Il progetto di Jacquelin per un futuro nel ciclismo? Prosegue con il camp assieme ai big della Decathlon: "Capirò molto"

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Sergio Piumetto

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Il progetto di Jacquelin per un futuro nel ciclismo? Prosegue con il camp assieme ai big della Decathlon: "Capirò molto"

Il campione olimpico di staffetta, pronto a tornare nel mondo del biathlon per il grande obiettivo dei Giochi in casa nel 2030, ha raccontato all'IBU i prossimi passi, mentre sono i giorni "caldi" del Tour de France verso le Alpi, che Emilien ha scalato tantissime volte nelle ultime settimane, dopo aver risolto un infortunio alla spalla. Lavorerà in altura con i corridori che preparano la Vuelta, dopo aver partecipato ad una prima corsa il 5 luglio e sempre con Pantani nella mente e nel cuore.

Emilien Jacquelin e il progetto ciclismo, il suo primo vero amore, proseguirà almeno per le prossime settimane, prima di prendere una decisione sul futuro agonistico.

Uno degli assoluti protagonisti del biathlon mondiale, come già annunciato appena terminata la scorsa stagione, ha deciso di provarci con la grande avventura a due ruote per diventare, a 31 anni (compiuti lo scorso 11 luglio), un corridore professionista: l’ingaggio all’interno della seconda formazione della Decathlon CMA CGM, ovvero la compagine “NewGen”, è stato il primo passo per il campione francese, grandissimo tifoso di Marco Pantani che, agli ultimi Giochi Olimpici, ha reso omaggio al “Pirata” con un gesto davvero unico (QUI su NEVEITALIA abbiamo raccontato la storia), indossando l’orecchino del campione di Cesenatico, donatogli dalla famiglia, ma anche la bandana per sentirsi davvero come il suo idolo.

Laureandosi campione olimpico con la staffetta maschile e conquistando il bronzo nell’Inseguimento, dopo la beffa della Sprint, per una stella che dovrebbe tornare alla disciplina invernale che l’ha reso grande per preparare i Giochi Olimpici di casa, quelli di Alpes 2030.

Con la Decathlon, che sta vivendo i giorni decisivi del Tour de France con l’enfant prodige della squadra transalpina, Paul Seixas, 4° in classifica generale e in piena lotta per la maglia bianca di miglior giovane, Jacquelin ha dovuto rallentare questo suo approccio al ciclismo pro per un infortunio alla spalla rimediato in primavera.

Poi la ripresa completa degli allenamenti e tantissimo lavoro sulle sue Alpi tra giugno e luglio, scalando i colli mitici con decine di volte sul Galibier, dove Pantani conquistò di fatto il Tour 1998 e che la Grande Boucle 2026 affronterà sabato nel “tappone” con arrivo all’Alpe d’Huez; Emilien ha incontrato nuovamente Sergio Piumetto (nella foto i due in vetta), storico tifoso del fuoriclasse romagnolo e in continuo contatto con mamma Tonina Pantani, che ha “adottato” Jacquelin come figura che sta rappresentando Marco nello sport mondiale.

Lo scorso 5 luglio, il classe 1995 francese ha disputato la sua prima corsa a 15 anni dall’ultima volta quando ancora era un ragazzino: un piccolo appuntamento del calendario nazionale, per la 35^ edizione del Grand Prix des Avenieres – Souvenir Marius-Vial che Jacquelin ha concluso con un onorevolissimo 4° posto. Intervistato dall’IBU, l’olimpionico ha svelato che ora nel suo menu c’è un camp in quota con la prima squadra della Decathlon che poi affronterà la Vuelta Espana (dal prossimo 22 agosto).

Un test per capire a che punto è il suo livello e se davvero può valere la pena di provarci per affrontare, dal 2027, una vera stagione nel grande ciclismo: “Parteciperò ad un lungo ritiro, tre settimane in altura, con i giovani e lo stesso gruppo della Vuelta – ha raccontato Emilien alla federazione internazionale del biathlon – Sarà davvero impegnativo e mi sto impegnando per essere al massimo della forma durante questo camp.

Saprò dopo cinque o sei giorni se ce la farò. Lo staff mi ha detto che non è una questione di risultati, ma della mia capacità di gestire la situazione e, se tutto andrà bene, la storia nel ciclismo potrà continuare”. In tal caso, la stagione 2026/27 con sci ai piedi e carabina sulle spalle sarà da escludere al 100%.

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