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foto di Flavio Valle

Yuzuru Hanyu e i suoi discepoli riscrivono la storia del pattinaggio moderno

Yuzuru Hanyu e i suoi adepti riscrivono la storia del pattinaggio moderno

Yuzuru Hanyu, alacremente impegnato nella sfida contro il personale concettto di perfezione, ha deciso di non porre limiti alla sua onnipotenza stabilendo il quarto primato mondiale negli ultimi quattro programmi pattinati. Tra un record e l'altro, il campione olimpico è diventato il primo uomo a vincere tre finali consecutive di Grand Prix, impresa tabù per le leggende del passato Yagudin e Plushenko

Le prestazioni stellari del fuoriclasse giapponese hanno avuto l'effetto collaterale di motivare e stimolare la concorrenza, che, nel programma libero della finale di Barcellona, di concerto con il pattinatore più forte della storia, ha dato vita ad uno spettacolo senza precedenti per la gioia dell'incredulo pubblico del CCIB (Centre de Convencions Internacional de Barcelona).

Quasi seimila persone potranno dire con orgoglio: "io c'ero!".

Yuzuru Hanyu e i compagni di merende Javier Fernandez, Shoma Uno, Patrick Chan e Boyang Jin hanno scritto una pagina indelebile di storia ritoccando quasi tutti i record della disciplina

I numeri questa volta non mentono.
- Ben quattro atleti (Hanyu/Fernandez/Chan/Uno) hanno superato la soglia dei 190 punti nel segmento di gara, in precedenza valicata in nove occasioni, e in due (Hanyu/Fernandez) hanno infranto la barriera dei 200 punti.
- In quattro (Hanyu/Fernandez/Jin/Uno) si sono spinti oltre quota cento sul versante tecnico, muro in passato abbattuto solamente cinque volte
- Sul fronte delle componenti del programma, sempre quattro atleti (Hanyu/Fernandez/Chan/Uno) hanno ottenuto almeno un "dieci".
- Sono, inoltre, caduti i primati mondiale, asiatico ed europeo, senza dimenticare che, per la prima volta nella storia, un atleta (Boyang Jin) ha atterrato quattro salti quadrupli in un programma e sei nel corso dell'intera competizione.

Gli aggettivi per definire le prodezze di Hanyu sono stati esauriti da tempo. In Catalogna, è stata sfoderata l'ennesima esecuzione da cardiopalma del libero coreografato da Shae Lynn Bourne sulle note del brano "Seimei". L'allievo di Brian Orser, figura ormai mitologica, ha completato con una perfezione pressochè assoluta tre salti quadrupli e sette tripli, compresi due axel eseguiti nella seconda metà della musica. Ogni elemento, costruito con rara ricercatezza, è stato realizzato impeccabilmente e perfettamente inserito in una prova ricca di passi di elevato coefficiente di difficoltà, ma eseguiti con una scioltezza tale da fare apparire tutto elementare. I giudici sono rimasti letteralmente senza parole premiando una prova enciclopedica con ben ventiquattro "dieci" sulle quarantacinque valutazioni delle componenti del programma a disposizione. Il degno finale, auspicato dagli inguaribili romantici della disciplina, sarebbe stato quello del dieci d'ufficio su ciascuna voce, ma, a conti fatti, la realtà non è stata così diversa. Il ventunenne di Sendai, a distanza di un paio di settimane dal NHK Trophy di casa, ha migliorato di oltre otto punti un primato mondiale, che sembrava inscalfibile. Per dare un'idea della superiorità attuale, Hanyu si è spinto oltre i 330 punti, quando nessuno degli avversari ha finora superato quota 300, ed ha vinto la gara odierna con quasi quaranta lunghezze di vantaggio. L'unico rammarico è stato ancora una volta rappresentato dalla sequenza di passi, non andata oltre il livello tre.

Il padrone di casa Javier Fernandez non ha lasciato nulla di intentato per cercare di spodestare dal trono il più giovane compagno di allenamento diventando il secondo uomo nella storia ad ottenere più di duecento punti nel segmento più lungo di gara e il secondo all-time sia per riscontro tecnico che per valutazione complessiva sulle componenti del programma. Anche il campione mondiale in carica, brillante interprete del brano "Guys and Dolls" di Frank Sinatra, ha completato tre quadrupli e sette salti tripli, ma, a differenza di Hanyu, non sempre è stato impeccabile sugli atterraggi.

Il gradino più basso del podio è stato conquistato dal quasi diciottenne giapponese Shoma Uno, atleta più giovane in gara.Il detentore del titolo iridato juniores, impegnato sulle note della "Turandot" di Puccini, ha fatto sfoggio di doti da interprete degne degli avversari più navigati, non lesinando un contenuto tecnico da primo della classe. Il biglietto da visita per entrare nell'elìte della disciplina reca impressi due quadrupli toeloop, un doppio axel e sette salti tripli, compresi due axel e un lutz che, però, dopo tanto tempo, ha ricevuto la chiamata di filo di ingresso errato. Il tutto, ovviamente, condito con trottole di eccelsa qualità.

Il veterano del gruppo Patrick Chan ha dimenticato in fretta il disgraziato programma corto di giovedì sciorinando una prestazione degna dei fasti dell'illustre passato, impreziosità da una qualità di pattinaggio con pochi eguali nella storia. Il canadese, risalito dalla sesta alla quarta posizione, ha realizzato un quadruplo toeloop e otto salti tripli ed ha dipinto una sequenza di passi di inestimabile valore. Per l'occasione, è anche arrivato un livello quattro sulla trottola angelo cambio angelo, una sorta di assoluta rarità che probabilmente tale resterà.

Il diciottenne cinese Boyang Jin si è dovuto accontentare del quinto posto con il medesimo punteggio di Chan, premiato in termini di piazzamento per il migliore risultato ottenuto nel programma libero. L'atleta più estremo di sempre ha atterrato in apertura, seppure con qualche problema di troppo, un quadruplo lutz e un quadruplo salchow, aggiungendo due quadrupli toeloop eseguiti nella seconda metà della musica. La prestazione è stata sporcata da una caduta sul primo triplo axel pianficato, ma il diabolico Jin, asso indiscusso degli elementi di salto, ha rimediato all'inopinato passaggio a vuoto completando dopo oltre tre minuti la combinazione triplo axel/euler/triplo salchow non presentata laddove era stata prevista. A conti fatti, l'asiatico ha ruotato quattro salti quadrupli e sei tripli mettendo insieme un base value superiore a cento, roba neanche lontanamente pensabile fino a pochi mesi fa.

In ultima posizione, si è piazzato il nipponico Daisuke Murakami, che, nell'occasione, non ha pescato la migliore giornata della carriera litigando con il fondamentale quadruplo salchow. Anche lui potrà raccontare agli eredi di esserci stato.

Yuzuru Hanyu ha regalato al Giappone il quarto successo nella finale maschile del Grand Prix. Nelle ultime quattro stagioni il gradino più alto del podio è sempre stato occupato da fuoriclasse del Sol Levante con il campione olimpico a recitare la parte del leone.

CLASSIFICA FINALE

1) JPN - Yuzuru HANYU    
330.43 (1|1) WR
2) ESP - Javier FERNANDEZ    
292.95 (2|2) ER
3) JPN - Shoma UNO    
276.79 (4|4)
4) CAN - Patrick CHAN    
263.45 (6|3)
5) CHN - Boyang JIN    
263.45 (3|5)
6) JPN - Daisuke MURAKAMI    
235.49 (5|6)
 

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