Verbano-Cusio-Ossola, un'unica società di gestione pubblico-privata per rilanciare i comprensori sciistici della Provincia?

Neve abbondante in quota, ma gli impianti chiudono per fine stagione. Prolungare la stagione è un rischio o un’opportunità?
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Davide Franchi

PiemonteFinanza Funiviaria

Verbano-Cusio-Ossola, un'unica società di gestione pubblico-privata per rilanciare i comprensori sciistici della Provincia?

Il progetto è stato presentato ieri a Torino ai vertici di Regione Piemonte. A guidare l'iniziativa sono il Presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, Giandomenico Albertella, e il presidente del Gruppo Altair, Paolo Zanghieri, che coordina il mondo imprenditoriale interessato a partecipare nella holding pubblico-privata che controllerebbe le società di gestione dei comprensori sciistici provinciali.

Negli ultimi anni il sistema di impianti di risalita del Verbano-Cusio-Ossola ha affrontato diverse criticità: dal terribile incidente occorso sulla Funivia del Mottarone, ancora inattiva dal 2021, alle recenti problematiche tecniche e burocratiche che hanno fermato gli impianti di risalita di Macugnaga per l'intera stagione invernale. Da non dimenticare neppure le difficoltà incontrate all'Alpe Devero (con gli impianti rimasti inattivi nella scorsa stagione sciistica e ripartiti quest'anno) e a San Domenico, dove il difficile cantiere per la realizzazione della nuova cabinovia di arroccamento ha determinato la chiusura degli impianti  nelle stagioni estive 2023, 2024 e nella stagione invernale 2023/2024.

Un quadro complesso che oggi vede particolari criticità nelle situazioni di Macugnaga, Piana di Vigezzo e della Funivia Stresa-Mottarone. 

Il fabbisogno di investimenti iniziali per mantere operative e competitive le stazioni sciistiche locali è stato quantificato in 50 milioni per i primi 5 anni ed è stato illustrato ai vertici regionali unitamente al progetto di costituzione di una holding pubblico-privata che possa farsi carico di questa fase, particolarmente delicata, per il rilancio e la sopravvivenza di alcuni comprensori sciistici provinciali. 

Il piano è stato discusso ieri a Torino nell'incontro a cui hanno preso parte il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori al Turismo e alla Montagna Paolo Bongioanni e Marco Gallo. La delegazione del Verbano Cusio Ossola è stata guidata dal presidente della Provincia Giandomenico Albertella, presente insieme ai rappresentanti di enti e imprese con cui è stato avviato il progetto in questi mesi. Con lui c’erano i sindaci Claudio Cottini e Paolo Giovanola (val Vigezzo), Bruna Papa (Formazza), Massimo Felisati (valle Anzasca) e poi imprenditori e operatori del settore: Paolo Zanghieri, presidente del gruppo Altair che negli ultimi anni ha acquisito la proprietà degli impianti di Domobianca e San Domenico; Carlalberto Guglielminotti, da poco presidente di Vigezzo & friends, società che gestisce Piana di Vigezzo, Formazza e Cheggio di Antrona; Gianluca Barp, albergatore e gestore della pista di fondo a Riale, Filippo Besozzi, amministratore della società Macugnaga trasporti e servizi; Andrea Malagoni, socio della società San Domenico Ski. 

L'iniziativa si ispira al modello di Monterosa 2000, la società pubblica operante nella vicina Valsesia che ha consetito di garantire la continuità e il rilancio delle aree sciistiche di Alagna e Alpe di Mera. Iniziative simili non mancano, tuttavia, anche in altre regioni italiane: in Valle d'Aosta la finanziaria regionale Finaosta controlla la maggioranza di tutte le società impantistiche valdostane e, recentemente, ha commissionato uno studio per valutare i vantaggi della creazione di un'unica società di gestione regionale. Un'esperienza simile è già stata sperimentata in Friuli-Venezia Giulia, dove i comprensori sciistici sono gestiti dall'ente regionale PromoTurismo FVG

Rispetto a questi modelli, il piano per il Verbano-Cusio-Ossola differisce per la presenza, in forma paritaria con gli enti pubblici, del mondo dell'imprenditoria privata, guidato da Paolo Zanghieri, Presidente del Gruppo Altair.

"Lo scenario proposto vede la convergenza delle singole realtà in un unico veicolo societario. Questo è un settore capital intensive. Servono risorse importanti, capacità manageriale, idee ed un team di gestione di qualità. Sono tutti ingredienti rari. - ha dichiarato Zanghieri al sito OssolaNews.it- Credo che la nostra provincia sia ad un bivio per quanto riguarda il futuro del turismo legato agli impianti di risalita e alla montagna. Oggi abbiamo condizioni che pochi hanno: ingenti capitali investiti, spirito di collaborazione e maturità degli imprenditori al tavolo, condizioni prossime al default di alcuni comprensori e una attenzione particolare da parte del pubblico. Se non si reagisce, potremmo trovarci nel breve tempo con il fermo di alcune realtà di rilevanza per il Vco".

Zanghieri ha aggiunto che il progetto prevede importanti investimenti sugli impianti, ma anche lo sviluppo di una strategia di destagionalizzazione, con l'obiettivo di creare un'offerta complementare a quella del vicino Lago Maggiore, che potrà fungere da elemento trainante. 

Il primo obiettivo, dopo l'incontro in Regione, è quello di costituire la società veicolo e supportare le stazioni sciistiche provinciali in maggiore difficoltà.

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