Fontana-Sighel, altro botta e risposta. "Non merita la mia attenzione". "Era un ragionamento più ampio"

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Fontana-Sighel, altro botta e risposta. "Non merita la mia attenzione". "Era un ragionamento più ampio"

I due assi dello short track azzurro, d'oro assieme ai compagni nella staffetta mista inaugurale dei Giochi, protagoniste nelle ultime ore di una polemica partita dalle frasi del trentino ("chi la conosce? Da anni si allena all'estero"), alle quali oggi la 13 volte medagliata olimpica ha risposto. Prima dell'ulteriore chiarimento di Pietro a mezzo social.

Arianna Fontana ha aggiornato i numeri dei record e della storia dello sport azzurro a tutto tondo, ieri sera con l’argento sui 500 mt per arrivare a quota 13 medaglie olimpiche come lo schermidore Edoardo Mangiarotti, dopo aver aperto questa edizione casalinga dei Giochi, a vent’anni dalla sua prima a Torino (subito sul podio), con lo strepitoso oro della staffetta mista azzurra.

Assieme a Pietro Sighel, la campionissima di Berbenno ha trascinato il team Italia ad un trionfo storico, condiviso con Nadalini, Spechenhauser, Betti e Confortola, ma i due assi del movimento sono stati anche protagonisti di un botta e risposta pubblico che, di fatto, parte dai rapporti test tra Fontana e il gruppo della nazionale risalenti al caso delle accuse di Arianna ai compagni Tommaso Dotti e Andrea Cassinelli, pienamente assolti per un fatto contestato dalla valtellinese, ovvero la volontà di farla cadere in allenamento.

“Fontana? Chi la conosce, si allena all’estero da 8 anni, è in squadra solo per i minuti della gara”, aveva dichiarato Sighel a “Repubblica”.

“Ora ho letto e sinceramente non merita la mia attenzione – la replica di Fontana, oggi a Casa Italia alla Triennale di Milano – Se non avessi voluto far parte della squadra, non mi sarebbe interessato stare a Bormio ad allenarmi con loro a preparare le staffette e sarei rimasta all’estero”.

Con una storia instagram in serata, il fenomenale trentino ha spiegato, provando a chiudere il caso: “Negli ultimi giorni sono state riportate alcune mie frasi che hanno fatto molto discutere, in particolare alcuni passaggi su Arianna. Voglio essere chiaro: il mio era un ragionamento più ampio e centrato sul percorso tecnico della squadra negli ultimi anni.

Quando ho detto che il gruppo è cresciuto “senza Arianna”, mi riferivo al fatto che per anni si è allenata all'estero e che dunque il tempo trascorso con la squadra è stato limitato. In questo contesto, noi atleti abbiamo comunque saputo trovare una nostra identità e solidità che ci hanno resi competitivi. Non intendevo sminuire nessuno e neppure si è trattato di un attacco personale.

Arianna è una campionessa e ha fatto la storia dello short track italiano. Le sue medaglie hanno dato visibilità e credibilità a tutto il movimento. Questo è un fatto e l’ha dimostrato ancora ieri sera con la sua 13esima medaglia olimpica. Quando uno raggiunge questi traguardi, si applaude. Non ho mai voluto mancare di rispetto, sebbene le mie parole, così come sono state riportate, potessero suggerire il contrario.

In pista siamo professionisti, fuori ognuno fa il suo percorso. E quando si gareggia per l’Italia, si è tutti dalla stessa parte. Chi mi conosce sa che in pista do tutto per l’Italia e per la squadra. Domani torno a fare quello che so fare meglio: gareggiare”.

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