Questo sito contribuisce alla audience de

La storia delle Olimpiadi invernali - Chamonix 1924, i primi "cinque cerchi bianchi"

La storia delle Olimpiadi invernali - Chamonix 1924, i primi 'cinque cerchi bianchi'
Info foto

Getty Images / AFP

OlimpiadiOlimpiadi - Sochi 2014

La storia delle Olimpiadi invernali - Chamonix 1924, i primi "cinque cerchi bianchi"

Comincia dal 1924, da Chamonix, il nostro lungo viaggio nella storia dei Giochi olimpici invernali, nati appunto 89 anni fa nella cittadina francese ai piedi del Monte Bianco.

Come tutti gli appassionati sanno la prima edizione delle Olimpiadi moderne si tenne nel 1896 ad Atene e già nel 1900 all’interno del CIO ci fu chi spinse per l’introduzione degli sport invernali nel programma a cinque cerchi, nello specifico fu lo svedese Viktor Gustaf Balck, uno dei membri del primo Comitato Olimpico Internazionale (1894) poi fondatore dei Giochi Nordici (1901) a caldeggiare questa possibilità. Ma Pierre de Coubertin era contrario poiché riteneva che gli sport invernali fossero troppo di nicchia per poter avere una grande popolarità a livello internazionale. Tuttavia il barone fondatore dei Giochi nulla poté di fronte all’introduzione nel programma olimpico dei Giochi estivi di Londra 1908 delle gare del pattinaggio di figura: l’artistico maschile (vinto dallo svedese Ulrich Salchow, che ha dato il nome a uno dei salti del pattinaggio), quello femminile, quello a coppie e le “figure speciali”.

Nel 1912 a Stoccolma si sarebbe dovuta svolgere una settimana dedicata agli sport invernali su proposta del conte vercellese Eugenio Brunetta d’Usseaux ma i paesi del Nord Europa si opposero, ben sapendo che la nascita di un’ipotetica Olimpiade invernale all’interno delle Olimpiadi avrebbe significato la morte dei loro Giochi Nordici. Nel 1916 era in calendario “Skiing Olimpia”, una serie di gare di sci nordico che avrebbero dovuto disputarsi nella Foresta Nera, ma stavolta fu la Grande Guerra a far saltare tutto. Nel 1920 ad Anversa andarono in scena le tre gare d’artistico già disputate a Londra (definitivamente abolite le figure speciali) più il primo torneo di hockey su ghiaccio maschile, vinto dal Canada.

Finalmente ai primi di giugno del 1921, durante il congresso di Losanna, il CIO patrocinò una “Settimana Internazionale degli Sport Invernali”, così chiamata per ammorbidire l’opposizione nordica, da far disputare nelle prime settimane del 1924. Come sede fu scelta la cittadina francese di Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, dato che le Olimpiadi di quell’anno si sarebbero svolte a Parigi e quindi quella settimana dedicata alla neve e al ghiaccio sarebbe stata una sorta di prologo all’Olimpiade vera e propria. Ma quelle gare, che in realtà si tennero nell’arco di dieci giorni, ebbero un successo clamoroso e inaspettato, con buona pace di de Coubertin: oltre 10000 spettatori paganti, un’enormità per quell’epoca. Pertanto al congresso di Praga della fine di maggio del 1925 quelle gare vennero retroattivamente rinominate “prime Olimpiadi invernali” e si stabilì che anche questa nuova manifestazione dovesse disputarsi ogni quattro anni e nello stesso anno di quelle estive.

Il programma ufficiale di quei primi Giochi bianchi prevedeva lo sci nordico (fondo, salto e combinata), la gara delle pattuglie militari, una sorta di antenato del biathlon, il bob, il pattinaggio sia di figura che di velocità e infine, come sport di squadra, l’hockey su ghiaccio e il curling. Non era ancora arrivato il momento dello sci alpino, malgrado gli sforzi del suo divulgatore sir Arnold Lunn. Il primo campione olimpico “ufficiale” fu lo statunitense Charles Jewtraw, 23enne originario di Clinton County, vicino alla futura città olimpica di Lake Placid, stato di New York, che il 26 gennaio 1924 sui 500 metri del pattinaggio veloce col tempo di 44”0 batté di due decimi il norvegese Oskar Olsen, terzi ex-aequo a 8 decimi furono l’altro norvegese Roald Larsen e il finlandese Clas Thunberg. Quest’ultimo (nella foto) fu uno dei mattatori di questi Giochi: oltre al bronzo sulla distanza più corta vinse l’oro sui 1500, sui 5000 e nell’allround, titolo che da sempre si assegna ai Mondiali ma che ai Giochi non è più stato assegnato, inoltre fu argento sui 10000 vinti dal connazionale Julius Skutnabb.

Nell’artistico maschile lo svedese Gillis Grafström, erede di Salchow, difende il successo di Anversa dall’assalto dell’austriaco Willy Böckl, anche nella gara femminile primeggiò la favorita, vincitrice degli ultimi due Mondiali, l’ungherese Herma Planck-Szabo, ottava e ultima finì una ragazzina norvegese di 12 anni, Sonja Henie, di cui risentiremo parlare nelle prossime puntate di questa storia, nell’artistico a coppie successo degli austriaci Helene Engelmann e Alfred Berger. Il quartetto svizzero precedette quello finlandese e quello francese nella gara delle pattuglie militari, nello sci nordico il norvegese Thorleif Haug, l’altro mattatore di questi Giochi, vince la 50 km, la 18 km e la combinata, in questo caso primeggiando sia nella gara di fondo più corta sia in quella dal trampolino specifica per la prova multipla. Nel salto speciale trionfa il suo connazionale Jacob Tullin Thams ed è proprio in questa gara che si verifica uno degli episodi più incredibili di tutta la storia delle Olimpiadi.

I giudici assegnano il bronzo a Haug ma molti anni dopo si scopre i giudici hanno commesso un clamoroso errore di calcolo e che la medaglia sarebbe dovuta andare ad Anders Haugen, nato in Norvegia nella ben nota contea di Telemark ma naturalizzato statunitense. Morale della favola: la medaglia gli viene consegnata in una cerimonia speciale a Oslo, il 12 settembre 1974, da Anna Maria Magnussen, figlia di Haug, che è morto a 40 anni nel 1934. 50 anni dopo i Giochi di Chamonix l’85enne Haugen può finalmente avere il suo legittimo bronzo e morire in pace dieci anni più tardi. Nella gara di bob, in cui si possono avere equipaggi a scelta di quattro o cinque persone, vince lo svizzero Eduard Scherrer. Nel curling scontato successo della Gran Bretagna, composta interamente da scozzesi, ancora più scontato nell’hockey il trionfo del Canada: i nordamericani in cinque partite segnano 110 reti subendone solo 3! Tra le 16 nazioni partecipanti c’è anche l’Italia, che non vince nessuna medaglia: Lodovico Obexer è sesto nel bob, ultimo di quelli che hanno concluso la prova, mentre i cortinesi Enrico Colli e Giuseppe Ghedina nella 50 km sono nono e decimo, primi dei non nordici.

 

Riepilogo

1a edizione dei Giochi Olimpici invernali

Città ospitante e data di svolgimento: Chamonix (Francia), 26 gennaio-4 febbraio 1924

Atleti partecipanti: 292 (279 uomini, 13 donne)

Nazioni partecipanti: 16

Italiani partecipanti: 23 (tutti uomini)

Portabandiera italiano: Leonardo Bonzi (bob)

Titoli assegnati: 16 in 9 sport

Apertura ufficiale: sottosegretario di Stato all'educazione fisica Gaston Vidal

Giuramento olimpico degli atleti: Camille Mandrillon (pattuglie militari)

 

Il medagliere

Norvegia: 4 ori 7 argenti 6 bronzi

Finlandia: 4 ori 4 argenti 3 bronzi

Austria: 2 ori 1 argento

Svizzera: 2 ori 1 bronzo

Stati Uniti: 1 oro 2 argenti 1 bronzo

Gran Bretagna: 1 oro 1 argento 2 bronzi

Svezia: 1 oro 1 argento

Canada: 1 oro

Francia: 3 bronzi

Belgio: 1 bronzo

2
Consensi sui social