Sabato 25 Novembre, 9:01
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Michela Caré
Michela Caré
Giornalista

Si lavora sul progetto della funivia di collegamento Trento - Monte Bondone. Intervista al Consigliere Dario Maestranzi

dario maestranzi

Una funivia che collega Trento al Monte Bondone. Una funivia che collega la città alla montagna. Un progetto di cui se ne parla tanto tempo, un’infinità,  da circa80 anni, e che forse adesso potrebbe diventare realtà.  Il primo a crederci è Dario Maestranzi, Consigliere comunale di Trento con delega allo sviluppo economico del Monte Bondone, che ha illustrato a Neveitalia la situazione attuale.

Come si sviluppa lo studio di fattibilità della funivia?

L’argomento della funivia è al centro del dibattito politico.  Lo studio di fattibilità che abbiamo proposto è diviso in tre parti: la prima parte è finanziaria; la seconda parte riguarda le ricadute che la funivia avrebbe sulla città di Trento. A questo proposito  l’impianto non deve essere visto solo in ottica invernale, ma anche in funzione estiva e per tutte le altre stagioni. La montagna va vissuta 365 giorni  l’anno.  I turisti e i cittadini potrebbero prendere la funivia non solo per andare a sciare, ma anche per andare a fare una passeggiata, prendere il sole, fare un giro in bicicletta, scappare dal caldo, vedere Trento dall’alto, la catena montuosa del Brenta e poi tutta una serie di attività che stiamo cercando di portare al Monte Bondone.  La terza parte dello studio è invece concentrata sul tragitto. Ci sono ancora dei dubbi su dove far  partire la funivia. Abbiamo pensato a tre stazioni intermedie: Sardagna, Vaneze e Vason.  La stazione a monte verrebbe posta a quota 1600 metri. Le prime due parti dello studio sono state concluse. Manca  l’aspetto del tragitto. Solo quando quest’ultimo sarà pronto renderemo noto lo studio.

Quali sono i costi per la realizzazione dell’impianto?

La funivia verrebbe a costare intorno ai 30 milioni, mentre i costi gestione si  aggirerebbero intorno a 1 milione e mezzo l’anno. Per costi di gestione intendo l’utilizzo della funivia per 365 giorni, con orario dalle 7 alle 22, e l’uso di servizi come  ristoranti, bar e parcheggi. Bisogna trovare un privato che metta almeno 1/3 della spesa, trovare una cordata di privati che sostengano l’opera, un finanziamento da parte del Comune e un contributo da parte dei cittadini. Qualche privato si è già interessato.

Quali vantaggi  porterebbe la realizzazione della funivia?

Tempo fa è stata fatta un’indagine da Trentino Sviluppo da cui sono state tratte  conclusioni molto ottimistiche: 30%  in più di presenze, un aumento del 25% della spesa media del turista, aumento del 20% degli immobili sul Monte Bondone, 15 posti fissi di lavoro per la funivia, dai 200 ai 300 posti di lavoro indiretti dovuti  al maggior lavoro degli esercizi commerciali, degli alberghi e delle ristrutturazioni perché Monte Bondone diventerebbe fonte di investimenti. Si muoverebbe tutto l’indotto intorno all’edilizia. Sono ricadute che sono milionarie. Si tratta di un’infrastruttura che porterebbe molti più vantaggi che svantaggi. Attualmente abbiamo affidato un nuovo studio per valutare questi aspetti anche alla Facoltà di Economia di Trento.

Oltre alla funivia, come intendete rilanciare Monte Bondone?

La nostra grande scommessa è rilanciare il Monte Bondone 365 giorni l’anno. Ne ha tutte le caratteristiche. Stiamo progettando la costruzione di due campi da basket, la messa in sicurezza degli itinerari per sci alpinismo, un bike park, allargamento di una palestra di rocce che possediamo,  allargamento del campo scuola oltre a rivalorizzare alcune mitiche piste che sono state abbandonate. Abbiamo anche rimodernato lo snowpark. Vogliamo rilanciare il Monte Bondone battendoci sia sulle cose semplici come quelle appena elencate sia sulle cose più strategiche come la funivia.

 

 

 

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