia sportivamente sia economicamente, dalle scelte federali.
Già in passato, nostro malgrado, abbiamo dovuto accettare malvolentieri la dipartita dal Campionato italiano del Bolzano, scelta che ha generato a tutte le società restanti pesanti danni di natura economica; in questo momento, noi del Valpellice, unica compagine del nord ovest, ci troviamo addirittura senza il Campionato Italiano ed obbligati a partecipare ad un Torneo di cui non si hanno ancora notizie certe e definitive.
 
Riteniamo inoltre che il titolo di Campione d’Italia debba essere vinto da squadre italiane che giocano in territorio nazionale, in un Campionato Italiano, con regolamenti chiari e definiti e non attraverso formule incerte e costi non preventivabili.
Medesimo discorso vale per il trofeo della Coppa Italia che, per scelta federale, sarebbe ad appannaggio delle sole squadre di serie B. Tale trofeo dovrebbe essere a nostro avviso partecipato da tutte le squadre italiane, così come avviene ad esempio in Francia, che vede la partecipazione di oltre 60 compagini. Proviamo ad immaginare cosa succederebbe se nel calcio non potessero partecipare a tale manifestazione le squadre di Serie A. Juventus e Milan non avrebbero disputato l’ultima finale di Coppa Italia, giocata qualche giorno fa allo stadio Olimpico di Roma e difficilmente gli stadi avrebbero potuto contare su tanto pubblico, sponsor e visibilità mediatica.

Il nostro movimento, a causa di scelte discutibili e del progressivo abbassamento del livello tecnico del campionato, dovuto alla riduzione del numero di stranieri, ha inevitabilmente accusato pesanti riduzioni di pubblico, sponsor e visibilità negli stadi, contrariamente a quanto invece sta accadendo in Stati a noi confinanti come Francia, Germania, Svizzera e Austria. Tali scelte hanno generato forti contrazioni economiche e messo in grande crisi molte società, alcune delle quali hanno dovuto così rinunciare alla massima serie o addirittura alla formazione di una squadra senior. La riduzione del numero di compagini ha come inesorabile conseguenza la diminuzione di giovani atleti che proseguono la loro carriera hockeistica per arrivare un giorno a giocare in serie A. Queste scelte hanno generato lo scenario odierno, che vede la fine del campionato italiano, la geo localizzazione del movimento hockeistico ridotta al Veneto e all’Alto Adige, con conseguente necessità di scendere a compromessi con altre federazioni per poter organizzare un campionato.

Chiediamo quindi che la Federazione prenda in considerazione le nostre richieste, che si sintetizzano in questi brevi punti:

1. Possibilità di partecipare al Campionato italiano di Serie A (avendone i diritti), senza dover necessariamente prendere parte al Torneo AHL;
2. Possibilità di partecipare alla Coppa Italia, di cui siamo gli attuali detentori;
3. Ricevere in tempi brevissimi tutte le informazioni ufficiali circa format del campionato, numero di partite, giornate di gioco, squadre estere partecipanti e regole precise per la composizione dei roster, per decidere a quale manifestazione sportiva partecipare con una squadra senior per la stagione 2016-2017;
4. Nel caso in cui la nostra società, sulla base delle risposte al punto precedente, dovesse scegliere di non partecipare alla AHL per la stagione 2016-2017, chiediamo garanzia di non perdere i diritti sportivi acquisiti sino ad oggi per poter prendere parte , in un futuro più certo, al campionato italiano di massima serie;

In attesa di un suo cortese riscontro, cogliamo l’occasione per porgere i nostri più cordiali saluti.

Hockey Club Valpellice
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