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Milano Cortina 2026: ennesimo rinvio per la pista di Bob e la NHL punta il dito sui ritardi del Palaitalia Santa Giulia

Milano Cortina 2026: ennesimo rinvio per la pista di Bob e la NHL punta il dito sui ritardi del Palaitalia Santa Giulia
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2014 Getty Images

Milano Cortina 2026

Milano Cortina 2026: ennesimo rinvio per la pista di Bob e la NHL punta il dito sui ritardi del Palaitalia Santa Giulia

La Fondazione Milano Cortina 2026 ha certificato stamattina ancora una volta l'incapacità di trovare una soluzione credibile per il budello dove si dovrebbero tenere le gare di Bob, Skeleton e Slittino delle prossime Olimpiadi Invernali, rimandando per l'ennesima volta ogni decisione nel giorno nel quale il commissioner della NHL esprime pubblicamente le sue preoccupazioni per l'arena destinata ad ospitare il torneo di Hockey su Ghiaccio.

Se l'orologio del conto alla rovescia che campeggia sul sito dei Giochi Invernali italiani del 2026 non segnasse 793 giorni, consci del fatto che qualsiasi piano di progetto rischierebbe miseramente di sforare i tempi, quanto comunicato questa mattina da Giovanni Malagò, presidente del CONI e della Fondazione e Andrea Varnier, amministratore delegato, potrebbe essere ordinaria amministrazione ma la decisione di non decidere, ancora una volta, presa ieri dalla Cabina di Regia rende ancora più grave l'emergenza intorno alla sede delle prove di Bob e Slittino delle Olimpiadi di Milano - Cortina.

Dalla nota stampa diffusa, emerge come la scadenza per una decisione definitiva sia stata spostata a gennaio 2024 e soprattutto come, in caso di soluzione tutta italiana, tra rilanci, interventi politici di facciata e veti incrociati si stia ancora tenendo il piede in due scarpe: il recupero della pista di Cesana Pariol e la nuova proposta di realizzare a Cortina un impianto ridotto e dall'impatto economico contenuto. Tutto ciò avviene in barba al fatto che ancora nei giorni scorsi il CIO abbia ribadito lo stop a nuovi lavori in Italia a favore di un impianto già presente e operativo all'estero. Ma dove? La Fondazione ammette di stare analizzando studi di fattibilità dalla Svizzera (St.Moritz), l' Austria (Igls) e la Germania. Pare caduta definitivamente la pista cinese ma compare una proposta statunitense.

L'imbarazzo per l'ennesimo esercizio di procrastinazione intorno al budello potrebbe essere nulla rispetto a quanto suscitato dalle parole del commissioner della NHL, National Hockey League, Gary Bettman nei milioni di appassionati che attendono dopo dodici anni il ritorno delle superstar sotto contratto con le franchigie della NHL sul palcoscenico di una competizione internazionale. I rapporti tra la Lega e il CIO sono sempre stati complessi con negoziazioni volte a ridurre l'impatto del torneo olimpico sul calendario statunitense al punto che nel 2018 venne proibito a giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai Giochi di PyeongChang e quattro anni dopo i protocolli anti COVID con le varie quarantene non consentirono una partecipazione con limitati impatti sul calendario NHL.

Mentre pare che si sia in vista di un accordo tra NHL, IIHF e CIO per la partecipazione a Milano Cortina 2026, il commissioner Bettman ha espresso a tutto il mondo i suoi dubbi; "non è stata neppure iniziata la costruzione dell'impianto (Palaitalia Santa Giulia, ndr) e questo rappresenta una preoccupazione", ha detto Bettman, "perchè noi vorremmo che i migliori giocatori partecipassero ma arriverà un momento nel quale dovremo prendere delle decisioni sul calendario di quella stagione".

"Normalmente quando si costruisce un impianto per le Olimpiadi lo si fa almeno con un anno di anticipo per avere il tempo di disputare almeno un evento per testarlo e preparare il ghiaccio", ha continuato, "dicono che non sarà pronto prima della fine del 2025, che significa 6-8 settimane prima dei Giochi se saranno puntuali. E mi risulta siano già in ritardo ma è qualcosa che non è sotto il nostro controllo". E' vero che potrebbero esserci alternative fattibili lontano da Milano, come il PalaIsozaki di Torino, ma il vice commissione Daly le affossa: "Andare alle Olimpiadi senza prendere parte alla festa olimpica è un problema".

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