Più veloce, più moderna, più capiente: la nuova telecabina di La Thuile debutta nell'inverno 2026/2027

La Thuile, nuova telecabina a 10 posti per la stagione invernale 2026/2027
Valle d'AostaNUOVI IMPIANTI

Più veloce, più moderna, più capiente: la nuova telecabina di La Thuile debutta nell'inverno 2026/2027

La telecabina andrà a sostituire due seggiovie ormai obsolete: La Combe per i principianti e Chaz Dura (o Terres Noires, come era da molti conosciuta). Per la fine del 2027 è prevista anche la realizzazione di un ristorante in quota con terrazza panoramica.

La nuova telecabina ha l'obiettivo di ampliare l'offerta turistica della località e far vivere a tutti un'esperienza unica in montagna. 

Per lo sciatore, le 74 cabine da 10 posti e una portata oraria di 3.000 persone sono una promessa di velocità e confort per coprire i 600 metri di dislivello e raggiungere la partenza delle piste 9 e 10 oltre ad avere un accesso diretto alla zona del Piccolo San Bernardo: ma parlare solo di questo sarebbe riduttivo. La grande novità è che l’impianto sarà accessibile anche ai pedoni, dando loro la possibilità di godere di una vista a 360° sulle Alpi italiane e francesi, con il Monte Bianco a troneggiare imponente su tutto il panorama, che spazia poi verso il ghiacciaio del Rutor raggiungendo anche il massiccio del Rosa e il Cervino, senza dimenticare il versante d’oltralpe nel quale nelle giornate terse si può scorgere fino al Massiccio Centrale.

Un target molto diverso da quello dello sciatore mediamente esperto, che era l’unico a poter godere di questa vista utilizzando la seggiovia aperta appunto solo agli sciatori. Non solo: lo sciatore principiante potrà scendere alla stazione intermedia per accedere ai quasi 10 km di piste blu che sono presenti nella zona di Les Suches, facilitando per i principiantissimi la risalita con l’impianto, più agevole e più confortevole. Anche gli sciatori meno esperti quindi potranno prendersi una pausa dalle discese per arrivare in cima e lasciarsi avvolgere dall’immensità dello spazio che circonda questo belvedere naturale, per poi ridiscendere con la telecabina senza dover affrontare piste non ancora alla loro portata. 

Già così sarebbe un atout importante, ma non ci si vuole limitare all’inverno: la telecabina sarà aperta anche d’estate, per i pedoni e per i bikers. E se per i primi si apriranno anche una serie di passeggiate in quota, più facilmente raggiungibili grazie al superamento agevole del dislivello altrimenti importante, per i secondi sono in progettazione altri tracciati di enduro, facili e facilissimi, per rispondere alle esigenze dei turisti sempre più numerosi che cominciano a cimentarsi con la mountain bike. Senza contare che per i più esperti sarà più semplice raggiungere i tracciati già esistenti – e di livello più elevato – sul versante del Piccolo San Bernardo, o provare la nuova pista in realizzazione che correrà sulla cresta della montagna per scendere verso Pont Serrand. Non dimentichiamo poi i cicloescursionisti che, come i pedoni, potranno sfruttare la risalita per ridurre il dislivello pedalato e quindi raggiungere percorsi altrimenti difficilmente accessibili per un ciclista medio, tra cui il percorso transfrontaliero inaugurato qualche anno fa, che collega La Thuile con La Rosiere anche d’estate.

 

Proprio in ragione dell’obiettivo finale che la costruzione di questo nuovo impianto ha, ovvero l’ampliamento dell’offerta turistica, dopo l’inaugurazione prevista per dicembre 2026 un’altra evoluzione è prevista per la fine del 2027: la realizzazione di un ristorante in quota, con terrazza panoramica a sbalzo, che renderà il luogo ancora più magico e nel contempo confortevole in tutte le stagioni.

Un aperitivo, un pranzo o un semplice caffè di fronte al Monte Bianco, non sono cose da tutti i giorni. Ma saranno in questo caso alla portata di tutti.

Oggi la clientela è sempre più esigente, ed è sempre più variegata – dichiara il Presidente di Funivie Piccolo San Bernardo spa Killy Martinetper questo investimenti di questa portata devono e vogliono essere poliedrici, per soddisfare le esigenze di target più ampi e accogliere quindi un turismo fatto non solo di sportivi, ma anche di persone che semplicemente amano la montagna, ma che senza queste infrastrutture non avrebbero la possibilità di viverla, e di condividerla con i propri cari.”

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