Vittozzi già proiettata verso il futuro (con novità tecniche) dopo un bilancio da sogno. "Fatico ancora a crederci"

Lisa Vittozzi emozionata: '
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Biathlonla campionessa azzurra

Vittozzi già proiettata verso il futuro (con novità tecniche) dopo un bilancio da sogno. "Fatico ancora a crederci"

Dopo l'addio di Dorothea Wierer e in attesa di ritrovare Tommaso Giacomel, la campionessa di Sappada è pronta a guidare la nazionale azzurra dopo una stagione di rientro da stella, con tre vittorie in CdM, il podio nella generale e soprattutto la storica gemma olimpica nell'Inseguimento. Con gli addii di Kahkonen e Romanin cambieranno tante cose per Lisa, ma aver ritrovato il suo livello e con continuità è la garanzia per un futuro ancora importantissimo.

Lisa Vittozzi è stata assieme a Tommaso Giacomel, fino a quando l’asso trentino è stato costretto a fermarsi in quella maledetta Mass Start olimpica che ha cambiato il corso degli eventi, corsa alla sfera di cristallo compresa, il riferimento assoluto dell’Italbiathlon nella stagione olimpica in cui, assieme ai due grandi veterani del gruppo, Dorothea Wierer che poi ha salutato e Lukas Hofer, gli azzurri hanno colto un argento favoloso nella staffetta mista di apertura dei Giochi.

Non è stata poi una rassegna a cinque cerchi semplice, in quel di Anterselva, per la nazionale di casa ma il bilancio è stato “sistemato” dal meraviglioso e storico oro della sappadina nell’Inseguimento. Se dopo le sfide olimpiche, la stessa Lisa aveva fatto trapelare la possibilità che il suo percorso agonistico potesse anche terminare con questa super stagione di rientro dopo lo stop completo del 2024/25, ecco che il gran finale l’ha portata a sciogliere la riserva e garantire che anche nel 2026/27 la stella della squadra femminile ci sarà, puntando magari sino ai Giochi 2030 (ma quella è un’altra storia…).

Certo, con cambiamenti importanti perché hanno annunciato l’addio alla nazionale le due figure più vicine a Vittozzi in questi ultimi anni, Jonne Kahkonen e Mirco Romanin, dando la sensazione che un ciclo si sia chiuso, con la campionessa azzurra che ha regalato loro le ultime grandi soddisfazioni.

Sì, perché le due tappe conclusive di Coppa del Mondo sono state strepitose da parte di Lisa; dopo la prima vittoria stagionale nell’Inseguimento di Hochfilzen, sono arrivati piazzamenti sul podio in serie, con il secondo timbro nello stesso format a Otepaa e poi il capolavoro nella Mass Start di Oslo-Holmenkollen, di nuovo… inseguendo, per prendersi il primo successo in assoluto in una partenza in linea e al tempo stesso il 3° posto nella generale, salendo in doppia cifra di hurrà individuali nel massimo circuito.

Sì, al netto dell’obiettivo Mondiale nella stessa località estone dove si è trovata benissimo, Vittozzi potrà puntare dritta alla sfera di cristallo assoluta, già messa in bacheca nel 2023/24, sfidando le stelle francesi nel prossimo inverno. “Se mi fermo un attimo a ripensare a tutto quello che è successo, faccio ancora fatica a crederci – ha scritto Lisa sui social, titolandola “La stagione del ritorno”, tracciando un bilancio della sua annata – Ci sono stati momenti in cui ho dubitato profondamente di me stessa.

Il mio corpo non rispondeva come volevo e alcuni giorni sembravano più grandi di me. Giorni in cui non sapevo se sarei mai riuscita a tornare quella di prima. Mi sono sentita sola, anche quando non lo ero davvero, e la battaglia più difficile è stata proprio quella contro me stessa. Ma dentro di me c’era qualcosa che non ha mai smesso di crederci, un filo sottile, fragile a volte, ma impossibile da spezzare.

Ho continuato a lottare, passo dopo passo, fino a raggiungere il mio sogno: l’oro olimpico. Non è stato solo un traguardo. È stata una rinascita. Grazie a chi mi è stato accanto, a chi non ha mai smesso di crederci, anche quando tutto sembrava fermo e quando in pochi vedevano quello che io sentivo dentro. Questa vittoria ha un sapore diverso, è la chiusura di un cerchio, la ciliegina sulla torta di una carriera che oggi guardo con amore, gratitudine e orgoglio. Eternamente grata”.

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