Deromedis e Tomasoni, una doppietta inimmaginabile e leggendaria, nella gara olimpica; le reazioni degli azzurri nel post di una giornata semplicemente folle, sotto la neve di Livigno, con il sole di Matilde Lorenzi portato sul casco da Federico, argento da lacrime agli occhi nel ricordo della donna che amava e ci ha lasciato il 28 ottobre 2024.
Una cosa talmente grande da risultare impensabile, nessuno avrebbe potuto pronosticarla e i segnali che tutto fosse possibile, come in un disegno divino, sono arrivati dal cielo, con la nevicata sempre più intensa su Livigno che ha cambiato le carte in tavola, come spiegherà lo stesso nuovo campione olimpico dello skicross, Simone Deromedis.
Oro e argento italiano in una gara, seppur “giovane” nel programma dei Giochi, quando nessun azzurro era ancora salito su un podio a cinque cerchi, anche se è chiaro che da anni ormai, la nazionale guidata da Bartolomeo Pala sta ottenendo grandissimi risultati, tra rassegne iridate e Coppa del Mondo.
Un capolavoro tutt’altro che casuale, ma ricco di significati emotivi specialmente se parliamo di quello che ha fatto oggi Federico Tomasoni, medaglia d’argento superando per una questione di centimetri un campione come Alex Fiva sulla linea del traguardo, andando a completare la doppietta che vale la storia, e anche il decimo titolo della spedizione italiana a Milano Cortina 2026.
Su Livigno, nel momento in cui le fasi finali stavano entrando nel vivo, si è scatenata una bufera e gli azzurri si sono esaltati eliminando tutti i più grandi rivali di questa sfida a cinque cerchi, da Howden a Wilmsmann; sul casco di Tomasoni c’era un sole, il sole che è il simbolo della Fondazione Matilde Lorenzi, dedicata alla ragazza piemontese che è scomparsa il 28 ottobre 2024, poche ore dopo la terribile caduta in allenamento che ha portato la sua famiglia, e lo stesso Federico che era il suo ragazzo (si erano conosciuti da pochi mesi), a cercare di fare qualcosa di importante sul tema della sicurezza.
Se per Deromedis, che fu 5° a Pechino 2022, parliamo di un autentico predestinato che ha già vinto sette volte in CdM, sfiorato lo scorso anno la sfera di cristallo e nel 2023 conquistato il titolo iridato, il bergamasco di Castione della Presolana si è spinto oltre ogni limite, mai ancora sul podio in CdM e bronzo mondiale, nella prova a coppie miste con Jole Galli.
Ma oggi c’era qualcosa di unico nell’aria del Piccolo Tibet: “E’ una follia, meglio di così non poteva andare, dopo che nei primi giorni ho faticato a trovare le misure alla pista e anche stamattina in qualifica non era andata al meglio – le prime parole del nuovo campione olimpico Deromedis, tramite l’ufficio stampa FISI - Poi è andato tutto come doveva andare: materiali velocissimi, lucidità, davvero è stato tutto perfetto.
In apertura di stagione, per la prima volta siamo saliti in due sul podio di Coppa del Mondo (Simone davanti a Edoardo Zorzi, oggi eliminato agli ottavi, nell’opening di Val Thorens), ora l’abbiamo rifatto anche alle Olimpiadi: mi viene solo un… chapeau! Vincere una medaglia olimpica è la massima aspirazione di ogni atleta, farlo davanti al nostro pubblico è stato ancora più incredibile.
Fantastico, il massimo che si può avere: è difficile anche descrivere questo momento. Abbiamo avuto la fortuna di trovarci nelle condizioni di gareggiare e per di più vincere in Italia, una cosa che non capita nella vita di ogni atleta ed il pubblico, gli amici, ci hanno dato una spinta in più. La volontà di far crescere ancora questo sport in Italia è stata una motivazione in più, per avvicinare altri giovani allo skicross, una disciplina che sa dare adrenalina, che piace.
Abbiamo fatto il nostro anche in tal senso: l’intero movimento del Freestyle sta crescendo molto e anche questa rassegna olimpica lo sta dimostrando. Non sono partito con l’aspettativa di vincere, poi tutto è andato per il verso giusto, siamo stati anche molto veloci con l’attrezzatura.
Il meteo ha cambiato tutto, perché la velocità variava completamente, a ogni giro dovevi adattarti, capire cosa fare, rimanere attento e intelligente, e questo è ciò che ha fatto la differenza. Avevamo degli sci davvero velocissimi ed in queste condizioni hanno fatto la differenza, insieme alla nostra potenza”.
E poi un pensiero del “Dero” al compagno di avventura Tomasoni: “Voglio congratularmi con Federico, quello che ha passato è qualcosa di terribile. Lui è stato un grande, davvero. Gli siamo stati vicini, ma lui è stato fortissimo e si merita davvero tutta questa medaglia. Se è il suo primo podio e l’ha fatto oggi, credetemi non è una casualità”.
“Le favole esistono, ma questa va oltre l’immaginato – ha aggiunto proprio il neo vice campione olimpico - Ho voluto portare il ricordo di Matilde sul casco, con il cuore fino alla fine. Ci vorrà un bel po’ di tempo per realizzare questo momento. Abito a pochi chilometri da Livigno ed è qualcosa di incredibile: ho provato nelle scorse settimane ad immaginare ciò, sarebbe stato un sogno. E l’abbiamo realizzato in due!
Nessuno si sarebbe mai aspettato due medaglie in questa gara, perchè siamo in pochi ma credo che questo risultato possa dare una grande spinta all’intero movimento. Più di così non potevamo fare per aiutare questo sport”.
BOLLETTINO NEVE
| LOCALITÀ | I.APERTI | H. Min/Max |
|---|---|---|
| Abetone | 15/17 | 30-200 cm |
| Pila Aosta | 15/15 | 30-50 cm |
| Folgaria | 20/20 | 50-90 cm |
| Obereggen | 20/20 | 10-100 cm |
| Carezza al lago | 13/13 | 50-70 cm |
| Plan de Corones | 34/34 | 10-60 cm |
| Ultimo | 8/8 | 30-95 cm |
| Passo Rolle | 23/23 | 40-80 cm |
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