Nel pasticcio svedese festeggia la Norvegia: le vichinghe trionfano nella 4x7,5 km femminile! Italia sesta

Sorpresa nella 10 km TL di Davos: primo hurrà in carriera per la norvegese Simpson-Larsen. Indietro le azzurre
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Nel pasticcio svedese festeggia la Norvegia: le vichinghe trionfano nella 4x7,5 km femminile! Italia sesta

Succede di tutto nella staffetta in ambito femminile a Lago di Tesero, con la caduta e conseguente rottura di uno sci, di Ebba Andersson, che stoppa il percorso netto delle svedesi nello sci di fondo ai Giochi di Milano Cortina 2026. Oro per la Norvegia, con Kristin Fosnaes, Astrid Slind, Karoline Simpson-Larsen e Heidi Weng, davanti alle rivali scandinave, che si devono accontentare dell'argento. Completa il podio la Finlandia, mentre una commovente Italia (con Iris De Martin Pinter e Martina Di Centa sugli scudi) sogna la medaglia sino all'ultimo cambio, per poi chiudere con un buon 6° posto.

Una gara ricca di sorprese e colpi di scena, in un contesto, quello delle nevi della Val di Fiemme, reso ancor più arduo da una pioggia battente che ha imperversato per tutta la durata della prova.

Norvegia che conquista il primo oro anche tra le donne, dopo il tris di Johannes Klaebo in campo maschile, con la staffetta femminile che riscatta la delusione iridata di Trondheim 2025. Le vichinghe hanno fatto la cosiddetta gara perfetta, senza sbavature, approfittando anche del clamoroso disastro commesso dalla svedese Ebba Andersson. Prima frazione molto equilibrata, con Kristin Fosnaes e Linn Svahn appaiate, ma la vera svolta è avvenuta nella seconda porzione, dove Andersson è subito scivolata in salita, lasciando in testa la sola Astrid Slind.

Il vero punto di svolta è arrivato al termine delle seconda tornata, quando Andersson è incappata in un'altra caduta, rompendo uno sci. Non trovando subito un tecnico con lo sci di riserva ha dovuto percorrere almeno un centinaio di metri solo con uno sci ai piedi, perdendo più di 1' e compromettendo la rincorsa all'oro.

In terza frazione Karoline Simpson-Larsen, a skating, ha legittimato il vantaggio norvegese, lasciando in testimone a Heidi Weng in chiusura, che così potuto finalmente festeggiare il primo oro olimpico della carriera. Grande festa anche per Fosnaes, Slind (cha ha compiuto trentotto anni cinque giorni fa) e Karoline Simpson-Larsen, tutte e tre alla prima medaglia a cinque cerchi della carriera!

Nonostante l'incidente di Andersson, la Svezia riesce ad agguantare l'argento, grazie alla due frazioni in pattinato di Frida Kalrsson e Jonna Sundling, chiudendo a '50"9 dalla Norvegia. Per le scandinave si interrompe così la striscia di tre ori consecutivi in campo femminile. La medaglia di bronzo va alla Finlandia, che disputa una prova solida con Johanna Matintalo, Kerttu Niskanen (anche lei classe '88 come Slind), Vilma Ryytty e Jasmi Joensuu (staccata nel finale da Sundling) con un distacco di 1'14"7 dall'oro.

Dopo una prima metà gara in classico disastrosa, da parte di Laura Gimmler e Katharina Hennig, risalgono sino al 4° posto Helen Hoffmann e Pia Fink, con la Germania che non riesce però a difendere l'argento di Pechino 2022. Quinta piazza per gli Stati Uniti, grazie a una buona chiusura della leader Jessie Diggins.

Per 3/4 di gara la staffetta azzurra fa sognare il pubblico di Lago di Tesero, con tre frazioni di assoluto livello, anche grazie a dei materiali davvero performanti su questa neve difficilissima da sciare. Iris De Martin Pinter al lancio è stata pressoché perfetta, trendo il ritmo di Svahn e Fosnaes, poi Caterina Ganz è riuscita a tenere le code di Andersson e Niskanen, perdendo qualcosa solo nem finale di frazione.

La sorpresa più bella forse è stata Martina Di Centa, che a skating ha tenuto quasi del tutto invariato il vantaggio su Karlsson, facendo registrare il miglior tempo assoluto nell'ultimo segmento della propria frazione. La classe 2000 friulana ha portato l'Italia al cambio in terza piazza, virtualmente in zona medaglia. Federica Cassol, schierata in chiusura, è partita piuttosto imballata, venendo sopravanzata facilmente da Sundling. La sprinter valdostana però non si è arreso e dopo aver lottato con Fink e Diggins, è stata brava a distanziare l'elvetica Nadine Faehndrich, tagliando il traguardo al 6° posto, a 1'59"7 dalla Norvegia.

La prestazione in casa Italia, dunque, è da considerare più che positiva, con De Martin Pinter (classe 2004 e molto interessante per il futuro) e Martina Di Centa su tutte che hanno dimostrato di poter ambire a posizioni più alte in classifica, rispetto a quelle che hanno occupato sino ad ora. Fa ben sperare anche la preparazione degli sci, con le azzurre velocissime nei tratti di discesa, il che è di buon auspicio anche per la sfida maschile di domani. Resta un po' di rammarico per l'assenza di Maria Gismondi, che in ultima frazione sarebbe potuta essere una carta per giocarsi qualcosa di molto grosso...

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