Mercoledì 22 Novembre, 0:05
Utenti online: 1094
Sapori di Montagna
Maura Riva
Maura Riva
Food Blogger

Valle d'Aosta DOC: un nome per un panorama vinicolo variegato

Valle d'Aosta DOC: un nome per un panorama vinicolo variegato

Coltivare la vite nei territori di montagna non è un lavoro semplice. Ci sono infatti luoghi dove le particolari condizioni climatiche, l'esposizione, la pendenza e le caratteristiche dei terreni rendono difficile la vita dei viticoltori. Ma il recupero di un'antica tradizione e la valorizzazione del territorio attraverso la viticoltura sono diventate priorità anche là dove sembra impossibile: in Valle d'Aosta. Per chi arriva da sud l'immagine delle viti coltivate a quelle pendenze, a un passo dal cielo, rimane impressa. Ed è per quello che la Valle d'Aosta rappresenta un esempio di viticoltura eroica.

La coltivazione della vite in Valle d'Aosta ha una tradizione plurimillenaria, sembra infatti che la vite sia giunta sul territorio ancora prima delle legioni romane. Alcuni resti d'anfore attestano la presenza della vite già a partire dal V secolo a.C. Dopo aver abbandonato e ripreso più volte la coltivazione della vite, a causa delle invasioni barbariche e saracene, nel Medio Evo vennero recuperati e diffusi i vitigni autoctoni.

È a fine '800 che la viticoltura in Valle d'Aosta vede la sua massima espansione, con 3.000 ettari di terreno coltivati a vite. Dopo la comparsa delle malattie importate da oltreoceano, che indebolirono i vitigni autoctoni, vennero introdotti i vitigni francesi e piemontesi. Da qui la viticoltura valdostana ha visto una contrazione evidente.

Dagli anni '70, invece, i "vignerons" presenti sul territorio, hanno iniziato a dare una svolta alla coltivazione della vite e alla produzione di vino. Il paesaggio viticolo in Valle d'Aosta è spettacolare: la vite viene coltivata su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. Spesso le pendenze rendono il lavoro quasi impossibile, ma affascinante, per chi arriva a visitare la zona.

Oggi gi ettari coltivati sono circa 600 e la produzione valdostana rappresenta lo 0,1% di quella italiana. Ma sono la qualità del prodotto finale e le difficoltà di produzione a fare la differenza.

Il territorio viticolo valdostano è variegato, i principali vitigni a bacca bianca coltivati in Valle d'Aosta sono: Prié blanc, Moscato bianco, Müller-Thurgau, Chardonnay, Pinot grigio, Petite Arvine. Mentre quelli a bacca rossa sono: Petit rouge, Nebbiolo, Pinot nero, Gamay, Fumin, Cornallin, Mayolet e Syrah. La ricchezza della viticoltura valdostana risiede nei vitigni autoctoni, riscoperti e reimpiantati specialmente negli ultimi anni. Grazie a qusta attenzione alle origini oggi è ancora possibile gustare vini di vitigni antichi come Cornalin, Gros Vien, Muscat Rouge e Premetta.

Negli anni '70 sono arrivate le prime Denominazioni di Origine Controllata per i vini Donnas e Enfer. Dal 1985, invece, la DOC "Valle d'Aosta" o "Vallée d'Aoste" comprende tutti i vini di qualità prodotti in valle, che oggi è rappresentata da 7 sottodenominazioni di zona e 19 sottodenominazioni di vitigno.

Scoprire questo territorio splendido, il sapore dei numerosi vini prodotti e il fascino delle coltivazioni terrazzate è possibile seguendo la strada dei Vini della Valle d'Aosta.

Gli itinerari previsti sono 5:

 

i vini del Monte Bianco,i vini del Gran Paradiso,i vini del Monte Emilius,i vini del Monte Cervino,i vini del Monte Rosa.

 

Per maggiori informazioni http://www.routedesvinsvda.it/

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA