Questo sito contribuisce alla audience de

La storia delle Olimpiadi invernali - Garmisch-Partenkirchen 1936, i Giochi del nazismo

La storia delle Olimpiadi invernali - Garmisch-Partenkirchen 1936, i Giochi del nazismo
Info foto

Getty Images / AFP

OlimpiadiOlimpiadi - Sochi 2014l

La storia delle Olimpiadi invernali - Garmisch-Partenkirchen 1936, i Giochi del nazismo

Quarta puntata della nostra storia dei Giochi olimpici invernali, nell'edizione di Garmisch-Partenkirchen c'è l'introduzione dello sci alpino nel programma ufficiale.

Nel 1931 la capitale tedesca Berlino viene scelta dal Comitato olimpico internazionale per ospitare le Olimpiadi estive del 1936. Due anni dopo questa decisione arriva il momento di indicare la sede dei quarti Giochi invernali. Nel gennaio 1933 il partito nazionalsocialista di Adolf Hitler è salito al potere e la Germania vuole fortissimamente anche le Olimpiadi bianche. La scelta delle autorità tedesche, dopo che furono scartate Schreiberhau e Braunlage-Schierke, cadde sulle due cittadine bavaresi di Garmisch e Partenkirchen, molto avvantaggiate sotto l'aspetto degli impianti rispetto alle altre località e soprattutto molto vicine al quartier generale montano del Führer, Berchtesgaden. La candidatura fu approvata dall'assemblea del CIO di Vienna svoltasi dal 7 all'11 giugno 1933, battuta l'altra candidata St. Moritz. Nel 1935 le due cittadine diventarono un comune unico per volere di Hitler in persona. Il 1936 sarà l'ultimo anno che vedrà disputarsi sia le Olimpiadi invernali che quelle estive nella stessa nazione.

Quale miglior occasione, oltretutto doppia, per la Germania nazista per esaltare la grandezza ed efficienza del Terzo Reich e per dimostrare la superiorità della razza ariana? Garmisch-Partenkirchen tuttavia sarà solo un prologo alla propaganda di regime che saranno i Giochi di Berlino. Intanto il presidente del CIO Baillet-Latour, in vista dei Giochi bianchi, fece rimuovere dai locali le scritte "Vietato l'ingresso ai cani e agli ebrei" obiettando al Führer che è vero che l'ospite deve adeguarsi alle usanze di chi lo ospita, ma è anche vero che sotto la bandiera di Olimpia il padrone di casa diventa ospite della macchina olimpica. La novità epocale di questi Giochi è l'introduzione dello sci alpino nel programma ufficiale, gli sport dimostrativi sono l'ice stock, una sorta di variante del curling, e le pattuglie militari, la gara antenata del biathlon, che ricompaiono in questo rango dopo otto anni, ancora una volta per volere di Hitler, che si oppone al parere del Comitato olimpico internazionale che non le voleva. Il numero di atleti che partecipano è quasi il triplo rispetto a quello di Lake Placid e le nazioni aumentano da 17 a 28.

Dicevamo dello sci alpino: la gara più prestigiosa prima dell'era Coppa del Mondo, l'Arlberg-Kandahar, va in scena dal 1928, i Mondiali, denominati Concorso Internazionale FIS, dal 1931. A Garmisch-Partenkirchen sono solo due i titoli assegnati, quelli della combinata maschile e femminile, discesa più slalom. Tra le donne si impone la mitica tedesca Christl Cranz, vincitrice in carriera di ben 12 titoli mondiali, bronzo è la norvegese Laila Schou Nilsen che è la dominatrice del pattinaggio di velocità femminile, sport in quegli anni non ancora olimpico. Nella gara maschile è polemica perché il CIO ha squalificato per professionismo i maestri di sci, tra i quali risulta essere l’austriaco Toni Seelos, forse lo sciatore più forte al mondo, quindi l’Austria e anche la Svizzera ritirano le proprie delegazioni e gli atleti di casa hanno via libera, l’oro va a Franz Pfnür.

In questa gara c’è anche il norvegese Birger Ruud, che nel salto con gli sci (gara alla quale, grazie al sistema di navette che ogni 10 minuti partono da Monaco, assiste un pubblico immenso di 150000 persone, di cui 106000 paganti) conferma il titolo di Lake Placid e che va vicino a un’impresa mai riuscita a nessuno, prendere la medaglia sia nello sci alpino che nel nordico nella stessa edizione dei Giochi: è primo in discesa ma poi perde terreno nello slalom classificandosi quarto. Non sarebbe stata una sorpresa dato che l’anno prima in combinata era stato bronzo mondiale: Ruud è quindi un polivalente per ogni tipo di sport dello sci!

L’altra gara introdotta per la prima volta nel programma olimpico a Garmisch-Partenkirchen è la staffetta 4x10 km maschile del fondo che naturalmente vede il dominio dei paesi nordici con Finlandia oro, Norvegia argento e Svezia bronzo. Le prove individuali degli sci stretti vanno agli svedesi Erik August Larsson (la 18 km) ed Elis Wiklund (la 50 km), podio interamente norvegese nella combinata nordica, come sempre successo finora (ma sarà l’ultima volta), l’oro va a Oddbjørn Hagen. Nell’hockey c’è una delle più clamorose sorprese della storia: la Gran Bretagna spezza il dominio del Canada, sconfigge i nordamericani per 2-1 e conquista l’oro peraltro con una squadra i cui componenti sono nati per la stragrande maggioranza in patria ma che sono cresciuti o hanno imparato a giocare nel paese della foglia d’acero.

Gli ori del bob vanno agli Stati Uniti quello della gara a due (pilota Ivan Brown) e alla Svizzera quello a quattro (pilota Pierre Musy). Nel pattinaggio di velocità maschile si torna a gareggiare contro il cronometro e il dominio norvegese è totale con Ivar Ballangrud che vince l’oro dei 500, 5000 e 10000 metri e l’argento sui 1500 che vanno al connazionale Charles Mathiesen. Una coppia rivoluzionaria si aggiudica il titolo dell’artistico del pattinaggio di figura ed è quella formata dai tedeschi Maxi Herber ed Ernst Baier, lei bavarese di Monaco, lui sassone e tra l’altro argento nella gara maschile in cui si conferma sul gradino più alto del podio l’austriaco Karl Schäfer. I due tedeschi sono rivoluzionari perché introducono lo “shadow skating”, il pattinaggio ombra, rimasto fino ai nostri giorni e che prevede movimenti identici dei due pattinatori staccati l’uno dall’altra.

Nell’artistico femminile terzo titolo consecutivo per Sonja Henie, la norvegese la settimana successiva a Parigi vincerà il suo decimo oro mondiale di fila e quindi, dopo essere stata la prima diva in assoluto della storia dello sport, diventerà anche una stella del cinema per poi dedicarsi agli spettacoli su ghiaccio. Al termine di una vita fatta di eccessi, alcol, tre matrimoni di cui due falliti e molte relazioni extraconiugali morirà a soli 57 anni stroncata dalla leucemia il 12 ottobre del 1969 sull’aereo che da Parigi la riportava nella sua Oslo per curarsi.

Ancora nessuna medaglia per l’Italia ma il successo nella gara dimostrativa delle pattuglie militari ottiene grande risalto nel nostro paese e i quattro componenti di quella squadra, tutti alpini, e cioè Enrico Silvestri, Alois Prenn (ribattezzato fascisticamente Luigi Perenni), Stefano Sertorelli e Sisto Scilligo, ottengono un premio di 30000 lire a testa per volere del Duce in persona (anche se pare che non abbiano mai ricevuto realmente quella somma). C’è poi la clamorosa quanto inspiegabile, visto che il nostro paese è lontano anni luce dalle migliori squadre dell’hockey, vittoria per 2-1 al secondo overtime degli azzurri sugli Stati Uniti che però non porta a niente visto che i nostri rappresentanti perdono le altre due partite del girone eliminatorio con la Germania e la Svizzera. Nella staffetta del fondo gli azzurri sono quarti, primo paese non nordeuropeo anche se a 7 minuti dal bronzo, nella combinata dello sci alpino Giacinto Sertorelli, bormino fratello minore di Erminio, fondista portabandiera italiano a Lake Placid, e di Stefano, è settimo, purtroppo morirà a 23 anni nel 1938 in seguito a una caduta in una discesa che stava disputando proprio sulla Kreuzeck di Garmisch-Partenkirchen.

 

Riepilogo

4a edizione dei Giochi Olimpici invernali

Città ospitante e data di svolgimento: Garmisch-Partenkirchen (Germania), 6-16 febbraio 1936

Atleti partecipanti: 668 (588 uomini, 80 donne)

Nazioni partecipanti: 28

Italiani partecipanti: 40 (35 uomini, 5 donne)

Portabandiera italiano: Adriano Guarnieri (sci alpino)

Titoli assegnati: 17 in 8 sport

Apertura ufficiale: cancelliere Adolf Hitler

Giuramento olimpico degli atleti: Willy Bogner (sci di fondo)

 

Il medagliere

Norvegia: 7 ori 5 argenti 3 bronzi

Germania: 3 ori 3 argenti

Svezia: 2 ori 2 argenti 3 bronzi

Finlandia: 1 oro 2 argenti 3 bronzi

Svizzera: 1 oro 2 argenti

Austria: 1 oro 1 argento 2 bronzi

Gran Bretagna: 1 oro 1 argento 1 bronzo

Stati Uniti: 1 oro 3 bronzi

Canada: 1 argento

Francia: 1 bronzo

Ungheria: 1 bronzo

2
Consensi sui social