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foto di Francesco A. Armillotta

Giada Russo, profeta in patria, domina i Nazionali. Vittoria anche per un opaco Ivan Righini

Giada Russo, profeta in patria, domina i Nazionali. Vittoria anche per un opaco Ivan Righini

Giada Russo ha meritatamente conquistato il primo titolo nazionale della carriera surclassando su ogni fronte la concorrenza.

La diciassettenne di Torino (162,42), dopo essersi imposta nel programma corto, ha dominato il segmento più lungo di gara chiudendo la competizione con un margine di oltre venti punti sulle atlete che l’hanno accompagnata sul podio, ma, per quanto visto sul ghiaccio del Palavela, il divario sarebbe potuto essere addirittura superiore. Nell’occasione, si è rivelata enorme la differenza in termini di personalità, sicurezza e qualità complessiva di pattinaggio.

L’allieva di Edoardo De Bernardis e Claudia Masoero, sostenuta incessantemente dal pubblico di casa, ha eseguito nel programma libero due doppi axel e quattro salti tripli, compreso un salchow atterrato con step-out, ma soprattutto è stata nuovamente impeccabile su passi e trottole archiviando il migliore punteggio tecnico e la valutazione più elevata su ciascuna componente del programma. Tuttavia, in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, sarà fondamentale monitorare con attenzione le rotazioni dei salti, spesso e volentieri al limite.

Roberta Rodeghiero (141,55), favorita della vigilia, si è dovuta accontentare del secondo posto riuscendo a precedere per un’incollatura la compagna di club Micol Cristini (141,14), che ha avuto il merito di riprendersi dopo un inizio choc del programma libero, caratterizzato dalla caduta su un triplo toeloop e da un rittberger semplice. La diciassettenne bergamasca è poi stata in grado di completare due doppi axel in sequenza e tre salti tripli, evidenziando un’importante crescita sugli elementi di trottola rispetto allo short-program.

Rodeghiero, apparsa decisamente più tesa rispetto alla concorrenza, ha pattinato il peggiore programma libero di una stagione che finora l’aveva vista esprimersi su discreti livelli di competitività. In particolare, ha nuovamente pagato dazio sull'atterraggio del triplo flip e, eccezion fatta per un triplo lutz dal filo molto sospetto, per una sequenza triplo toeloop/doppio axel e per un altro doppio axel, ha raccolto poco con gli elementi di salto, ormai anche in casa concicio sine qua non per recitare un ruolo di primo piano.

Russo a parte, la nota lieta della seconda giornata è stata la sedicenne Sara Casella (138,11), risalita dalla nona alla quarta piazza in virtù del secondo punteggio nel programma libero. La sedicenne di Courmayeur ha eseguito in apertura un’ottima combinazione triplo lutz/doppio toeloop e, oltre a trottole di qualità, ha messo insieme due doppi axel e tre salti tripli ben completati.

Il quinto posto è andato alla quindicenne Chiara Calderone (133,57), atleta più giovane in gara capace di tentare e completare due tripli lutz, il primo dei quali in combinazione con un doppio toeloop.

A seguire, si è piazzata la veterana Sara Falotico (128,83), che ha preceduto la campionessa nazionale juniores Guia Maria Tagliapietra (126,12), penalizzata da due rovinose cadute su altrettanti tentativi di triplo salchow, che hanno vanificato la discreta esecuzione di due doppi axel e due tripli lutz.


In campo maschile, Ivan Righini (206,80) ha bissato il successo di dodici mesi or sono, ma nel programma libero non ha brillato, cadendo sul triplo axel e palesando insoliti passaggi a vuoto su flip e lutz, di norma i punti di forza.

Il ventitreenne di scuola russa ha preceduto il giovane Matteo Rizzo (185,80), autore del migliore punteggio tecnico nel segmento più lungo di gara. Il sedicenne di stanza a Sesto San Giovanni ha ben completato un doppio axel e sei salti tripli, tra cui due lutz e due flip, eseguendo senza problemi anche la trottola combinata che aveva in qualche modo compromesso lo short program. In questo caso, ha ampiamente pagato la strategia conservativa con la rinuncia alla combinazione con due salti tripli proposta di recente a Sofia. Ciò premesso, l’impressione è che il potenziale complessivo sia maggiore rispetto a quanto emerso oggi.

In terza posizione, si è piazzato il diciottenne Carlo Vittorio Palermo (169,08), che, abbandonato dai salti tripli, ha perso il treno di Rizzo nel programma libero.

Ai piedi del podio si è attestato in rimonta il diciottenne Giorio Settembrini (150,24), capace di completare un doppio axel e cinque salti tripli, fondamentali per scavalcare Mattia Dalla Torre (148,43) e Dario Betti (133,78).



LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI

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