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Cavalcata solitaria di Satoko Miyahara nei Campionati dei Quattro Continenti

Cavalcata solitaria di Satoko Miyahara nei Campionati dei Quattro Continenti
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Getty Images

Figure skating - Four Continents Championships 2016

Cavalcata solitaria di Satoko Miyahara nei Campionati dei Quattro Continenti

La giapponese Satoko Miyahara, dopo avere archiviato un brillante quanto inaspettato secondo posto nei Mondiali di Shanghai della passata stagione, ha conquistato il primo successo della carriera in un Campionato ISU imponendosi da padrona nella diciottesima edizione dei Quattro Continenti.

La Taipei Arena di Taipei City è stata teatro di un disarmante assolo della diciassettenne di Kyoto, che ha fatto il vuoto in entrambi i segmenti di gara valicando per la prima volta in carriera la soglia dei duecentodieci punti, prima di oggi superata solamente da otto atlete. In particolare, il programma libero, coreografato da Lori Nichol sulle note di “Un Sospiro” di Franz Liszt, è stato pattinato senza alcun tipo di sbavatura e con una sicurezza superiore rispetto alle abitudini nell’esecuzione degli elementi di salto. Ciascun particolare è stato curato con la massima attenzione ed ha consentito alla sempre più lanciata allieva di Mie Hamada di ottenere valutazioni assai elevate sul grado di esecuzione, senza dimenticare una progressiva ma costante crescita su ogni componente del programma.

Riassumendo, nei due giorni di gara, Miyahara è stata la prima della classe in termini di base value, grado di esecuzione e ciascuna voce delle componenti del programma.

Nonostante le assenze di Asada, Edmunds, Wagner e Tursynbaeva, il livello medio della competizione è parso decisamente più elevato rispetto ai recenti Europei di Bratislava. Basti pensare che a Taipei City ben quindici atlete si sono spinte oltre i centocinquantacinque punti contro le otto che ci sono riuscite in Slovacchia.

La medaglia d'argento, con un distacco di oltre ventuno punti dalla testa, è finita al collo della sorprendente statunitense Mirai Nagasu, atleta più anziana in gara. La ventiduenne allenata da Tom Zakrajsek è stata autrice della migliore prestazione della carriera in un programma libero ed ha ritoccato il primato personale che resisteva dal lontano 2010. La chiave di volta è stata rappresentata dagli elementi di salto, nell'occasione tutti completati senza segnalazioni di rotazioni mancanti da parte del pannello tecnico. Nagasu è così finalmente riuscita a ben completare due doppi axel e sette salti tripli, comprese le combinazioni triplo flip/triplo toeloop e doppio axel/triplo toeloop/doppio toeloop, eseguita nella seconda metà della musica. L'unica sbavatura ha riguardato il triplo lutz, preso da un filo non esterno, ma non si è trattato di una novità.

Come nella passata stagione, è toccato alla giapponese Rika Hongo accomodarsi sul gradino più basso del podio. La diciannovenne di stanza a Nagoya ha avuto il merito di reagire alla rovinosa caduta sulla combinazione triplo flip/triplo toeloop con cui ha aperto il segmento più lungo di gara. Peraltro, i problemi non si sono fermati lì in quanto il triplo toeloop è stato correttamente degradato a doppio e il triplo lutz ha ricevuto la chiamata di filo di ingresso errato. Per il resto, quanto pianificato è stato portato a casa, ma senza la qualità delle atlete che si sono piazzate nelle prime due posizioni.

Ai piedi del podio si è attestata la progredita coreana So Youn Park, di certo alle prese con sentimenti contrastanti per quanto avvenuto a Taipei City. Da un lato la diciottenne di Seoul avrà motivo di festeggiare per il primato personale, ma dall'altro ci sarà chiaro rammarico per via di una caduta sul triplo flip, che l'ha privata della medaglia di bronzo.

L’attesa statunitense Gracie Gold si è dovuta accontentare della quinta posizione, confermando il controverso rapporto con i Campionati dei Quattro Continenti, che mai l’hanno vista esprimersi al top del potenziale. La campionessa nazionale a stelle e strisce, dimenticata la disastrosa prestazione sfoderata nel programma corto, è riuscita ad evitare grossi passaggi a vuoto nel segmento più lungo di gara, ma, complici due atterraggi non eccezionali dei tripli lutz, il primo chiaramente su due piedi, non è riuscita ad eseguire combinazioni di valore completando due doppi axel e cinque salti tripli.  A conti fatti, fermo restando trottole e passi di indiscutibile qualità, il contenuto tecnico si è rivelato abbastanza modesto per una pattinatrice che ambisce alla leadership mondiale.

La principale delusione della competizione femminile ha preceduto la canadese Kaetlyn Osmond, apparsa più tonica rispetto alle precedenti uscite e capace di rimontare cinque posizioni nel programma libero. La ventenne di base ad Edmonton, malgrado una pericolosa tendenza a finire fuori asse sugli elementi di salto, si è tolta la soddisfazione di precedere di quasi dieci lunghezze la campionessa nazionale canadese Alaine Chartrand, non andata oltre l'undicesimo posto causa il consueto festival di salti al limite con la rotazione.

Tra le deluse di giornata, figura anche la giapponese Kanako Murakami precipitata dalla seconda alla settima posizione al termine di una prova in cui è riuscita a completare correttamente solamente tre salti tripli e in cui si sono ripresentati gli atavici problemi legati alla rotazione mancante.

Park a parte, il movimento coreano, in grande ascesa per praticanti e qualità media, ha festeggiato le ottime prestazioni di Da Bin Choi e Na Hyun Kim, rispettivamente ottava e nona. Le due sedicenni hanno migliorato il rispettivo primato personale sciorinando un contenuto tecnico di alto profilo con nota di merito per le difficili combinazioni completate.

In ultimo, vanno rimarcate le incoraggianti prove della diciassettenne australiana Kailani Craine, tredicesima, e della sedicenne "padrona di casa" Amy Lin, quindicesima e finalmente capace di superare il limite tecnico mancante per prendere parte ai Mondiali di Boston. Sia l'una che l'altra hanno migliorato i rispettivi primati nazionali evidenziando un interessante bagaglio tecnico.

In virtù del risultato odierno, il Giappone ha archiviato il decimo successo della storia nelle competizioni femminili dei Campionati dei Quattro Continenti per un totale di ventotto medaglie.

 

CLASSIFICA FINALE

01) JPN - Satoko MIYAHARA
214.91 (1|1) PB
02) USA - Mirai NAGASU          
193.86 (3|2) PB          
03) JPN - Rika HONGO          
181.78 (4|5)          
04) KOR - So Youn PARK          
178.92 (5|7) PB          
05) USA - Gracie GOLD          
178.39 (9|3)
06) CAN - Kaetlyn OSMOND          
175.63 (11|4)          
07) JPN - Kanako MURAKAMI          
175.13 (2|13)
08) KOR - Da Bin CHOI          
173.71 (10|7) PB
09) KOR - Na Hyun KIM          
170.70 (8|8) PB          
10) CHN - Zijun LI          
167.88 (6|11)          
11) CAN - Alaine CHARTRAND          
165.73 (7|14)          
12) USA - Karen CHEN          
161.52 (12|10)
13) AUS - Kailani CRAINE          
157.82 (16|9) OR
14) CAN - Veronik MALLET          
155.98 (15|15)
15) TPE - Amy LIN          
155.61 (17|12) NR
16) CHN - Ziquan ZHAO          
147.79 (13|16) PB
17) AUS - Brooklee HAN         
135.75 (14|17)
18) RSA - Michaela DU TOIT         
121.12 (19|18)
19) CHN - Lu ZHENG          
118.73 (18|20)
20) HKG - Maisy Hiu Ching MA          
115.10 (20|19)
21) AUS - Katie PASFIELD          
95.78 (22|21)
22) THA - Thita LAMSAM          
89.56 (21|22)

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