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Una giornata sulle piste di Sestriere

bertin66
22 Gennaio 2007
Giudizio:
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Tanto per cominciare conviene assaggiare il comprensorio sporgendosi dalla cima della Motta. Si raggiunge la vetta a 2823 metri con uno skilift che si trova all’uscita della funivia Banchetta. Qui lo scenario è magico: la vista spazia a 360 gradi, fra cime altissime e innevate, tali da togliere il fiato.
Parte da qui anche la pista olimpica della discesa libera maschile, la Kandahar con un muro che gli sciatori normali possono percorrere solo con un ragionevole numero di curve. Si arriva alla Banchetta, da cui si diramano diverse piste, che scendono fino a fondo valle: la Kandahar Banchetta, la più  tecnica, con salti e belle pendenze, ideali per far correre gli sci e godersi la velocità; Chisonetto (con un rifugio dove si può cenare la sera e rientrare in motoslitta); Normale; Anfiteatro.
Da quest’anno c’è anche una seggiovia che sale a Banchetta da Traverse, in Val Troncea (Pragelato) e offre la possibilità di effettuare una nuova discesa-gita davvero stupenda, soprattutto con neve primaverile.
È sempre giù dal Motta, dirigendosi questa volta verso destra, dalla direzione di arrivo, si raggiungono le fantastiche piste 32 e 33. Ci si avventura sulla montagna in discese-passeggiate lontani dalla folla di sciatori, immersi nella natura. Si arriva alle falde della montagna La Rognosa o della discesa di San Giacomo, famose per le molte imprese di sci alpino.
Tornando alle diverse opportunità offerte da Banchetta, la Kandahar è la continuazione della discesa libera, con pendenze meno impegnative rispetto al terrificante schuss iniziale. È varia ed entusiasmante. Nella parte finale si addentra in una pineta, ma sempre con grandi ampiezze di tracciato. Il piazzale di arrivo è quello dove si concludono la libera e il Super G, ben noto quindi, a chi ha assistito alle gare olimpiche. Sulla destra di questa pista si trova il vallone dell’Anfiteatro, servito da due seggiovie per la risalita.
Se si viene a Sestriere non si può perdere l’Anfiteatro: una conca naturale di grande bellezza, riparata dai venti, con neve sempre fresca (si trova a 2600 m) dove si scia davanti al panorama mozzafiato della Val Tisone, con discese facili ma veloci e un piacevole posto di ristoro, il Raggio di sole, a fondo pista.  Dall’Anfiteatro si può risalire in vetta alla Banchetta, oppure scendere a valle con un percorso in pineta, un po’ aspro e spesso non troppo innevato.
Il versante La Motta Banchetta, pur validissimo lungo l’arco dell’intera giornata, è però ideale per sciare al mattino, quando è ben esposto al primo sole. Tutte queste discese finiscono nel rione di Borgata Sestriere, da cui si risale con due seggiovie a Sestriere, oppure con un’ovovia verso il Col Basset per il vallone di Rio Nero, o per Sansicario, o ancora per Sauze d’Oulx.
È invece meglio attendere il pomeriggio (in mattinata la neve è ancora troppo dura) per salire al Sises e affrontare la mitica pista, ripida e impegnativa, che scende fulminea su Sestriere. Gli habitué del “Colle” amano chiudere le giornate con una o due discese dal Sises, verso le 16.30, con neve perfetta, pochi sciatori intorno, luci morbide che preludono al tramonto.  Se però non si è esperti, conviene limitarsi alle piste delle pendici inferiori, Cit Roc e Garnel, meno ripide e molto ben servite dagli impianti di risalita. Lungo il pendio del Cit Roc viene disputata la gara di slalom speciale. Questa discesa è stata ribattezzata con il nome di Giovannino Agnelli, figlio di Umberto scomparso nel 1997, che sciava spesso qui.
Per gli amanti del fuoripista, con neve fresca si può scendere il Sises sul versante sinistro, guardando il monte: è un percorso difficile e impegnativo e non sempre la neve lo consente.  Ci si può avventurare nel 1°, 2°, 3° e 4° vallone con emozioni sempre nuove.  Percorrendo il 1° vallone si può raggiungere Grange Sises, dove parte uno skilift per il ritorno.   Purtroppo se si arriva più a valle sulla provinciale per Bousson o in Valle Argentera occorre organizzarsi per il rientro in taxi.
Il paesino di Grange Sises è una ricostruzione moderna in stile alpino realizzata intorno a un nucleo originale di antiche baite, come la Brua, dove si gusta un’ottima polenta. Ci sono due o tre piste che collegano Sestriere con Grange Sises: molto belle, hanno anche il vantaggio di essere poco conosciute e quindi non affollate.
In caso di nevicate recenti, si possono trovare divertenti varianti in neve fresca.

Merita anche il versante a nord di Sestriere, quello opposto alle montagne di Sises e Banchetta. Si sale sul Monte Fraiteve da cui partono altre discese, con impianti realizzati in tempi più recenti. Si tratta in primo luogo dei valloni di Rio Nero, con piste veloci e facili su versanti levigati, ben attrezzate per la risalita.
Il nome è tratto dalla discesa che si effettuava in neve fresca quando gli ultimi impianti non esistevano e, partendo dal Fraiteve, si scendeva fino a Rio Nero, stazioncina turistica vicina a Oulx. Era una delle discese più lunghe delle Alpi e s’incontrava ogni tipo di neve lungo il percorso, con passaggi leggendari.




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