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Colere (BG): ultima chiamata per salvare la stagione sciistica

Le seggiovie di Colere
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Angela Braganti

Lombardia

Colere (BG): ultima chiamata per salvare la stagione sciistica

Le probabilità che la stagione sciistica a Colere (BG) inizi con regolarità sono ormai ridotte al lumicino. Una brutta notizia per gli appassionati di sci, ma soprattutto un duro colpo per tutta la Val di Scalve, i cui abitanti hanno protestato in massa lo scorso week-end in una manifestazione popolare. Dal punto di vista economico la chiusura della stazione sciistica di Colere farà si che molti rimangano senza lavoro, dai bar ai maestri di sci, sono tanti coloro che vivono grazie agli impianti.  Ma soprattutto vengono compromesse anche per il futuro le possibilità di sviluppo del turismo invernale nella Val di Scalve ed il possibile collegamento con Lizzola.

Tanto per cambiare il problema è la grave mancanza di risorse economiche. Lo scorso anno la neve è arrivata tardi e i ricavi sono stati di gran lunga inferiori rispetto al passato. La Sirpa, società storica che gestisce gli impianti di Colere, nella stagione sciistica 2011/2012 ha incassato 700 mila euro in meno rispetto al 2010/2011.
Negli ultimi giorni si è tentato di percorrere la strada di un finanziamento da parte degli istituti di credito, che purtroppo non hanno accettato l'offerta dei gestori di ipotecare i rifugi. Le banche hanno fatto sapere che non bastano garanzie sulle strutture, che peraltro risultano già in parte ipotecate, ma chiedono ai soci di esporsi direttamente e di ipotecare la propria casa.

L'unica possibilità a questo punto perché a Colere si riescano ad aprire gli impianti a Dicembre sembra essere l'intervento di un ente pubblico esterno che si faccia carico delle perdite.
Il comune di Colere, tramite il Sindaco Belingheri fa sapere di non avere la disponibilità necessaria e di non ritenere legale un eventuale esproprio della proprietà degli impianti per garantire la stagione sciistica.
L'amministrazione provinciale interviene per voce dell'assessore al Lavoro Enrico Zucchi, che dopo aver incontrato i vertici della Sirpa e il sindaco di Colere si propone di verificare se la Confiab (Consorzio fidi dell'associazione artigiani) potrà supportare Sirpa fornendo garanzie al sistema bancario.  Un incontro in tal senso è atteso per i prossimi giorni.

Secondo Claudia Ferrari, delegata al Turismo della Comunità montana Val di Scalve, "la chiusura di Colere pone un macigno anche sulla possibilità di costituire dall'anno prossimo il comprensorio sciistico con Lizzola e dare un nuovo slancio allo sviluppo del territorio".
Proprio la settimana scorsa era arrivato il via libera dalla Giunta regionale, con un'apposita delibera promossa dal presidente Formigoni, della valutazione ambientale strategica (Vas) relativa al nuovo perimetro del demanio sciabile che dovrebbe collegare l'alta Val Seriana e la Val di Scalve con le varianti al piano urbanistico dei Comuni di Vilminore di Scalve e Valbondione e del piano territoriale della Provincia di Bergamo.
Il progetto del nuovo comprensorio interesserebbe Colere, Spiazzi di Gromo, Lizzola e Schilpario. L'investimento pubblico e privato per la realizzazione degli interventi previsti riguarderebbe gli impianti di risalita, le piste, le opere di messa in sicurezza, gli impianti di innevamento e i parcheggi per complessivi 42 milioni di euro.
Se venissero trovate le garanzie per concedere il prestito, la Sirpa potrebbe gestire gli impianti questa stagione, poi dalla prossima subentrerebbe Berghem Ski e il nuovo progetto di sviluppo potrebbe essere portato avanti con soldi freschi.
Allo stato attuale nessuno sembra voler muovere la situazione di stallo che si è creata.

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