Dallo speedskating al ciclismo, quante storie: Vollering è diventata la n° 1, Jasch e Tas agli esordi

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Luca Matassoni / T. Alps

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Dallo speedskating al ciclismo, quante storie: Vollering è diventata la n° 1, Jasch e Tas agli esordi

In queste ore, si parla tanto dell'intreccio multidisciplinare tra il pattinaggio di velocità e le due ruote. Sì, perchè "Deminator" ha vinto nuovamente la Freccia Vallone dopo il Fiandre, lei che per tanti anni ha sognato di diventare una big del ghiaccio, proprio ieri al Tour of the Alps il tedesco Lennart Jasch ha conquistato il primo successo da pro dopo aver lasciato nel 2024 la pista lunga come ha fatto, appena poche settiimane fa dopo aver sfiorato le medaglie ai Giochi di Milano Cortina, la belga Sandrine Tas che ha cominciato la sua avventura nel World Tour.

Dallo speedskating al ciclismo, quante storie di sport che si intrecciano con il passaggio definitivo, in tutti e tre i casi di cui vi parliamo, alle due ruote dopo aver disputato, chi più e chi meno ad alto livello, per tanti anni gare sui pattini (e non solo sul ghiaccio).

Cominciamo dalla curiosità più attuale, perché giusto nel pomeriggio di giovedì, Lennart Jasch ha coronato un sogno, tanto da risultare ancora incredulo nell’immediato post corsa ai microfoni delle televisioni di tutto il mondo: il classe 2000 tedesco ha gareggiato, sino a fine 2023, nel pattinaggio di velocità su pista lunga pur non ottenendo particolari risultati, per poi scegliere dopo un infortunio rimediato sul ghiaccio di cominciare con la bicicletta.

Nell’arco di un paio di anni, è stato in grado di vincere la sua prima gara a livello professionistico e ad un livello tutt’altro che banale, visto che ieri ha coronato una lunghissima fuga, arrivando in perfetta solitudine sul traguardo di Trento, sede della quarta e penultima frazione del Tour of the Alps, corsa di categoria ProSeries che vede tanti campioni del WT al via e in preparazione al Giro d’Italia.

Jasch corre per la Tudor Pro Cycling, ma nel team U23 (quindi non può partecipare a prove del massimo circuito) e con questo colpaccio nell’appuntamento euroregionale sogna eccome di poter firmare, per il 2027, un contratto per la formazione World Tour elvetica guidata da Fabian Cancellara, che l’ha ingaggiato in arrivo dalla squadra Rookies della Red Bull-Bora Hansgrohe, con la quale nel 2025 ha vinto il Giro del Friuli Venezia Giulia.

E la sorella del buon Lennart, la giovanissima Maira (classe 2005), continua invece con lo speedskating e  ha debuttato ai Giochi di Milano Cortina 2026 con un buonissimo 8° posto sui 5000 mt, nel giorno del trionfo bis di Francesca Lollobrigida.

Dal pattinaggio di velocità proviene anche la numero 1 al mondo, ormai da anni, del ciclismo femminile: Demi Vollering, infatti, ha sognato per tanti anni di diventare una big nel suo paese, i Paesi Bassi, dove questa disciplina è semplicemente religione, tanto che la fuoriclasse classe 1996 segue ancora con grandissima attenzione i risultati dello sport che ha praticato sino ai 17-18 anni, quando dopo il primo approccio sui pedali (avvenuta davvero in tarda età, avendo già compiuto all’epoca 16 anni) ha scelto poi una via definitiva.

Da ventiduenne, il passaggio da pro (era il 2019 e correva per una piccola formazione di casa, la Parkhotel Valkenburg) per diventare poi in breve tempo… “Deminator”, ovvero la superstar assoluta: l’esplosione nel 2021 con il trionfo nella prima monumento, la Liegi, poi il podio al Giro d’Italia (dove tornerà quest’anno per completare la “tripla corona” dei GT) e in serie è arrivato praticamente tutto nelle altre quattro stagioni e mezza, dal Tour de France 2023 alle due Vuelta Espana, nel 2024 e 2025, la seconda “Doyenne”, il Giro delle Fiandre (quest’anno con un numero clamoroso), l’Amstel Gold Race, due volte la Strade Bianche, i podi ai Mondiali tra gara in linea e cronometro, anche se a Vollering manca ancora la maglia iridata che insegue da tempo, e l’uno-due alla Freccia Vallone.

Il bis, per la nativa di Pijnacker, è arrivato mercoledì scorso e quel giorno, sul Mur de Huy in una delle classiche più importanti del calendario internazionale, ha debuttato nel Women’s World Tour… Sandrine Tas.

Ecco la terza storia, se vogliamo quella più acerba a livello ciclistico dopo una carriera da campionessa sui pattini, non solo quelli da ghiaccio: la classe ’95 belga, infatti, ha dominato per tanti anni sulle rotelle, poi nel 2018 ha scelto il pattinaggio di velocità su pista lunga.

Un percorso lungo, quello della ragazza di Ostenda, cresciuta stagione dopo stagione sino al debutto olimpico a Pechino 2022 e le grandi prestazioni di questo 2026, con i due argenti europei a gennaio in Polonia (sui 3000 e nel Team Pursuit) e poi la campagna a cinque cerchi sul ghiaccio di Milano, accarezzando per tre volte la medaglia; Tas, infatti, ha concluso quarta sui 5000, settima sui 3000 e quinta nella Mass Start conclusiva, proprio alle spalle di Lollobrigida.

A 30 anni, la decisione già maturata da mesi di cambiare definitivamente disciplina: lo scorso inverno, infatti, la belga aveva firmato (contratto annuale) con la Lotto Intermarché, una delle squadre di riferimento del movimento nel suo paese e, pur avendo già corso ad un buon livello visto che nel 2025 fu ottava nel campionato nazionale su strada, la Freccia Vallone è stato il vero esordio da pro per Sandrine, che ha terminato sulle terribili rampe di Huy con un onorevolissimo 57° posto.

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