Dopo l'amaro Mondiale in Svizzera, si separano le strade tra la nazionale azzurra e coach Jukka Jalonen

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Vanna Antonello

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Dopo l'amaro Mondiale in Svizzera, si separano le strade tra la nazionale azzurra e coach Jukka Jalonen

Hockey su ghiaccio: il plurititolato tecnico finlandese lascia la panchina del "Blue Team", retrocesso dalla Top Division dopo una rassegna iridata senza vittorie. Il ds della nazionale Stefano Zisser: "Ha avuto un approccio differente dalle guide del passato e ha lanciato tanti giovani in queste due stagioni, possiamo solo ringraziarlo".

La partita tra Italia e Slovenia di lunedì scorso è stata l’ultima di Jukka Jalonen alla guida dell’Italhockey maschile. Le strade dell’head coach finlandese e della nazionale si dividono alla scadenza naturale del contratto di Jalonen, che era iniziato il 5 settembre 2024 e prevedeva un accordo per due stagioni.

Questo accordo però si sarebbe potuto allungare, perché da inizio 2026 la Federazione italiana Sport del Ghiaccio ha avviato delle trattative con il 63enne finnico per capire se ci fosse la disponibilità a rimanere sul pancone azzurro, ma così non è stato. Troppo forte per il nativo di Riihimaki il desiderio di tornare in patria e cercare nuovi stimoli, e così accadrà dalla prossima stagione sportiva nella quale Jukka Jalonen sarà il Senior Advisor dell’HPK di Hämeenlinna, formazione della Liiga dove andranno a giocare i gemelli Gabriel e Raffael Nitz, 19enni di Bressanone con il primo reduce dall’esperienza al Mondiale Top Division in maglia azzurra.

Due le stagioni del plurititolato finlandese (oro olimpico 2022, bronzo olimpico 2010, tre ori, un argento e un bronzo iridato) con l’Italia, paese che aveva già avuto modo di conoscere nel 1998/99 alla guida dell’Alleghe. Dopo la presentazione a Milano del settembre di due anni fa, la prima annata si è conclusa con il secondo posto e la promozione al Mondiale di Prima Divisione Gruppo A di Sfantu Gheorghe. Molto importante la stagione appena conclusa, con gli azzurri impegnati alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 e ai Mondiali Top Division svizzeri, esperienze chiuse entrambe senza successi ma con diverse prove importanti a livello di orgoglio e impegno sul ghiaccio, e una Nazionale capace in certe occasioni tra Giochi e torneo iridato di ben figurare contro le potenze dell’hockey mondiale.

Anche se la retrocessione dalla Top Division ha fatto certamente male, visto che il potenziale c’era per farcela tra Danimarca e Slovenia negli ultimi due dei sette incontri della rassegna iridata di Friburgo.

Queste le considerazioni di Stefan Zisser, Direttore Sportivo delle Squadre Nazionali di hockey su ghiaccio per la FISG, sulla conclusione del rapporto con Jukka Jalonen: “In queste due stagioni i giocatori e lo staff hanno avuto modo di apprezzare un tecnico dall’approccio molto diverso rispetto a quelli del recente passato. Che fosse ai raduni per le amichevoli di novembre o alle Olimpiadi, Jalonen è sempre stato lo stesso, con un approccio diretto alla preparazione delle partite e la ricerca di un sistema di gioco veloce e con direttive chiare.

Ritengo che sia i ragazzi in pista sia le persone che hanno lavorato con lui possano aver appreso molto dalla sua esperienza, e tra gli aspetti più importanti che si sono visti c’è sicuramente la compattezza di una Nazionale che è cresciuta dal punto di vista dell’unità nell’ultimo periodo. Mi piace anche sottolineare come durante il percorso di queste ultime due stagioni Jalonen abbia voluto dare spazio a tanti giovani, convocandoli anche per eventi come le Olimpiadi o il Mondiale Top Division e responsabilizzando diversi giocatori che saranno il futuro dell’Italia.

Io e tutta la Federazione lo ringraziamo e gli auguriamo il meglio per le sue esperienze future”.

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