Il messaggio di Moioli: "Le ferite fanno parte di noi, ai Giochi ho lottato per quello". Deromedis-Tomasoni, che coppia!

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Il messaggio di Moioli: "Le ferite fanno parte di noi, ai Giochi ho lottato per quello". Deromedis-Tomasoni, che coppia!

Altre voci dal Media Day FISI al Teatro Armani, con la fuoriclasse dello SBX due volte a medaglia nei Giochi di casa, pochi giorni prima di vedere, nella stessa Livigno, i fari dello skicross azzurro firmare un'impresa clamorosa e storica. Il campione olimpico: "L'unica cosa più bella di vincere l'oro è condividere il podio con un compagno ed è successo con Federico".

L’incontro organizzato ieri dalla FISI al Teatro Armani di Milano, per la chiusura del cerchio di un’altra splendida stagione agonistica dopo quasi 6 mesi di confronti e sfide, su tutte quelle olimpiche di Milano Cortina 2026, ha dato l’opportunità di ritrovare anche campioni azzurri che, ai Giochi di casa, sono stati semplicemente eccezionali.

Come Michela Moioli, che sulle nevi di Livigno ha conquistato in serie la terza e quarta medaglia a cinque cerchi di una carriera leggendaria: bronzo nella gara individuale, argento due giorni dopo in quella a squadre formando il tandem con Lorenzo Sommariva. A metà di quella settimana, però, la fuoriclasse bergamasca era caduta in allenamento, colpendo in maniera violenta sulla neve con il viso, oltre ad abrasioni varie sul corpo, tanto da rimanere in dubbio per l’appuntamento che la vide laurearsi campionessa olimpica nel 2018, sino a poche ore dallo start della qualificazione mattutina.

Poi l’ennesima gemma per salire sul podio nella terza Olimpiade consecutiva, quella cui teneva di più “Michi”, che nella località valtellinese è di casa e ha spinto i Giochi in Italia, assieme all’amica Sofia Goggia, con quel famoso discorso al CIO di fine giugno 2019 a Losanna, atto finale di una candidatura vincente. “Non stavo benissimo dopo la caduta – ha raccontato Moioli sul palco del Teatro Armani, tornando su quei giorni olimpici – Il giorno della gara individuale, ci tenevo però talmente tanto ad esserci per il gusto di coronare quel percorso partito nel 2019, non tanto per la medaglia; volevo esserci con tutta me stessa e anche con le ferite, fuori e dentro, perché quelle fanno parte di noi e ci fanno anche crescere”.

C’è stato poi lo show della super coppia azzurra dello skicross, dopo quello inscenato in pista il 21 febbraio 2026, “il giorno dei giorni” (canterebbe Ligabue) di un movimento in crescita pazzesca e, con la doppietta oro-argento nella gara maschile vinta da Simone Deromedis e con Federico Tomasoni alle sue spalle, arrivato alla sublimazione.

Il ragazzo di Castione della Presolana ha scherzato, duettando con la conduttrice Cristina Fantoni, sul fatto che allungando la mano all’arrivo sia riuscito, per una questione di centimetri, a battere Alex Fiva per concludere 2° nella tormenta di Livigno. “Ci alleniamo eccome anche per il modo di tagliare il traguardo il prima possibile – la spiegazione di Tomasoni – Quel che è successo alle Olimpiadi, ma anche all’ultima gara della stagione per Simone, ti dimostra quanto conti. Poi quel risultato mi ha dato ancora più fiducia e stando bene fisicamente è arrivato il 5° e poi la vittoria a Craigleith”.

In Canada, il bergamasco ha ottenuto il primo successo in CdM, per il “Dero” invece l’ottavo nel massimo circuito, pure in quel caso con le… dita decisive per contenere il grande rivale Howden, nella sfida conclusiva di Gaellivare.

Ed eccolo il campione olimpico (2° nella classifica finale di CdM alle spalle dell’asso canadese), con parole bellissime rivolte proprio a Tomasoni e alla sua squadra, che guida da leader vero ormai da anni, 5° ai Giochi di Pechino 2022 e poi con i primi trionfi e la medaglia d’oro ai Mondiali 2023. “L’unica cosa più bella di vincere le Olimpiadi è condividere il podio con un compagno – ha raccontato il classe 2000 della Val di Non – Già ai quarti di finale abbiamo cominciato a fare le batterie insieme a Fede, quando abbiamo buttato fuori Howden (miglior tempo in qualificazione anche in quella occasione), che era il favorito, ci siamo detti “oggi facciamo due medaglie, non una”.

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