Dopo una Olimpiade deludente e qualche giorno di silenzio, la ventiquattrenne francese, che dal 2022 gareggia per il Belgio, racconta sui suoi profili social l'incubo che ha attraversato nelle ultime settimane.
Mercoledì 25 Febbraio, 15:50
Sesta in questa stagione nella 15 km di Oestersund e ottava poco più di un anno fa nella Sprint dei Campionati Mondiali di Lenzerheide, Maya Cloetens era attesa, alla sua prima partecipazione ai Giochi Olimpici, a prestazioni di primo piano ma la realtà è stata diversa nelle sfide a cinque cerchi di Anterselva. Trentatreesima nella 15 km, ventiseiesima nella Sprint, trentasettesima nell'Inseguimento; il miglior risultato è stato il tredicesimo posto nella staffetta femminile.
Sul suo profilo Instagram, la biathleta belga ha raccontato ieri di avere scoperto il 20 gennaio dopo un controllo, per uno strano dolore alla caviglia che sentiva da qualche settimana, di avere subito una frattura da stress al perone. Un problema con una diagnosi, sei settimane di immobilizzazione, che avrebbe cancellato il sogno olimpico.
Coetens decide però di provare a partecipare lo stesso ai Giochi con il supporto di un team dedicato con indicazioni dei medici e allenamenti adattati dai preparatori atletici e dai fisioterapisti. Un lavoro di squadra che le consente di partecipare, praticamente senza dolore scrive, a tutte le gare alle quali è iscritta comprese le due staffette.
Ma dopo la 15 km inizia a provare dei sintomi poco rassicuranti e il verdetto, a 48 ore dalla Sprint, è Covid. Cloetens racconta di aver risparmiato ogni sua forza per dare tutto nella mezz'ora della gara e di essere fiera di avere concluso con un 10/10 al poligono, un ottimo ultimo giro e la ventiseiesima posizione superando i limiti che il suo corpo le poneva.
Resta la delusione, dopo due anni nei quali ogni allenamento ha avuto il gusto dei Giochi Olimpici. "Quando gli sforzi non sono ricompensati", confessa Maya, "fa male. Ci ho creduto fino alla fine, sono caduta dall'alto. Ma la caduta non è stata mortale e mi ha insegnato un sacco di cose. Questi Giochi si sono trasformati in una lotta mentale contro la pressione, le attese, l'eccitazione, un infortunio e una malattia: una lotta che ho vinto".
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