No, non vedremo Van Aert e Van der Poel ai Giochi invernali: Kirsty Coventry chiude la porta al ciclocross

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Daniele Molineris

Olimpiadiattualità

No, non vedremo Van Aert e Van der Poel ai Giochi invernali: Kirsty Coventry chiude la porta al ciclocross

Niente da fare per il debutto del ciclocross (e della corsa campestre) ai Giochi Olimpici del 2030 in Francia, che aveva già proposto La Planche des Belles Filles quale sito di gara. La numero 1 del CIO, in attesa solo del timbro dell'ufficialità di giugno sulle discipline protagoniste tra 4 anni, ha definitivamente dato parere contrario come avevano già fatto le federazioni invernali qualche mese fa. "Non ci saranno sport estivi o che si praticano tutto l'anno".

E’ un “no” definitivo, quello arrivato dal Comitato Olimpico Internazionale e dalla voce della stessa Presidente, l’ex nuotatrice Kirsty Coventry.

Il ciclocross non farà il suo debutto ai Giochi invernali neppure nel 2030, quando sembrava l’occasione giusta vista anche la spinta d’oltralpe per allargare il programma a cinque cerchi (anche alla corsa campestre, che non ci sarà a sua volta), tanto che per la rassegna sulle Alpi francesi si era già lavorato ad una collocazione a La Planche des Belles Filles, nel cuore dei Vosgi e diventata salita simbolo del Tour de France, dopo la candidatura pure di Besancon, già tappa di Coppa del Mondo per la disciplina che nell’ultimo decennio è balzata agli onori delle cronache grazie anche e soprattutto alle super sfide tra Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert.

Non vedremo quindi i fuoriclasse olandese e belga, così come neppure un altro grande specialista del fuoristrada come Tom Pidcock (due volte campione olimpico in mountain bike a Tokyo e Parigi, mentre MVDP e WVA non hanno ancora conquistato quel titolo su strada), con il fresco re della Parigi-Roubaix che si impose nell’appuntamento-esperimento di CdM andato in scena sulla neve di Vermiglio.

“Voteremo il programma a giugno, ma abbiamo già deciso che non ci saranno sport estivi o che si praticano tutto l’anno – ha spiegato la numero 1 del CIO nel pomeriggio di ieri a margine degli incontri svolti – Avremo solo sport di neve e ghiaccio, dovremo capire come potenzialmente potremo inserire nuovi sport, ma non possiamo semplicemente continuare a diventare sempre più grandi”.

D’altronde, già nei mesi scorsi era stato decisamente contrario, e ha avuto un impatto sulla decisione del CIO, il parere del consiglio che racchiude varie federazioni delle discipline invernali. “La Federazione delle Olimpiadi Invernali è ferma nella sua convinzione che un approccio del genere sminuirebbe il brand, l’eredità e l’identità che rendono unici i Giochi Invernali – avevano scritto in una nota a novembre 2025 – che rappresentano una celebrazione degli sport praticati su neve e ghiaccio, con differenti culture, atleti e campi di gara”.

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