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foto di Getty Images

Alexander Majorov dona il midollo osseo al padre ed allenatore gravemente malato

Alexander Majorov dona il midollo osseo al padre ed allenatore gravemente malato

I media svedesi stanno dedicando ampio spazio alla toccante storia dell’atleta di punta della squadra maschile di pattinaggio di figura Alexander Majorov, che, per una causa nobile, non prenderà parte agli imminenti Campionati nazionali in programma ad Helsinborg.

Il ventiquattrenne nativo di San Pietroburgo, ma residente a Luleå, si è reso disponibile per donare il midollo osseo al padre Alexander Senior alle prese con una grave forma di tumore trasformatosi poi in leucemia.

Nel mese di giugno”, ha raccontato il pattinatore, “è stata diagnosticata a mio padre una rara forma di tumore del sangue denominata Sindrome mielodisplasica, Da quel momento, non è stato semplice allenarmi da solo per ovvi motivi. L’unico trattamento che avrebbe potuto dare buoni risultati, con una possibilità di sopravvivenza attorno al 30/40%, sarebbe stato il trapianto di midollo osseo. I medici hanno cercato in tutti il mondo donatori compatibili, ma nulla è stato trovato. Nel frattempo, la forma tumorale si è trasformata in leucemia acuta e mio padre è stato ricoverato. Tutto questo è avvenuto mentre mi accingevo a disputare la prima gara stagionale a Luleå. A fronte della situazione, i medici hanno dato il via libera affinchè venisse utilizzato il modello osseo di noi figli, visto e considerato che mio padre non ha fratelli. Mio fratello, però, uno dei possibili donatori, è ancora minorenne, motivo per cui mi sono subito messo a disposizione.  La fase preparatoria ha avuto inizio una settimana prima della Volvo Cup di Riga (inizio novembre). Sono stato sottoposto ad una serie di esami e mi è stato prelevata una sacca di sangue da utilizzare subito dopo l’intervento. Ovviamente, tutto questo ha avuto delle conseguenze ed il tasso del mio emocromo è sceso da 173 a 140. Mi sentivo come quando mi capita di allenarmi ad alta quota e a Riga è stato difficile portare a termine il programma corto perché tremavo dalla stanchezza. Una settimana prima della Rostelecom Cup di Mosca sono stato sottoposto ad un altro prelievo di una sacca di sangue ed il mio emocromo è sceso a circa 130. Ho fatto il possibile per provare a recuperare, ma non ci sono riuscito perché c’era poco tempo a disposizione e sono stato costretto al ritiro. Ho preferito non divulgare i motivi della rinuncia perché non volevamo creare attenzione mediatica attorno alla vicenda. Ora però non ha più senso tenere nascosto quanto sta accadendo. Recentemente, è avvenuta l’operazione di estrazione delle cellule staminali del midollo osseo ed, attualmente, non mi sto allenando a causa del dolore fisico e del basso tasso ematico. Non potrò perciò prenderò parte ai Campionati nazionali svedesi. Mi auguro che quanto fatto possa essere utile per salvare mio padre e prego affinchè la medicina possa darci una mano. Ringrazio medici, infermieri e amici per il loro sostegno. Siete tutti veri eroi per la nostra famiglia”.

L’obiettivo di Alexander Majorov Jr., reduce da una stagione 2014/2015 tormentata da infortuni di varia sorta, diventa quello di riuscire a tornare a gareggiare in occasione dei Campionati europei di Bratislava in programma a fine gennaio.

Alexander Majorov Senior, storico allenatore del figlio tre volte campione nazionale svedese, è stato nella carriera agonistica un allievo di Alexei Mishin a San Pietoburgo. Diventato allenatore e ben prima di trasferirsi in Svezia, ha seguito i primi passi del giovane Alexei Yagudin.

 

 

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