Stefania e Amos, piedi per terra dopo un nuovo, storico trionfo: "Il lavoro di squadra ci rende più forti"

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Stefania e Amos, piedi per terra dopo un nuovo, storico trionfo: "Il lavoro di squadra ci rende più forti"

Il titolo mondiale del tandem d'oro Constantini-Mosaner è già leggenda, ora tutti li attendono per i Giochi Olimpici in casa, 4 anni dopo il capolavoro di Pechino dove è cominciata un'imbattibilità che dura da 22 partite. Il lavoro chiave del dt Marco Mariani e un intero movimento, quello del curling tricolore, che sogna ad occhi aperti Milano Cortina 2026.

Sempre coi piedi per terra, sempre uniti, sempre… invincibili.

Stefania Constantini e Amos Mosaner hanno completato un altro percorso clamoroso, da imbattuti sino alla medaglia d’oro conquistata nei campionati del mondo di doppio misto a Fredericton; sul ghiaccio canadese ci sono stati anche momenti difficili, vedi la rimonta sul Canada in un match chiave del girone e poi la durissima semifinale contro l’Estonia.

Nell’atto decisivo con la Scozia, per i campioni olimpici è stato tutto un po’ più in discesa, ma al 7° end è servito un colpo da fuoriclasse di Stefania per risolvere tutto e impedire la rimonta agli ex iridati Dodds e Mouat; Constantini-Mosaner diventano così i primi giocatori della storia a vincere sia il titolo ai Giochi che quello a livello iridato nella stessa specialità.

E sono 22 le partite vinte consecutivamente nei due grandi eventi, nel mezzo ci sono stati 3 anni in cui si sono dedicati a fare crescere ulteriormente i due quartetti che hanno ottenuto, pensando soprattutto ai Grand Slam vinti dal Team Retornaz, risultati importantissimi per l’intero movimento. Con il direttore tecnico Marco Mariani alla guida, rimodellando uno staff di altissimo livello, si va verso l’avventura olimpica in casa, quella di Milano Cortina 2026, con rinnovata fiducia.

L’Italia, lo ricordiamo, non aveva mai vinto un titolo mondiale a livello seniores (due settimane fa era arrivato quello, già storico, della squadra maschile juniores), mai neppure era arrivata una finale visto che il Team Retornaz (con Mosaner protagonista) aveva ottenuto due bronzi. “Ci divertiamo a giocare insieme e abbiamo fatto un ottimo lavoro di crescita, comunichiamo molto bene – ha raccontato Stefania subito dopo la finalissima – Le Olimpiadi in casa? C’è un processo di selezione, vedremo quello che succederà il prossimo anno. Rappresentare l’Italia sarebbe un’esperienza unica, anche perché saremo nella mia città natale”.

Cortina attende anche Amos Mosaner, anch’egli serafico prima di salire sul podio per festeggiare un titolo mondiale che è già leggenda: “Abbiamo giocato molto bene in questo torneo, sicuramente in alcune occasioni mi ha salvato Stefania! Il lavoro di squadra ci rende più forti e in questa occasione voglio dedicare la vittoria al mio preparatore fisico perché ha fatto un grandissimo lavoro a metà stagione. Andrea questo è per te”.

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